Marco Marchetti detto Marco da Faenza (Faenza 1528 ca – ivi 1588) Studio per la figura di un Vescovo

Marco Marchetti detto Marco da Faenza  (Faenza 1528 ca – ivi 1588)  Studio per la figura di un Vescovo

Penna e acquerello color seppia

Misure mm 139 × 119

Pittore e frescante specializzato in grottesche. Non si hanno notizie sulla sua formazione iniziale che con molta probabilità avviene nella città di nascita. Alcune fonti riferiscono della sua presenza a Roma già nella seconda metà degli anni ’40 a seguito del faentino Giacomo Bertucci, maestro di Taddeo Zuccari. Certamente Marco lavora nella capitale nel 1553 alle dipendenze del Cardinale Giovanni Ricci, per il quale realizza un fregio con le “Storie di Ulisse”. Due anni dopo è a Firenze, dove diventa stretto collaboratore del Vasari, che lo dirigerà nelle decorazioni di Palazzo Vecchio. Marco assumerà presto un ruolo importante all’interno del grande cantiere, tanto che alla morte di Cristoforo Gherardi braccio destro del Vasari, prenderà appunto il posto di quest’ultimo diventando capobottega.
Altre sue importanti commissioni a Firenze sono le Camere di Lorenzo il Magnifico, quelle di Cosimo il Vecchio e la Cappella di Leone X, quest’ultima considerata il suo capolavoro. Vasari lo considerava il più geniale ideatore di grottesche della sua epoca. In realtà oltre all’invenzione, ispirata allo stile di Perin del Vaga, Marchetti poteva vantare una velocità d’esecuzione sorprendente.
Dal 1560 in poi Marchetti compie diversi viaggi professionali a Roma (Palazzi Apostolici Vaticani -Appartamenti di Gregorio XIII), poi nuovamente a Firenze (Palazzo Vecchio-Salone del Cinquecento), senza mai abbandonare la frequentazione della sua città d’origine, in cui opererà spesso sia come pittore di grottesche e fregi ma anche come esecutore di pitture da cavalletto a tema devozionale.
Il disegno mostra una figura seduta, presumibilmente rappresentante un vescovo, mentre benedice con la mano destra. Sul capo è appoggiata la mitra e con la mano sinistra impugna il pastorale.
Il disegno è probabilmente uno studio preparatorio per una figura inserita in un affresco o un dipinto devozionale. Lo stile, caratterizzato da un ampio uso dell’acquerello e da un segno per così dire arrotondato, è confrontabile con un disegno del Marchetti custodito presso il Gabinetto di Disegni del British Museum (n. inentario: Ff,2.102) e con diversi disegni presenti presso il Musée Fabre di Montpellier (n. inv. 837.1.305; n.inv. 837.1.303; n.inv. 837.1.300)
Opera in buono stato di conservazione eccetto una mancanza sul lato superiore che non interessa la parte disegnata. Foglio applicato in antico su carta vergellata del XVIII secolo a sua volta incollata su cartoncino azzurrino del XIX secolo.

Bibliografia: P. Barocchi, “Mostra dei disegni del Vasari e della sua cerchia, Firenze, 1964; A. Cecchi, “Marco da faenza in Palazzo vecchio, in “Paragone” XXVIII, 1977; Grandini D. “La pittura devozionale di Marco Marchetti artista faentino del Cinquecento”, Stilgraf, Cesena, 2005; E’. Pagliano, “L’atelier de L’oeuvre, dessins italiens du Musée Fabre, Snoeck Editions, Kortrijk, 2013.

Richiesta: € 3000,00