1 - Nicoletto Rosex detto Nicoletto da Modena (Modena XVI secolo) Sant'Egidio

1 - Nicoletto Rosex detto Nicoletto da Modena (Modena XVI secolo) Sant'Egidio

Bulino
misure foglio mm 97 × 71

Pittore e incisore attivo fra il 1500 e il 1512 a Modena, Padova e Roma, dove studia i lavori di Lippi e Palumba. Nelle sue prime incisioni si nota l’influenza che i grandi artisti rinascimentali ebbero su di lui, tra i quali Mantegna, Schongauer e Durer.
E’ autore di centoventi bulini di cui oltre la metà firmati. Si tratta di veri è propri gioielli di intaglio, sempre di piccole dimensioni come nella tradizione del niello; rappresentano figure mitologiche, allegoriche o religiose collocate su uno sfondo paesaggistico o fregi di gusto rinascimentale.
L’incisione raffigura Sant’Egidio icome vuole la tradizione in abito benedettino adagiato su un frammento di muro con una freccia conficcata nel petto mentre abbraccia la cerva causa della sua sofferenza; alla sua sinistra altri frammenti architettonici e sullo sfondo un paesaggio ricco di costruzioni con alcune piccolissime figure a cavallo e a piedi. In lontananza le montagne vengono illuminate da un sole che che domina la frazione di cielo. L’opera è inedita. E’ possibile un confronto stilistico con molti degli intagli dell’autore simili per soggetto e dimensione (es. San Rocco: Hind 66, mm 97 × 68). L’opera è firmata in lastra con il caratteristico monogramma in basso a sinistra. L’autografia è stata confermata, attraverso una analisi fotografica, dal dott Mc Donald conservatore del Britisch Museum.
Impressione eccellente con tono di fondo, minimi margini irregolari. Foglio in discreto stato di conservazione a causa di un buco di tarlo lungo il margine destro dell’inciso e una macchia brunastra poco sopra. Nonostante ciò, l’esemplare è da considerarsi di grande interesse collezionistico data l’estrema rarità del foglio che risulta essere noto solo nel presente esemplare. Ad una analisi del foglio non si riscontra la presenza di vergelle benché la carta sia riconducibile a quella impiegata negli intagli conservati presso la Biblioteca Ambrosiana di Milano.
Bibliografia: Inedita. Testi consultati: Bartsch, XIII; TIB, 25; Hind, V; A de Witt, “Incisioni italiane del Quattrocento, scelte e annotate da Antony de Witt”, La Nuova Italia, Firenze, 1963; AA.VV., “Capolavori nella raccolta delle stampe della Pinacoteca Nazionale di Bologna. 2 . Le stampe italiane del quattrocento e cinquecento”, Labanti e Nanni, Bologna, 1968.

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