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 <title>Il Bulino Antiche Stampe - Incisioni antiche moderne contemporanee</title>
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 <description>Il Bulino Antiche Stampe è una &lt;a href=&quot;http://matteocrespi.com/node/45&quot;&gt;galleria&lt;/a&gt; di Milano diretta dal &lt;a href=&quot;http://matteocrespi.com/node/41&quot;&gt;Dr. Matteo Crespi&lt;/a&gt; e specializzata in incisioni.</description>
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 <title>1 - Nicoletto Rosex detto Nicoletto da Modena (Modena XVI secolo) Sant&#039;Egidio</title>
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 <description>&lt;a href=&quot;node/385&quot;&gt;&lt;span class=&quot;image thumbnail&quot;&gt;&lt;img src=&quot;http://matteocrespi.com/files/images/Nicoletto da Modena ok.thumbnail.jpg&quot; width=&quot;147&quot; height=&quot;200&quot;  alt=&quot;1 - Nicoletto Rosex detto Nicoletto da Modena (Modena XVI secolo) Sant&amp;amp;#039;Egidio&quot; title=&quot;1 - Nicoletto Rosex detto Nicoletto da Modena (Modena XVI secolo) Sant&amp;amp;#039;Egidio&quot; /&gt;&lt;/span&gt;
&lt;/a&gt;	&lt;p&gt;Bulino&lt;br /&gt;
misure foglio mm  97 &amp;#215; 71&lt;/p&gt;

	&lt;p&gt;Pittore e incisore attivo fra il 1500 e il 1512 a Modena, Padova e Roma, dove studia i lavori di Lippi e Palumba. Nelle sue prime incisioni si nota l&amp;#8217;influenza che i grandi artisti rinascimentali ebbero su di lui, tra i quali Mantegna, Schongauer e Durer.&lt;br /&gt;
E&amp;#8217; autore di centoventi bulini di cui oltre la metà firmati. Si tratta di veri è propri gioielli di intaglio, sempre di piccole dimensioni come nella tradizione del niello; rappresentano figure mitologiche, allegoriche o religiose collocate su uno sfondo paesaggistico o fregi di gusto rinascimentale.&lt;br /&gt;
L&amp;#8217;incisione raffigura Sant&amp;#8217;Egidio icome vuole la tradizione in abito benedettino adagiato su un frammento di muro con una freccia conficcata nel petto mentre abbraccia la cerva causa della sua sofferenza; alla sua sinistra altri frammenti architettonici e sullo sfondo un paesaggio ricco di costruzioni con alcune piccolissime figure a cavallo e a piedi. In lontananza le montagne vengono illuminate da un sole che che domina la frazione di cielo. L&amp;#8217;opera è inedita. E&amp;#8217; possibile un confronto stilistico con molti degli intagli dell&amp;#8217;autore simili per soggetto e dimensione (es. San Rocco: Hind 66, mm 97 &amp;#215; 68). L&amp;#8217;opera è firmata in lastra con il caratteristico monogramma in basso a sinistra. L&amp;#8217;autografia è stata confermata, attraverso una analisi fotografica, dal dott Mc Donald conservatore del Britisch Museum.&lt;/p&gt;</description>
 <category domain="http://matteocrespi.com/taxonomy/term/31">Catalogo Mostra Libro Antico 2010</category>
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 <category domain="http://matteocrespi.com/taxonomy/term/9">Secolo XVI</category>
 <pubDate>Wed, 10 Mar 2010 14:29:24 -0800</pubDate>
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 <title>2 - Albrecht Durer (Norimberga 1471 - 1528)  Apollo e Diana</title>
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 <description>&lt;a href=&quot;node/384&quot;&gt;&lt;span class=&quot;image thumbnail&quot;&gt;&lt;img src=&quot;http://matteocrespi.com/files/images/Durer apollo e diana 1.thumbnail.jpg&quot; width=&quot;126&quot; height=&quot;200&quot;  alt=&quot;2 - Albrecht Durer (Norimberga 1471 - 1528)  Apollo e Diana&quot; title=&quot;2 - Albrecht Durer (Norimberga 1471 - 1528)  Apollo e Diana&quot; /&gt;&lt;/span&gt;
&lt;/a&gt;	&lt;p&gt;Apollo e Diana&lt;/p&gt;

	&lt;p&gt;Bulino&lt;br /&gt;
Misure lastra mm 115 &amp;#215; 70&lt;/p&gt;

	&lt;p&gt;Secondo Koehler e Thausing il soggetto è debitore ad una composizione opera di Jacopo de Barbari; le fattezze di Diana ricordano Agnes Durer. Gli studiosi sono concordi nel collocare l&amp;#8217;esecuzione della lastra tra il 1502 e il 1505 tanto per ragioni stilistiche nell&amp;#8217;esecuzione del terreno quanto per l&amp;#8217;analogia della composizione con l&amp;#8217;incisione “La famiglia del satiro”. Il contrasto fra uomo e donna, accentuato dalle opposte posture dei corpi, é enfatizzato dalla tensione del gesto di Apollo. L&amp;#8217;opera è considerata uno dei capolavori del maestro di Norimberga. Esemplare c/d con le ombre sul volto e sul petto di Apollo schiarite. Ottima impressione benché rifilata irregolarmente lungo la battuta del rame lungo il lato destro e il lato superiore. Un restauro parziale al margine superiore.&lt;/p&gt;</description>
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 <pubDate>Wed, 10 Mar 2010 14:25:54 -0800</pubDate>
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 <title>3 - Niccolò Boldrini (Vicenza, inizio XVI secolo - Venezia, dopo il 1566)  Sei santi</title>
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 <description>&lt;a href=&quot;node/383&quot;&gt;&lt;span class=&quot;image thumbnail&quot;&gt;&lt;img src=&quot;http://matteocrespi.com/files/images/boldrini 3872x2592.thumbnail.JPG&quot; width=&quot;200&quot; height=&quot;141&quot;  alt=&quot;3 - Niccolò Boldrini (Vicenza, inizio XVI secolo - Venezia, dopo il 1566)  Sei santi&quot; title=&quot;3 - Niccolò Boldrini (Vicenza, inizio XVI secolo - Venezia, dopo il 1566)  Sei santi&quot; /&gt;&lt;/span&gt;
&lt;/a&gt;	&lt;p&gt;Xilografia&lt;br /&gt;
misure foglio mm 370 &amp;#215; 525&lt;/p&gt;

	&lt;p&gt;Poco si conosce di questo valido artista, rimangono di lui soltanto alcune firme su xilografie appartenenti a disegnatori diversi. La critica attribuisce al Boldrini alcune delle tavole più belle derivate dai lavori di Tiziano, riconoscendo all&amp;#8217;intagliatore vicentino un&amp;#8217;abilità tale da far presumibilmente ipotizzare una presenza prolungata nell&amp;#8217;atelier del Vecelio.&lt;br /&gt;
Come risaputo il maestro veneziano non considerava la xilografia come mezzo di espressione diretto e non forniva personalmente i disegni per la trasposizione su tavola, ma nel caso dell&amp;#8217;opera in questione il biografo/artista Giorgio Vasari scrive affermando che fu lo stesso Tiziano a tracciare direttamente il disegno sul legno : “...l&amp;#8217;opera della quale tavola fu dallo stesso Tiziano disegnata in legno , e poi da altri disegnata e stampata&amp;#8230;”; ed in effetti alcune parti quali le teste dei santi Nicola , Pietro e Castro rivelano una invenzione e una tecnica degna del genio tizianesco.&lt;/p&gt;</description>
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 <category domain="http://matteocrespi.com/taxonomy/term/9">Secolo XVI</category>
 <pubDate>Wed, 10 Mar 2010 14:22:49 -0800</pubDate>
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 <title>4 – Cornelis Cort, attribuito (Hoorn 1533 - Roma 1578)  La Danae</title>
 <link>http://matteocrespi.com/node/382</link>
 <description>&lt;a href=&quot;node/382&quot;&gt;&lt;span class=&quot;image thumbnail&quot;&gt;&lt;img src=&quot;http://matteocrespi.com/files/images/danae tiziano ok .thumbnail.jpg&quot; width=&quot;200&quot; height=&quot;166&quot;  alt=&quot;4 – Cornelis Cort, attribuito (Hoorn 1533 - Roma 1578)  La Danae&quot; title=&quot;4 – Cornelis Cort, attribuito (Hoorn 1533 - Roma 1578)  La Danae&quot; /&gt;&lt;/span&gt;
&lt;/a&gt;	&lt;p&gt;Bulino&lt;br /&gt;
Misure lastra mm 258 &amp;#215; 313&lt;/p&gt;

	&lt;p&gt;Il soggetto deriva da un&amp;#8217;idea di Tiziano ed è stato affrontato dal Maestro almeno in cinque occasioni. Questa versione deriva dal dipinto originale realizzato per Filippo II ed ora conservato al Kunsthistoritches Museum di Vienna, databile intorno al 1555/1560.&lt;br /&gt;
In passato l&amp;#8217;opera è stata attribuita alla Scuola di Tiziano; in seguito Pallucchini prima e Valcanover poi l&amp;#8217;hanno inserita direttamente tra le opere autografe di Tiziano. In epoca più recente, infine, Maria Catelli Isola la attribuisce a Cornelis Cort basandosi sul confronto stilisitico con le altre opere certamente autografe dell&amp;#8217;artista olandese. A conferma di tale attribuzione è la presenta di Cort nella bottega di Tiziano dove ha eseguito solamente opere sotto la supervisione del maestro e sempre da opere originali.&lt;/p&gt;</description>
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 <pubDate>Wed, 10 Mar 2010 14:19:16 -0800</pubDate>
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 <title>5 - Giulio Sanuto (Venezia (?) attivo tra il 151545 e il 1580)  Venere e Adone</title>
 <link>http://matteocrespi.com/node/381</link>
 <description>&lt;a href=&quot;node/381&quot;&gt;&lt;span class=&quot;image thumbnail&quot;&gt;&lt;img src=&quot;http://matteocrespi.com/files/images/sanuto ok.thumbnail.jpg&quot; width=&quot;154&quot; height=&quot;200&quot;  alt=&quot;5 - Giulio Sanuto (Venezia (?) attivo tra il 151545 e il 1580)  Venere e Adone&quot; title=&quot;5 - Giulio Sanuto (Venezia (?) attivo tra il 151545 e il 1580)  Venere e Adone&quot; /&gt;&lt;/span&gt;
&lt;/a&gt;	&lt;p&gt;Bulino&lt;br /&gt;
Misure lastra mm 538 &amp;#215; 415&lt;/p&gt;

	&lt;p&gt;Incisore attivo a Venzia e a Roma fra il 1540 e la fine degli anni &amp;#8217;50. Ha inciso anche carte geografiche per l&amp;#8217;editore  Giordano Ziletti.&lt;br /&gt;
Il soggetto deriva da un idea pittorica di Tiziano. Due sono le versioni con cui può essere messo in relazione: quella oggi conservata al Museo del Prado databile al 1553/1554 e quella nella collezione del Barone von Heyl, tra dipinti ed incisione sussistono minime differenze. La differenza sostanziale è nel formato: orizzontale per i dipinti, verticale per la stampa. Tale modifica fornisce a Sanuto la possibilità di dare maggior respiro alla scena aggiungendo brani di vegetazione e di cielo.  Questa soluzione era già stata adottata dal Cort, incisore attivo nella bottega di Tiziano, nel suo intaglio Diana e Callisto. La critica colloca l&amp;#8217;esecuzione della lastra al 1558 o 1559.&lt;/p&gt;</description>
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 <pubDate>Wed, 10 Mar 2010 14:17:44 -0800</pubDate>
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 <title>6 – Agostino Carracci  (Bologna 1557 – Parma 1602)  San Francesco consolato dalla musica dell&#039;angelo, 1595</title>
 <link>http://matteocrespi.com/node/380</link>
 <description>&lt;a href=&quot;node/380&quot;&gt;&lt;span class=&quot;image thumbnail&quot;&gt;&lt;img src=&quot;http://matteocrespi.com/files/images/carracci san francesco sito.thumbnail.jpg&quot; width=&quot;155&quot; height=&quot;200&quot;  alt=&quot;6 – Agostino Carracci  (Bologna 1557 – Parma 1602)  San Francesco consolato dalla musica dell&amp;amp;#039;angelo, 1595&quot; title=&quot;6 – Agostino Carracci  (Bologna 1557 – Parma 1602)  San Francesco consolato dalla musica dell&amp;amp;#039;angelo, 1595&quot; /&gt;&lt;/span&gt;
&lt;/a&gt;	&lt;p&gt;Bulino&lt;br /&gt;
Misure foglio mm 311 &amp;#215; 240&lt;/p&gt;

	&lt;p&gt;Pittore e incisore, fratello maggiore di Annibale e cugino di Ludovico, anch&amp;#8217;essi artisti. A differenza di questi ultimi l&amp;#8217;attività grafica è stata per Agostino la principale occupazione. Ha realizzato infatti trecento incisioni tra bulini e acqueforti sia d&amp;#8217;invenzione che di riproduzione.&lt;br /&gt;
La tavola deriva da un&amp;#8217;acquaforte di Francesco Vanni, ma da questa si contraddistingue per alcune varianti apportate dal Carracci che fanno risultare la composizione più naturale e maggiormente curata in ogni dettaglio. Il bulino di Agostino inoltre risulta essere in controparte rispetto all&amp;#8217;opera del Vanni e presenta in secondo piano un angelo anziché un putto.&lt;/p&gt;</description>
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 <pubDate>Wed, 10 Mar 2010 14:14:37 -0800</pubDate>
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 <title>7 - Sisto Badalocchio (Parma 1585 – Bologna 1647 c.)  Pan e Eros</title>
 <link>http://matteocrespi.com/node/379</link>
 <description>&lt;a href=&quot;node/379&quot;&gt;&lt;span class=&quot;image thumbnail&quot;&gt;&lt;img src=&quot;http://matteocrespi.com/files/&quot; width=&quot;&quot; height=&quot;&quot;  alt=&quot;7 - Sisto Badalocchio (Parma 1585 – Bologna 1647 c.)  Pan e Eros&quot; title=&quot;7 - Sisto Badalocchio (Parma 1585 – Bologna 1647 c.)  Pan e Eros&quot; /&gt;&lt;/span&gt;
&lt;/a&gt;	&lt;p&gt;Acquaforte&lt;br /&gt;
Misure  lastra mm 186 &amp;#215; 162&lt;/p&gt;

	&lt;p&gt;Pittore ed incisore allievo di Agostino Carracci. Ha inciso circa 350 incisioni da Correggio, Raffaello e Lanfranco per la maggior parte con soggetti religiosi.&lt;br /&gt;
Il soggetto deriva da un dipinto di Agostino carracci in Palazzo Magnani a Bologna, l&amp;#8217;incisone è ascritta da Bartsch fra gli intagli autografi di Badalocchio. Anche Flaminio Torri ha inciso questo soggetto (T.I.B. 40, 7 [217]), fatto che comprova la popolarità dell&amp;#8217;invenzione del Carracci.&lt;br /&gt;
La scena rappresenta una lotta tra Pan e Eros. Mentre lo sfondo composto dalla vegetazione è descritto con l&amp;#8217;uso di linee di tratteggio parallele, i due personaggi sono invece trattati con una tecnica quasi puntinata che crea degli efficacissimi effetti di chiaroscuro.&lt;/p&gt;</description>
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 <category domain="http://matteocrespi.com/taxonomy/term/6">Secolo XVII</category>
 <pubDate>Wed, 10 Mar 2010 14:09:09 -0800</pubDate>
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 <title>8 - Jusepe de Ribera (Jativa 1591 – Napoli 1652)  Sileno ebbro</title>
 <link>http://matteocrespi.com/node/378</link>
 <description>&lt;a href=&quot;node/378&quot;&gt;&lt;span class=&quot;image thumbnail&quot;&gt;&lt;img src=&quot;http://matteocrespi.com/files/images/ribera sileno ok.thumbnail.jpg&quot; width=&quot;200&quot; height=&quot;156&quot;  alt=&quot;8 - Jusepe de Ribera (Jativa 1591 – Napoli 1652)  Sileno ebbro&quot; title=&quot;8 - Jusepe de Ribera (Jativa 1591 – Napoli 1652)  Sileno ebbro&quot; /&gt;&lt;/span&gt;
&lt;/a&gt;	&lt;p&gt;Acquaforte, bulino e puntasecca&lt;br /&gt;
Misure foglio mm 316 &amp;#215; 236&lt;/p&gt;

	&lt;p&gt;Si forma in Spagna con Ribalta poi viaggia in Italia per stabilirsi dal 1616 a Napoli adottando uno stile drammatico e intenso ricco di chiaroscuro e consapevole dei dettami caravaggeschi studiati durante il suo soggiorno a Roma. La sua opera incisa si concentra per lo più tra il 1620 e il 1628 e sebbene annoveri solo sedici acqueforti, alcune di queste sono veri e propri capolavori.&lt;br /&gt;
La tavola deriva da un dipinto del Ribera stesso eseguito nel 1626 e ora custodito a Capodimonte (Napoli) e rappresenta  Sileno sdraiato comodamente mentre un satiro gli versa un calice di vino ed un altro gli pone sul capo una corona di vimini. Oltre a essere in controparte rispetto alla tela presenta alcune varianti sui personaggi che popolano i lati della composizione.&lt;/p&gt;</description>
 <category domain="http://matteocrespi.com/taxonomy/term/31">Catalogo Mostra Libro Antico 2010</category>
 <category domain="http://matteocrespi.com/taxonomy/term/8">Maestri</category>
 <category domain="http://matteocrespi.com/taxonomy/term/6">Secolo XVII</category>
 <pubDate>Wed, 10 Mar 2010 14:05:48 -0800</pubDate>
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 <title>9 - Jusepe de Ribera (Jativa 1591 – Napoli  1652)  San Gerolamo e l&#039;angelo</title>
 <link>http://matteocrespi.com/node/377</link>
 <description>&lt;a href=&quot;node/377&quot;&gt;&lt;span class=&quot;image thumbnail&quot;&gt;&lt;img src=&quot;http://matteocrespi.com/files/&quot; width=&quot;&quot; height=&quot;&quot;  alt=&quot;9 - Jusepe de Ribera (Jativa 1591 – Napoli  1652)  San Gerolamo e l&amp;amp;#039;angelo&quot; title=&quot;9 - Jusepe de Ribera (Jativa 1591 – Napoli  1652)  San Gerolamo e l&amp;amp;#039;angelo&quot; /&gt;&lt;/span&gt;
&lt;/a&gt;	&lt;p&gt;Acquaforte e bulino &lt;br /&gt;
Misure foglio mm 315 &amp;#215; 235&lt;/p&gt;

	&lt;p&gt;Il soggetto, più volte affrontato dall&amp;#8217;autore e modello indiscusso per la pittura barocca, colloca San Gerolamo non più nello studio ma in esterno in un ambiente naturale e lo trasforma in testimone del giudizio finale.&lt;br /&gt;
Ottima impressione nel I/V stato, prima dell&amp;#8217;aggiunta delle iniziali di F. V. Wyngaerde. Si nota qualche debolezza nell&amp;#8217;impressione in corrispondenza dei ritocchi che contraddistinguono il terzo stato. Esemplare impresso su carta grigiastra come segnalato dal Brown per le impressioni migliori. Esemplare rifilato lungo la linea di contorno, foglio incollato su carta del secolo &lt;span class=&quot;caps&quot;&gt;XVII&lt;/span&gt;, al verso numero di collezione non identificabile.&lt;/p&gt;</description>
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 <category domain="http://matteocrespi.com/taxonomy/term/8">Maestri</category>
 <category domain="http://matteocrespi.com/taxonomy/term/6">Secolo XVII</category>
 <pubDate>Wed, 10 Mar 2010 14:03:00 -0800</pubDate>
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 <title>10 - Giovanni Benedetto Castiglione detto il Grechetto (Genova 1609 – Mantova 1665) L’ingresso degli animali nell’Arca.</title>
 <link>http://matteocrespi.com/node/376</link>
 <description>&lt;a href=&quot;node/376&quot;&gt;&lt;span class=&quot;image thumbnail&quot;&gt;&lt;img src=&quot;http://matteocrespi.com/files/&quot; width=&quot;&quot; height=&quot;&quot;  alt=&quot;10 - Giovanni Benedetto Castiglione detto il Grechetto (Genova 1609 – Mantova 1665) L’ingresso degli animali nell’Arca.&quot; title=&quot;10 - Giovanni Benedetto Castiglione detto il Grechetto (Genova 1609 – Mantova 1665) L’ingresso degli animali nell’Arca.&quot; /&gt;&lt;/span&gt;
&lt;/a&gt;	&lt;p&gt;Acquaforte &lt;br /&gt;
Misure lastra mm 206 &amp;#215; 403&lt;/p&gt;

	&lt;p&gt;Pittore e incisore, si forma a Genova presso lo Scorza, che con molta probabilità lo avvicina alla tecnica dell&amp;#8217;incisione. Nel 1625 entra in contatto con Van Dyck, che soggiornava a Genova, subendone l&amp;#8217;influsso.&lt;br /&gt;
Il Castiglione ha il grandissimo merito di essere stato tra i primi incisori in Italia ad aver restituito alla tecnica calcografica valore di opera autonoma. Egli è inoltre considerato l&amp;#8217;inventore della tecnica del “Monotipo”.&lt;br /&gt;
Il soggetto è tipico e frequente nella produzione pittorica e grafica dell&amp;#8217;autore. Si conservano in collezioni pubbliche dipinti, disegni ed incisioni che rielaborano il tema o qualche particolare di esso. (es. Genova, Accademia Ligustica; Louvre, cabinet des dessins, inv. 9444). &lt;/p&gt;</description>
 <category domain="http://matteocrespi.com/taxonomy/term/31">Catalogo Mostra Libro Antico 2010</category>
 <category domain="http://matteocrespi.com/taxonomy/term/8">Maestri</category>
 <category domain="http://matteocrespi.com/taxonomy/term/6">Secolo XVII</category>
 <pubDate>Wed, 10 Mar 2010 14:00:44 -0800</pubDate>
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 <title>11 – Giovanni Benedetto Castiglione detto il Grechetto (Genova 1609 - Mantova 1665)  Presunto ritratto del Bernini</title>
 <link>http://matteocrespi.com/node/375</link>
 <description>&lt;a href=&quot;node/375&quot;&gt;&lt;span class=&quot;image thumbnail&quot;&gt;&lt;img src=&quot;http://matteocrespi.com/files/images/castiglione ritratto.thumbnail.jpeg&quot; width=&quot;148&quot; height=&quot;200&quot;  alt=&quot;11 – Giovanni Benedetto Castiglione detto il Grechetto (Genova 1609 - Mantova 1665)  Presunto ritratto del Bernini&quot; title=&quot;11 – Giovanni Benedetto Castiglione detto il Grechetto (Genova 1609 - Mantova 1665)  Presunto ritratto del Bernini&quot; /&gt;&lt;/span&gt;
&lt;/a&gt;	&lt;p&gt;Presunto ritratto del Bernini&lt;/p&gt;

	&lt;p&gt;Acquaforte&lt;br /&gt;
misure lastra mm 189 &amp;#215; 138&lt;/p&gt;

	&lt;p&gt;Il foglio in esame è forse uno dei ritratti più intensi tra quelli della serie realizzata in incisione dal Grechetto. L&amp;#8217;inquadratura frontale e lo sguardo deciso rivolto verso lo spettatore infondono al ritratto forza e  suggeriscono un lavoro di abile introspezione psicologica.&lt;br /&gt;
Impressione eccellente del II/II stato dopo la cancellatura della scritta in basso a sinistra e con l&amp;#8217;aggiunta dei ritocchi nella parte inferiore delle piume del cappello e nella scritta in alto a destra. Esemplare stampata su carta vergellata coeva. Eccellente stato di conservazione. Minimi margini.&lt;/p&gt;</description>
 <category domain="http://matteocrespi.com/taxonomy/term/31">Catalogo Mostra Libro Antico 2010</category>
 <category domain="http://matteocrespi.com/taxonomy/term/8">Maestri</category>
 <category domain="http://matteocrespi.com/taxonomy/term/6">Secolo XVII</category>
 <pubDate>Wed, 10 Mar 2010 13:54:50 -0800</pubDate>
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 <title>12 - Bartolomeo Biscaino (Genova 1632 – Ivi 1657)  Mosè salvato dalle acque</title>
 <link>http://matteocrespi.com/node/374</link>
 <description>&lt;a href=&quot;node/374&quot;&gt;&lt;span class=&quot;image thumbnail&quot;&gt;&lt;img src=&quot;http://matteocrespi.com/files/images/biscaino mosè.thumbnail.jpeg&quot; width=&quot;200&quot; height=&quot;158&quot;  alt=&quot;12 - Bartolomeo Biscaino (Genova 1632 – Ivi 1657)  Mosè salvato dalle acque&quot; title=&quot;12 - Bartolomeo Biscaino (Genova 1632 – Ivi 1657)  Mosè salvato dalle acque&quot; /&gt;&lt;/span&gt;
&lt;/a&gt;	&lt;p&gt;Acquaforte &lt;br /&gt;
misure lastra mm 185 &amp;#215; 240&lt;/p&gt;

	&lt;p&gt;Pittore ed incisore formatosi presso il padre Giovanni Andrea, pittore di modesto talento. E&amp;#8217; stato alunno di Valerio Castello e ha guardato all&amp;#8217;opera di G. B. Castiglione e Parmigianino subendone evidenti influssi. Le sue composizioni composte ed eleganti si contraddistinguono per un segno rapido e delicato. Del soggetto esiste un disegno preparatorio con diverse varianti conservato a Palazzo Rosso. L&amp;#8217;artista ha affrontato più volte il tema, ci restano oggi due dipinti con il medesimo soggetto ma con una composizione differente. Esemplare in II/&lt;span class=&quot;caps&quot;&gt;VIII&lt;/span&gt; stato con l&amp;#8217;indirizzo di Daman (Bologna 1650 circa) ma prima di quello dei Remondini. Da notare che non si conoscono esemplari nel I/&lt;span class=&quot;caps&quot;&gt;VIII&lt;/span&gt; stato citato solamente dallo Zani. Impressione eccellente, ben contrastata, foglio rifilato lungo la battuta della lastra. Ottimo stato di conservazione. Al verso a penna “Biscaino n 46”, probabilmente scritta di collezionista databile al secolo &lt;span class=&quot;caps&quot;&gt;XVIII&lt;/span&gt;. &lt;/p&gt;</description>
 <category domain="http://matteocrespi.com/taxonomy/term/31">Catalogo Mostra Libro Antico 2010</category>
 <category domain="http://matteocrespi.com/taxonomy/term/8">Maestri</category>
 <category domain="http://matteocrespi.com/taxonomy/term/6">Secolo XVII</category>
 <pubDate>Wed, 10 Mar 2010 13:45:51 -0800</pubDate>
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 <title>13 - Giovanni Giuseppe dal Sole (Bologna 1654 – Ivi 1719)  L&#039;invidia</title>
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 <description>&lt;a href=&quot;node/373&quot;&gt;&lt;span class=&quot;image thumbnail&quot;&gt;&lt;img src=&quot;http://matteocrespi.com/files/images/dal sole invidia.thumbnail.jpg&quot; width=&quot;146&quot; height=&quot;200&quot;  alt=&quot;13 - Giovanni Giuseppe dal Sole (Bologna 1654 – Ivi 1719)  L&amp;amp;#039;invidia&quot; title=&quot;13 - Giovanni Giuseppe dal Sole (Bologna 1654 – Ivi 1719)  L&amp;amp;#039;invidia&quot; /&gt;&lt;/span&gt;
&lt;/a&gt;	&lt;p&gt;Acquaforte&lt;br /&gt;
Misure lastra mm 173 &amp;#215; 124&lt;/p&gt;

	&lt;p&gt;Pittore ed incisore allievo del padre Antonio, poi di Domenico Maria Canuti e del Pasinelli. Molto apprezzato in vita ha lavorato in Italia (Bologna, Parma, Lucca, Verona e Roma), in Inghilterra e in Polonia elaborando uno stile elegante attento ai particolari e al dettaglio paesaggistico quale sfondo delle composizioni. Bartsch illustra tre sue incisioni, Gori Gandellini ne cita cinque. Gli intagli derivano tutto da Lorenzo Pasinelli di cui Giuseppe o Gioseffo è stato allievo. Solo questa lastra deriva da un&amp;#8217;idea di Guido Reni come si legge in basso a sinistra nell&amp;#8217;inciso “Guid R. Inv. Del.” nell&amp;#8217;esemplare pubblicato dal Bartsch illustrato. Tale derivazione potrebbe essere sostenuta dal fatto che anche in campo pittorico dal Sole nella seconda parte della sua carriera professionale abbandona il Pasinelli per rielaborare l&amp;#8217;insegnamento di Guido Reni. Tuttavia è lo stesso Bartsch, nell&amp;#8217;edizione del 1870 a dichiarare che in basso a sinistra nell&amp;#8217;inciso si legge “G. N. Zanii del.” (non si sa quale sia l&amp;#8217;esemplare esaminato dall&amp;#8217;autore), quindi il soggetto deriverebbe da un&amp;#8217;idea di Giovanni Battista Zani bolognese.Nel presente esemplare, infine, si legge “G. M. R. Inv. Del.”il che farebbe propendere per una derivazione da Reni.&lt;/p&gt;</description>
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 <category domain="http://matteocrespi.com/taxonomy/term/8">Maestri</category>
 <category domain="http://matteocrespi.com/taxonomy/term/6">Secolo XVII</category>
 <pubDate>Wed, 10 Mar 2010 13:44:02 -0800</pubDate>
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 <title>14 - Michele Marieschi (Venezia 1710  –  1743)  La regata a Ca&#039; Foscari / Cortile interno del Palazzo Ducale / I Frari</title>
 <link>http://matteocrespi.com/node/372</link>
 <description>&lt;a href=&quot;node/372&quot;&gt;&lt;span class=&quot;image thumbnail&quot;&gt;&lt;img src=&quot;http://matteocrespi.com/files/images/marieschi.thumbnail.jpg&quot; width=&quot;200&quot; height=&quot;137&quot;  alt=&quot;14 - Michele Marieschi (Venezia 1710  –  1743)  La regata a Ca&amp;amp;#039; Foscari / Cortile interno del Palazzo Ducale / I Frari&quot; title=&quot;14 - Michele Marieschi (Venezia 1710  –  1743)  La regata a Ca&amp;amp;#039; Foscari / Cortile interno del Palazzo Ducale / I Frari&quot; /&gt;&lt;/span&gt;
&lt;/a&gt;	&lt;p&gt;Acquaforte&lt;br /&gt;
Misure lastra immagine mm 312 &amp;#215; 465; misure lastra testo mm 17 &amp;#215; 462&lt;/p&gt;

	&lt;p&gt;Pittore e incisore, ricercato e apprezzato in vita al pari di Canaletto. Si è dedicato all&amp;#8217;incisione in età avanzata per eguagliare l&amp;#8217;opera del collega/rivale che veniva diffusa attraverso le riproduzione a stampa di Lovisa e Visentini. Ha raffigurato con un segno brillante e personale la città di Venezia nei suoi angoli più caratteristici. Le sue incisioni sono particolarmente apprezzate per l&amp;#8217;intenso chiaroscuro e per i gustosi episodi macchiettistici che le animano. La lastra appartiene alla serie di vedute nota come “Urbis venetiarum prospectus”, pubblicata dall&amp;#8217;autore nel 1742 a Venezia presso la calcografia Wagner (poi ripetutamente edite). &lt;/p&gt;</description>
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 <category domain="http://matteocrespi.com/taxonomy/term/8">Maestri</category>
 <category domain="http://matteocrespi.com/taxonomy/term/5">Secolo XVIII</category>
 <pubDate>Wed, 10 Mar 2010 13:41:23 -0800</pubDate>
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 <title>15 - Gianbattista Tiepolo (Venezia 1696 – Madrid 1770)  Donna seduta che parla con un vecchio, 1745 c.</title>
 <link>http://matteocrespi.com/node/371</link>
 <description>&lt;a href=&quot;node/371&quot;&gt;&lt;span class=&quot;image thumbnail&quot;&gt;&lt;img src=&quot;http://matteocrespi.com/files/images/Tiepolo Gian Domenico Scherzi.thumbnail.jpg&quot; width=&quot;161&quot; height=&quot;200&quot;  alt=&quot;15 - Gianbattista Tiepolo (Venezia 1696 – Madrid 1770)  Donna seduta che parla con un vecchio, 1745 c.&quot; title=&quot;15 - Gianbattista Tiepolo (Venezia 1696 – Madrid 1770)  Donna seduta che parla con un vecchio, 1745 c.&quot; /&gt;&lt;/span&gt;
&lt;/a&gt;	&lt;p&gt;Acquaforte&lt;br /&gt;
misure lastra mm 223 &amp;#215; 174, foglio mm 407 &amp;#215; 273&lt;/p&gt;

	&lt;p&gt;Pittore, frescante, disegnatore ed abile incisore, è considerato uno degli artisti europei più importanti del &lt;span class=&quot;caps&quot;&gt;XVIII&lt;/span&gt; secolo. Ha operato in Italia, Germania e Spagna. La sua attività incisoria ha inizio verso la fine degli anni Trenta ed è caratterizzata da una straordinaria vena immaginativa rappresentata con un sapiente uso del chiaroscuro.&lt;br /&gt;
Tavola numero 3 di venticinque appartenente alla serie degli “Scherzi”. E&amp;#8217; questo il ciclo di incisioni più enigmatico del Tiepolo, ricco di simboli e figure che apparentemente rimandano alle pratiche alchemiche. In queste tavole la fantasia dell&amp;#8217;artista è pienamente supportata da una grande sapienza tecnica.&lt;/p&gt;</description>
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 <category domain="http://matteocrespi.com/taxonomy/term/8">Maestri</category>
 <category domain="http://matteocrespi.com/taxonomy/term/5">Secolo XVIII</category>
 <pubDate>Wed, 10 Mar 2010 13:39:29 -0800</pubDate>
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