Il Bulino Antiche Stampe è una galleria di Milano diretta dal Dr. Matteo Crespi e specializzata in incisioni.

FRANCESCO LONDONIO Milano 1723 – 1783 Interno di stalla con filatrice seduta e bambino addormentato

FRANCESCO LONDONIO Milano 1723 – 1783 Interno di stalla con filatrice seduta e bambino addormentato

Acquaforte
Misure lastra mm 269 × 353

Pittore ed incisore allievo per l’incisione di Benigno Bossi (1727 – 1792). Attivo a Milano ha realizzato un centinaio di lastre di soggetti pastorali, raccolte in serie e dedicate.
Questa lastra appartiene alla serie di dodici acqueforti incise fra il 1759 e il 1782 dedicate al Conte Firmian. Serie certo non omogenea per qualità e uso del segno ma complessa e matura per l’organizzazione dei soggetti e l’uso del chiaroscuro. Ottima impressione nel III/III stato con il numero 10, con l’aggiunta delle scritte ai margini (stampata a Parma da A. Allodi e in vendita a Milano e Parma presso A. Franchetti proprietario dei rami), ampi margini. Ottimo stato di conservazione, leggere tracce di foxing.

GIAN GIUSEPPE MANCINI (attribuito) Pietrasanta 1881 – Milano 1954 Progetto architettonico per monumento pubblico

GIAN GIUSEPPE MANCINI (attribuito) Pietrasanta 1881  – Milano 1954 Progetto architettonico per monumento pubblico

Acquaforte
Misure lastra mm 160 × 240

Architetto, pittore, scultore e scenografo, professore a Parma, Napoli e Milano (Accademia di Brera), Professore ordinario di Elementi di composizione presso Il Politecnico di Milano (1927/1934) e Preside della Facoltà di Architettura fino al 1948. L’incisione è interessante per il soggetto, per la tecnica e per il segno. Il segno deciso e libero è sorretto da un uso sciolto delle morsure. Il soggetto propone una visione innovativa dell’architettura, impressionante il modo con cui è costruita la quinta architettonica sulla destra. Il disegno è in relazione con i progetti dell’autore tipici del periodo antecedente l’insegnamento, epoca in cui Mancini vince il Salone dell’Architettura di Parigi (1904).

DAVIDE FOSSATI (Morcote 1708 – Venezia 1779 circa) La tempesta

DAVIDE FOSSATI (Morcote 1708 –  Venezia 1779 circa) La tempesta

Acquaforte
Misure lastra mm 247 × 355

Pittore, frescante, mercante d’arte ed incisore. Allievo di Vincenzo maria Mariotti a Venezia e del viennese Daniele Gran con cui collaborò per affreschi (Villa Cornaro e Biblioteca Imperiale a Vienna), in incisione si è specializzato nella stampa di riproduzione.
Il foglio fa parte della serie di 24 tavole derivate da altrettante opere di Marco Ricci nelle collezioni di Joseph Smith e Anton Maria Zanetti. La raccolta è stata pubblicata dall’autore a Venezia nel 1743. Tavola n VI da una tempera oggi in collezione E. Levade Treviso.
Impressione eccellente nel II/II con il numero e il nome dell’inventore del soggetto, ampi margini, ottimo stato di conservazione. Filigrana: lettera “Z”

GUIDO RENI (da) Italia sec. xvii San Gerolamo

GUIDO RENI (da) Italia sec. xvii San Gerolamo

Acquaforte
Misure lastra mm 212 × 141

Interessante copia in controparte dall’incisione di Guido Reni con il medesimo soggetto (Bartsch 15). Curiosamente la lastra è stata lasciata incompiuta nell’angolo inferiore destro.
Impressione eccellente, minimi margini, ottimo stato di conservazione.

Ex collezione: J. D. Bohm, 1794 – 1865 (Lugt 271); timbro tondo a secco “PS” non in Lugt.

Bibliografia: Bertelà III, n 865/866.

FRANCESCO MAZZOLA detto IL PARMIGIANINO (Parma 1503 – Casalmaggiore 1504) Adorazione dei pastori 1526

FRANCESCO MAZZOLA detto IL PARMIGIANINO (Parma 1503 – Casalmaggiore 1504) Adorazione dei pastori 1526

Acquaforte
misure mm 120 × 78

Secondo Grazia de Rubeis e Gnann si tratta di un II/II riconoscibile per l’aggiunta di tratti curvilinei sulla schiena del pastore adorante in piedi a destra e per l’aggiunta dei tratti verticali che raddrizzano il muro in ombra al centro del foglio.

Secondo Mistrali si tratterebbe di un I/II nella variante ottenuta dalla lastra usurata (?).

Un esemplare simile si trova a Parma alla Biblioteca Palatina. Molti sono i disegni preparatori per zone della scena oggi in collezioni pubbliche.

Bibliografia: Bartsch xvi, 3; T.I.B.

LEONARDO MARINI Attivo a Torino dal 1760 al 1798 - "Disinganno"

LEONARDO MARINI Attivo a Torino dal 1760 al 1798 - "Disinganno"Disegno a penna inchiostro bruno e acquerelli Misure mm 250 x 170 Costumista attivo presso la Corte dei Savoia dove ottiene la carica di “reale disegnatore per le militari occorrenze” nel 1773, poi “disegnatore ordinario della Camera” nel 1778, dal 1769 costumista del Teatro Regio a fianco dei f.lli Galliari scenografi di Corte. La fantasia inventiva e la ricchezza dei costumi sono evidente esempio dello stile rococò, i modelli sono rappresentati in atteggiamenti vivi, in pose reali da palcoscenico mai come dei modelli statici. Interessanti indicazioni circa la realizzazione dei costumi sono riportate al verso del foglio. Un cospicuo repertorio di modelli è oggi conservato alla Biblioteca Reale di Torino (16 libretti) e a Londra in collezione Abegg. Al verso del foglio timbro di collezione non identificabile, indicazioni autografe circa il materiale da impiegare per la realizzazione del costume. Ottimo stato di conservazione eccetto qualche leggera piega nel foglio e mancanza all'angolo superiore sinistro.

LORENZO LOLLI o LOLI (Bologna 1612 – 1691) Ercole fanciullo

LORENZO LOLLI o LOLI (Bologna 1612 – 1691) Ercole fanciullo

Acquaforte
Misure mm 185 × 137 (inciso); MM. 193 × 139 (lastra)

Pittore ed incisore allievo di Guido Reni e di Sirani, da cui spesso ha desunto i soggetti delle sue lastre (30 circa).
Il soggetto è, in questo caso, di invenzione.
Ottima impressione come di consueto parzialmente evanescente per difetto di morsura. Esemplare con buoni margini in ottimo stato di conservazione. Foglio intonso.

Bibliografia: Bartsch xix n 24, T.I.B. 42.

€ 650,00

LORENZO LOLI (Bologna 1612 – 1691) Cupido che rompe il suo arco

LORENZO LOLI (Bologna 1612 – 1691) Cupido che rompe il suo arco

Acquaforte
Misure mm. 183 X 135 (inciso); mm. 187 X 140 (lastra)

Pittore ed incisore allievo di Guido Reni e di Sirani, da cui spesso ha desunto i soggetti delle sue lastre (30 circa).
Il soggetto è, in questo caso, di invenzione, in basso a destra si legge la data 1640.
Ottima impressione non sempre omogenea (evanescente in corrispondenza del lato sinistro del busto di Cupido). Esemplare con buoni margini, una piccola macchia al centro del soggetto.

Bibliografia: Bartsch XIX N 23, TIB

€ 650,00

SIMONE CANTARINI detto il pesarese (Pesaro 1612 – Verona 1648) La Vergine incoronata

SIMONE CANTARINI detto il pesarese (Pesaro 1612 – Verona 1648) La Vergine incoronata

Acquaforte
Misure mm 212 × 139

Acquafortista, pittore formatosi presso il Ridolfi a Venezia poi a Pesaro quindi a Bologna dove assume un certo classicismo naturalistico. L’esecuzione della lastra risale con ogni probabilità al periodo marchigiano (1639 circa); La costruzioni solida e complessa della scena ne è una conferma. I putti o bimbi dal volto pasciuto e scapigliato sono un elemnto ricorrente in molta della produzione incisoria di Cantarini. Caratteristico il segno largo e spazioso e il rado incrociarsi delle linee. Esemplare nel III/III stato con il punto dopo la scritta “S. C. da Pesare fe”, ampi margini

EUGENE DELACROIX (Charenton Saint Maurice 1798 - Parigi 1863) Foglio di 12 medaglie antiche

EUGENE DELACROIX (Charenton Saint Maurice 1798 - Parigi 1863) Foglio di 12 medaglie antiche

Litografia stampata in rosso
Misure foglio mm 295 × 425
Dalla serie Medaglie Antiche disegnate nel 1825. Delteil 47, IV/IV con l’indirizzo di “bertauts”, senza scritta “l’artiste”. Impressione ottima in perfetto stato di conservazione. Tracce di vecchia montatura al verso.

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