Il Bulino Antiche Stampe è una galleria di Milano diretta dal Dr. Matteo Crespi e specializzata in incisioni.

Giovanni Antonio Canal detto Il Canaletto (Venezia 1697 – ivi 1768) Il mercato al Dolo

Giovanni Antonio Canal detto Il Canaletto  (Venezia 1697 – ivi 1768)  Il mercato al Dolo

Acquaforte
misure lastra mm x 143 × 208, foglio mm 156 × 224

Pittore disegnatore e incisore, è considerato il più importante vedutista veneziano di tutti i tempi. Viene inizialmente avviato dal padre alla professione di scenografo. Nel 1719 si stabilisce a Roma, ove rimane per due anni subendo l’influenza di Gaspar Van Wittel e realizzando diversi disegni con vedute romane. Una volta tornato a Venezia prende contatto con il mercante-collezionista Joseph Smith. Tra i due nascerà un proficuo rapporto professionale.

Giuseppe De Nittis (Barletta 1846 - Saint Germain en Laye 1884) La danseuse Holoke Go Zen

Giuseppe De Nittis (Barletta 1846 - Saint Germain en Laye 1884)  La danseuse Holoke Go Zen

Acquaforte e rotella
Misure lastra mm 213 × 285, foglio mm 523 × 358

Si tratta di uno dei migliori esempi delle capacità tecniche dell’artista, l’uso della rotella e di punte di differente spessore permette di ottenere morbidi passaggi cromatici, vibranti effetti di luce e una squillante definizione del soggetto. L’esistenza di tre stati (prove di stampa) – prima dell’edizione definitiva – è la dimostrazione della ricerca cromatica condotta dall’autore.

Domenico Morelli (Napoli 1826 – ivi 1901) Ritratto di soldato berbero (?)

Domenico Morelli  (Napoli 1826 – ivi 1901)  Ritratto di soldato berbero (?)

Penna color seppia e acquerello verdino

Misure foglio mm 480 × 307

Pittore e frescante. A soli dieci anni inizia a frequentare l’Accademia di Belle Arti di Napoli. I primi lavori della maturità aderiscono ai temi romantici, ispirati per esempio alla letteratura di Byron o ai temi storici, come il bel dipinto “Torquato Tasso legge la Gerusalemme Liberata a Eleonora d’Este. Nel 1848, recatosi a Roma per affinare gli studi, decide di prender parte ai moti che agitano la città. Incarcerato, viene rilasciato poco dopo.

Giovanni Battista Franco detto Il Semolei (Venezia 1498 – ivi 1561) Allegoria della Saggezza(?)

Giovanni Battista Franco detto Il Semolei  (Venezia 1498 – ivi 1561)  Allegoria della Saggezza(?)

Bulino
misure lastra mm 209 × 195

Pittore, disegnatore e incisore. Comincia a dedicarsi all’arte fin dalla tenera età e a soli vent’anni si reca a Roma dove rimane profondamente affascinato dalle opere di Michelangelo, che copierà assiduamente attraverso il disegno. Lo stile di Buonarroti avrà un ruolo primario nella formazione di Franco, che riadatterà le anatomie potenti e vibranti dello scultore fiorentino mediandole con un segno pulito e una scrupolosa attenzione alle proporzioni anatomiche.

Giovanni Battista Franco detto Il Semolei (Venezia 1498 – ivi 1561) Allegoria della Pietà

Giovanni Battista Franco detto Il Semolei  (Venezia 1498 – ivi 1561) Allegoria della Pietà

Bulino
misure lastra mm 195 × 193

Pittore, disegnatore e incisore. Comincia a dedicarsi all’arte fin dalla tenera età e a soli vent’anni si reca a Roma dove rimane profondamente affascinato dalle opere di Michelangelo, che copierà assiduamente attraverso il disegno. Lo stile di Buonarroti avrà un ruolo primario nella formazione di Franco, che riadatterà le anatomie potenti e vibranti dello scultore fiorentino mediandole con un segno pulito e una scrupolosa attenzione alle proporzioni anatomiche.

Andrea Appiani (Milano 1754 – ivi 1817) Apollo Citaredo

Andrea Appiani  (Milano 1754 – ivi 1817)    Apollo Citaredo

Penna e inchiostro color seppia, tracce di grafite
Misure mm 263 × 325

Pittore e frescante. Nasce a Milano, ricevendo la sua prima formazione nella scuola privata di Carlo Maria Giudici, per poi entrare in contatto con Antonio De Giorgi e Giuliano Traballesi. Importanti sono anche gli studi di anatomia condotti con Gaetano Monti presso l’Ospedale Maggiore di Milano. Alla metà degli anni ’70 risalgono le sue prime commissioni. Verso il 1780 esegue affreschi nei palazzi milanesi Greppi e Diotti e collabora col maestro Traballesi nel Palazzo Arciducale.

Hendrick Goltzius (Muhlbracht 1558 – Haarlem 1616) San Gerolamo

Hendrick Goltzius (Muhlbracht 1558 – Haarlem  1616)  San Gerolamo

Bulino
Misure lastra mm 405 × 277, foglio mm 425 × 283

Figlio d’arte si dedica occasionalmente alla pittura con esiti eccellenti. Apprende le tecniche incisorie da Dirck Coornhert con il quale si trasferisce a Haarlem ove collabora con Philip Galle; l’incisore Jacob Matham è suo figlioccio e collaboratore. E’ del 1590-1591 il viaggio in Italia; il confronto con le opere degli artisti del Rinascimento e del Manierismo italiano segnano un punto di svolta nel suo lavoro.

Luigi Russolo (Portogruaro 1885 – Cerro di Laveno 1947) Carezza - Morte

Luigi Russolo (Portogruaro 1885 – Cerro di Laveno 1947) Carezza - Morte

Acquaforte
Misure mm 230 × 185, foglio mm 480 × 340

Compositore e inventore. Frequenta l’accademia di Brera dal 1903 e si dedica irregolarmente alla pittura per tutto l’arco della sua esistenza. La sua ricerca principale e più originale resta quella in campo musicale, nel 1913 firma il manifesto “L’arte dei rumori”. Per il tema e il soggetto affrontato l’esecuzione del rame è da datare gli anni 1908-1909, al periodo pre-futurista. Interessante esempio del gusto Simbolista internazionale, un opera intellettuale e letteraria non frequente nella produzione italiana.

Andrea Mantegna (Isola di Carturo 1431 - Mantova 1506) Baccanale con Sileno

Andrea Mantegna (Isola di Carturo 1431 -  Mantova 1506)  Baccanale con Sileno

Bulino e puntasecca
Misure mm 280 × 440 circa.

Si tratta di una delle sette incisioni ritenute di sicura mano del Mantegna, la prima dove l’autore impiega il “tratteggio incrociato”. Mantegna, in quanto sperimentatore e acuto osservatore, guarda e assimila la maniera di procedere di Antonio Pollaiolo e accentua l’effetto di chiaroscuro conferendo maggiore densità alla zona in ombra. La critica data l’esecuzione del rame agli anni fra il 1470 e il 1480. Stato unico.

Maestro ZBM (Nord Italia, metà sec. XVI) Pandora apre il vaso o Allegoria della luce

Maestro ZBM (Nord Italia, metà sec. XVI)  Pandora apre il vaso o Allegoria della luce

Acquaforte e bulino
Misure mm 372 × 240

La ricchezza della composizione ha da sempre fatto sì che catalogatori e storici dell’arte fornissero varie interpretazioni del soggetto. Dora e Erwin Panofsky propongono di vedere la cieca Pandora che, aprendo l’elaborata cassa in basso a sinistra, libera il Bene e il Male. Ripetuti sono i rimandi all’eterna lotta fra notte e giorno, buio e luce, ignoranza e intelligenza. Lucifero scende al buio verso gli inferi e Apollo sale verso il sole annunciando una nuova era.

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