Baldassarre Calamai (Firenze 1797 – ivi 1851) La follia di Aiace

Baldassarre Calamai   (Firenze 1797 – ivi 1851)    La follia di Aiace

Penna e china color seppia e acquerello grigio
Misure mm 230 × 296

Pittore molto lodato in vita, si forma all’Accademia di Firenze sotto la guida di Pietro Benvenuti. Nel 1824 vince il pensionato a Roma. Da quel momento in poi il suo gusto si allontana progressivamente dal linguaggio neoclassico, sia per stile che per tematiche, avvicinandosi maggiormente ai soggetti medievali e storici. Calamai risulta essere autore molto raro. Tra le poche opere giunte fino a noi si ricorda il dipinto “Dante visita l’Inferno con Virgilio, Riconosce Farinata e parla con lui”, e altre due pitture tratte dal “Decamerone”, custodite presso la Galleria d’Arte Moderna di Palazzo Pitti a Firenze.
Il disegno è da considerarsi facente parte della prima produzione dell’artista, legata alla classicità e condotta con uno stile che tiene conto della lezione del Sabatelli.
L’interpretazione del soggetto non è chiara, proponiamo di interpretare la scena con il mito della follia di Aiace. Aiace spoglio è a sinistra folle e disperato per la collera, contrariato per non aver ricevuto le armi di Achille, date invece a Ulisse posto al centro della scena. Sulla destra la moglie Tecmessa viene allontanata da alcuni compagni di Aiace. In alto due Furie, simbolo di vendetta, agitano la scena amplificando il dramma in atto. Altra possibile interpretazione è il rapimento di Elena, benché il rapimento sia avvenuta Menelao assente. Elena è a destra allontanata, al centro Paride e a sinistra Menelao che disperato vede sopra di sé le Erinni a prefigurare la sua vendetta.
Opera in buono stato di conservazione eccetto leggero foxing ai margini. Disegno eseguito du carta vergellata con filigrana “…masso”.

Richiesta: € 1600,00