China su carta, 296 × 392 cm
L’opera appartiene a un ciclo di disegni realizzati tra il 1919 e il 1925 a penna e ad inchiostro di china su carta, l’opera è verosimilmente databile al 1921, anno in cui Antonio Ballero realizza anche il ritratto intitolato Un pastore di Orgòsolo, pubblicato con altri dodici disegni nel IX numero della rivista illustrata “La cultura moderna”. Il soggetto è in relazione con il dipinto La via dell’Ortobene realizzato nel 1927 di cui questo disegno è certamente una prima idea. Di formazione autodidatta, dopo una prima adesione allo spirito di un socialismo umanitario, molto diffuso tra gli intellettuali dell’epoca, intorno ai primi anni del Novecento la sua pittura si apre alla poetica divisionista, anche grazie al contatto col maestro Giuseppe Pellizza da Volpedo con cui mantiene un interessante e amichevole scambio epistolare. Nel primo decennio del secolo l’attenzione dell’artista si volge alle tipologie umane, tese ormai a catturare situazioni di vita reale e consuetudini sociali. Ma è intorno agli anni Venti che «i valori autentici di un’epica popolare prevalgono sulle tentazioni decorative» e, al di là della produzione pittorica, piuttosto attardata rispetto alle novità emerse nello stesso periodo in campo nazionale e internazionale, è nella grafica – riservata principalmente al genere del ritratto – che l’artista raggiunge gli esiti migliori, soprattutto attraverso la tecnica del “ghirigoro” che per l’originalità d’esecuzione non trova riscontri nel panorama italiano coevo (cfr. M. G. Scano Naitza, Nuoro 2004). L’elegante groviglio di segni, orientati a fissare i volumi più che a definire la minuziosità dei dettagli, frantuma i contorni e costruisce, attraverso una fitta trama di linee e delicate mediazioni tonali, figure plastiche dall’aspetto evanescente. Il disegno proviene dalla vendita dell’eredità del critico d’arte milanese Guido Marangoni che probabilmente lo ottenne in dono dallo stesso artista, come sembra emergere da una corrispondenza datata al gennaio del 1923 (cfr. S. Naitza, M. G. Scano, Nuoro 1986). Foglio incollato su cartone. Tracce di polvere sulla carta.
Bibliografia: G. Marangoni, Antonio Ballero in La cultura moderna, Vallardi Editore, Milano, Anno XIXX, agosto 1920, pp. 449-453; R. Di Valverde, Un’interprete dell’anima sarda in La cultura moderna, Vallardi Editore, Milano, Anno XXX, settembre 1921, pp. 518-525; La Quadriennale: esposizione nazionale di belle arti, Società Promotrice delle Belle Arti, Palazzo al Valentino di Torino, Tip. Ernesto Arduini, Torino 1923; Mostra del ritratto femminile contemporaneo, Villa Reale di Monza, maggio-ottobre 1924, Istituto Italiano d’Arti Grafiche, Bergamo 1924; S. Naitza, M. G. Scano, Antonio Ballero, Illisso Edizioni, Nuoro 1986; G. Altea, M. Magnani, Pittura e scultura del primo Novecento, Banco di Sardegna, Illisso Edizioni, Nuoro 1995; M. G. Scano Naitza, Antonio Ballero, Il
lisso Edizioni, Nuoro 2004.
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