Inserito da teocrespi il Novembre 21, 2008 - 22:54
Maestri | Vedute e mappe | Secolo XIX
Acquaforte
Misure lastra mm 382 × 269
Pittore ed incisore allievo per l’incisione di Eleuterio Pagliano (insieme a G. Banfi e M. Bianchi), ha realizzato 20 lastre fra il 1876 e il 1880 con esiti molto diversi e un diploma di merito a Napoli nel 1877. Apprezzato dalla critica dell’epoca per gli effetti chiaroscurali di alcune – poche lastre vicine al gusto impressionista allora imperante e aspramente criticato (Mezzetti, Vitali) per il segno minuto e tormentato di altre lastre è oggi (Davoli) lentamente rivalutato per la sveltezza del tratto e la ricerca di effetti atmosferici e paesistici tipici del naturalismo lombardo.
Inserito da teocrespi il Novembre 21, 2008 - 22:44
Maestri | Stampe decorative | Vedute e mappe | Secolo XIX
Acquaforte
Misure lastra mm 382 × 269; foglio mm
Pittore ed incisore allievo per l’incisione di Eleuterio Pagliano (insieme a G. Banfi e M. Bianchi), ha realizzato 20 lastre fra il 1876 e il 1880 con esiti molto diversi e un diploma di merito a Napoli nel 1877. Apprezzato dalla critica dell’epoca per gli effetti chiaroscurali di alcune – poche lastre vicine al gusto impressionista allora imperante e aspramente criticato (Mezzetti, Vitali) per il segno minuto e tormentato di altre lastre è oggi (Davoli) lentamente rivalutato per la sveltezza del tratto e la ricerca di effetti atmosferici e paesistici tipici del naturalismo lombardo.
Inserito da teocrespi il Novembre 21, 2008 - 22:26
Stampe decorative | Secolo XVIII
Acquaforte e bulino
Misure mm 26 × 310
Pittore allievo di Ciro Ferri e Pietro da Cortona specializzato in temi storici. Attivo a Roma e Siena come frescante in chiese e palazzi.
Curiosa immagine di un pidocchio ingrandito tramite l’uso di uno dei primi microscopi quello inventato dal romano Carlo Antonio Tortoni.
Appena sotto l’immagine dell’insetto si legge “Vero disegno del Pedocchio delineato dal Sig. Pietro Lucatelli Pittore celeberrimo in Roma e dal medesimo veduto con il microscopio Tortoniano quale dimostra la medesima grandezza che qui sta espresso”. Si suppone che Lucatelli si anche l’autore dell’incisione (?). Sopra l’insetto il nome “pedocchio”, il tutto rinchiuso entro una spessa linea di contorno incisa. Ottima impressione su carta del secolo xix. Diverse pieghe nel foglio, margini bianchi ripiegati. Foglio inserito in bella cornice di gusto seicentesco con inserti che imitano la tartaruga databile al secolo XIX.
Inserito da teocrespi il Novembre 21, 2008 - 22:19
Uncommon prints | Secolo XVIII
Ballo che si costuma di fare a Costantinopoli dalle donne Greche, condotto da quella che à il fazzoletto in mano
Acquaforte e bulino
Misure lastra mm 370 × 530
Incisore di riproduzione, dopo la formazione a Roma è attivo come illustratore nell’industria editoriale a Trieste e Venezia. Il soggetto deriva da un disegno di Giacomo Leonardis. Tavola n 7 di una probabile serie sugli usi e costumi di Costantinopoli raccolta con il titolo “Viaggio pittorico a Costantinopoli” (in basso a sinistra). Della serie è nota un sola tavola (Palmanova, Civico Museo Storico) che raffigura un bagno pubblico con le stesse dimensione ma una diversa indicazione per quanto riguarda l’editore: Pierre Bassi anziché Cattorin Aglietti e Comp. come sul presente, è possibile avanzare l’ipotesi esistano due stati della serie. Si noti che Aglietti fu lo stampatore della maggior parte delle lastre di Leonardis e che esiste una serie di quattro tavole sciolte incise dal Leonardis sugli usi e costumi della Grecia.
Inserito da teocrespi il Novembre 16, 2008 - 19:41
Maestri | Stampe religiose | Secolo XVI
Bulino
misure mm 302/304 × 277/283
Ricordato dal Vasari come orafo a Firenze fino al 1535, figlio di Michele Martini, autodidatta. Nei bulini (una quarantina) evidenti sono i prestiti da composizioni dei maestri tedeschi (Durer e Schongauer) o da pittori suoi contemporanei (Lippi, Pollaiolo.. ). Ottima impressione benchè non coeva su carta spessa, vergellata, con filigrana non identificabile comunque databile al secolo xvii.
Esemplare con ampi margini nei lati superiore ed inferiore da buoni a minimi sui lati laterali.
La bibliografia è concorde nel riconoscere due tirature: una coeva su carta leggera con filigrane del secolo xvi (Faenza ); l’altra su carta spessa con filigrana giglio tipica delle tirature eseguite dai Vallardi (1790/1810) prima di cedere la lastra al Louvre (ove tutt’oggi è conservata). Il foglio in oggetto appartiene tuttavia ad una tiratura intermedia, lo si può affermare tanto per l’epoca della carta impiegata quanto per la qualità dell’impressione evidentemente migliore delle tirture Vallardi.
Inserito da iopensa il Ottobre 22, 2008 - 08:56
Sull'incisione | Luigi Bartolini
Sfogliando la bibliografia relativa all’uomo Luigi Bartolini (pittore, incisore, scrittore, poeta, critico e polemista) le mostre personali, le partecipazioni a mostre collettive e le pubblicazioni hanno un peso quantitativo che si ritrova solo in artisti dalla notorietà nazionale e internazionale. Eppure tale supposta notorietà è per Bartolini ancora oggi patrimonio esclusivo di pochi collezionisti (chi del Bartolini letterato e chi del Bartolini artista), degli addetti ai lavori (musei e mercanti) e di chi l’ha conosciuto, nonostante la qualità del suo lavoro non sia mai stata messa in dubbio e le quotazioni dei suoi lavori siano ancora decisamente accessibili.
Inserito da teocrespi il Settembre 4, 2008 - 08:03
Maestri | Secolo XVII
Acquaforte, bulino e puntasecca
Misure mm 320 × 240
Si forma in Spagna con Ribalta poi viaggia in Italia per stabilirsi dal 1616 a Napoli adottando uno stile drammatico e intenso ricco di chiaroscuro e consapevole dei dettami caravaggeschi.
Il soggetto, più volte affrontato dall’autore e modello indiscusso per la pittura barocca, colloca San Gerolamo non più nello studio ma in esterno in un ambiente naturale e lo trasforma in testimone del giudizio finale.
In basso a destra il monogramma e la data 1621. Impressione eccellente con ancora ben evidenti i segni a puntasecca e i graffi sulla superficie della lastra che scompaiono nelle tirature tarde, piacevoli effetti di tono evidenti per lo più agli angoli. Stato unico. Esemplare rifilato lungo la linea di contorno.
Inserito da teocrespi il Settembre 3, 2008 - 06:17
Maestri | Secolo XIX
Acquaforte
Misure 182 × 254
Pittore ed architetto si forma nell’ambiente colto della Scapigliatura milanese maturando con il tempo interessi vicini alla cultura simbolista. Assume uno stile romantico e vaporoso particolarmente apprezzabile nei lavori incisi di cui curava in prima persona la stampa facendo largo uso della tecnica del monotipo.
Il soggetto è noto con diversi titoli, inciso nel 1880 (firma e data in alto a destra) si ispira alla scena I dell’atto III del “Faust” di Charles Gounod rappresentato al Teatro alla Scala proprio nel marzo di quell’anno. Nell’inciso i versi e le note musicali con le quali Siebel in un giardino si rivolge ai fiori per rivelare il proprio amore per Margherita. La lastra incisa è conservata presso la Società per le Belle arti ed Esposizione Permanente di Milano probabile committente, il nostro esemplare si trova infatti inserito in una cartella per i soci della Permanente (es. appartenuto a Francesco Barbaglia di Como)
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