Disegni

Felice Torelli (Verona 1667 – Bologna 1748) San Francesco stigmatizzato

Felice Torelli  (Verona 1667 – Bologna  1748)  San Francesco stigmatizzato

Penna bruna su tracce di sanguigna
Misure: foglio mm 185 × 140

Pittore si forma a Verona sotto Sante Prunati poi a Bologna con Gian Gioseffo dal Sole. E’ uno dei fondatori dell’Accademia Clementina. Il disegno è uno studio per il dipinto oggi conservato nel deposito della chiesa parrocchiale di Sant’agata a Montiano Cesena (Olio su tela, cm 130 × 90).

Antonio Pietro Francesco Zucchi (Venezia 1726 - 1795) Capriccio architettonico con figure, 1794

Antonio Pietro Francesco Zucchi  (Venezia 1726 - 1795)  Capriccio architettonico con figure, 1794

China color seppia, acquerello grigio e biacca
Misure mm 425 × 286

Figlio del pittore Francesco Zucchi, riceve la sua formazione artistica dallo zio Carlo. Inizia la sua carriera collaborando con alcuni artisti di spicco della Venezia del 700 tra cui Francesco Fontebasso e Jacopo Amigoni. Il loro influsso si farà sentire sull’operato del giovane Antonio che subirà inoltre una grande influenza dal lavoro dei Guardi. La sua produzione infatti è caratterizzata da soggetti
Tra il 1750 e il 1760 compie un viaggio per l’Italia insieme ai due fratelli Adam, entrambi architetti.

Antonio Calza (Verona 1653 – ivi 1725) Battaglia

Antonio Calza  (Verona 1653 – ivi 1725)  Battaglia

China colore seppia e tracce di matita
Misure mm 200 × 290

Si forma prima a Bologna con Carlo Cignani e poi a Roma sotto la guida del Borgognone. Visita per ragioni professionali Bologna, la Toscana, Milano, Venezia e Vienna. Si specializza nella rappresentazione di battaglie e nel genere del ritratto. Il suo operato è molto apprezzato e l’autore gode di una certa fama ragion per cui è eletto Membro d’Onore dell’Accademia Clementina di Bologna.
Il disegno raffigura una battaglia nel pieno del suo svolgimento.

Domingos Antonio de Sequeira (Lisbona 1768 – Roma 1837) Angelo e bimbo

Domingos Antonio de Sequeira  (Lisbona 1768 – Roma 1837)  Angelo e bimbo

Carboncino e china color seppia
Misure parte disegnata mm 142 × 195, misure foglio mm 240 × 195

Pittore e disegnatore, si reca a Roma nel 1788 per approfondire i suoi studi sotto la guida di Antonio Cavalluccini. Al ritorno in patria conoscerà un enorme successo. Diventerà Pittore di Corte nel 1802 e Direttore dell’Aula di Disegno di Porto nel 1806.
Il suo stile così personale ed eccentrico lo rende uno dei disegnatori più affascinanti della sua epoca, nonché predecessore della corrente Romantica.
Opera in ottimo stato di conservazione.

Gian Emilio Malerba (Milano 1880 – ivi 1926)

Gian Emilio Malerba (Milano 1880 – ivi 1926)

Volto di donna

Matita e carboncino
misure soggetto mm 140 × 123, foglio mm 215 × 144

Figlio di un antiquario frequenta l’Accademia di Brera. Attivo prima come illustratore e cartellonista si avvicina poi al gruppo “Novecento” animato da Margherita Sarfatti, ne è uno dei fondatori. Dimostra così la capacità di sapersi aggiornare rispetto alla sua prima produzione di gusto scapigliato. Con il gruppo “Novecento” espone alla Galleria Pesaro dal 1923. E’ solo a causa della sua prematura scomparsa che oggi l’artista è poco noto al grande pubblico.

Claude Louis Chatelet (Parigi 1753 – ivi 1794) d'apres. Site pittoresque et sauvage de l'ancienne abbaye de la Cava pres Salerne

Claude Louis Chatelet (Parigi 1753 – ivi 1794) d'apres. Site pittoresque et sauvage de l'ancienne abbaye de la Cava pres Salerne

disegno a penna e acquerello
misure imm. mm 158 × 235, foglio mm 237 × 338
Pittore, disegnatore e illustratore, specializzato nelle scene di paesaggio animato, subisce l’influsso stilistico di H. Robert. Ha lavorato a Parigi per la regina Maria Antonietta e viaggiato a lungo in Francia e Svizzera poi con Vivant-Denon e Chatelet nel sud Italia, a Roma e Firenze collaborando ampiamente al Voyage. Repubblicano convinto, finisce ghigliottinato nel 1794.

27 - Antonio Ballero (Nuoro 1864, Sassari 1932) Donna d’Orgosolo

27 - Antonio Ballero  (Nuoro 1864, Sassari 1932)  Donna d’Orgosolo

China su carta, 296 × 392 cm

L’opera appartiene a un ciclo di disegni realizzati tra il 1919 e il 1925 a penna e ad inchiostro di china su carta, l’opera è verosimilmente databile al 1921, anno in cui Antonio Ballero realizza anche il ritratto intitolato Un pastore di Orgòsolo, pubblicato con altri dodici disegni nel IX numero della rivista illustrata “La cultura moderna”. Il soggetto è in relazione con il dipinto La via dell’Ortobene realizzato nel 1927 di cui questo disegno è certamente una prima idea. Di formazione autodidatta, dopo una prima adesione allo spirito di un socialismo umanitario, molto diffuso tra gli intellettuali dell’epoca, intorno ai primi anni del Novecento la sua pittura si apre alla poetica divisionista, anche grazie al contatto col maestro Giuseppe Pellizza da Volpedo con cui mantiene un interessante e amichevole scambio epistolare. Nel primo decennio del secolo l’attenzione dell’artista si volge alle tipologie umane, tese ormai a catturare situazioni di vita reale e consuetudini sociali. Ma è intorno agli anni Venti che «i valori autentici di un’epica popolare prevalgono sulle tentazioni decorative» e, al di là della produzione pittorica, piuttosto attardata rispetto alle novità emerse nello stesso periodo in campo nazionale e internazionale, è nella grafica – riservata principalmente al genere del ritratto – che l’artista raggiunge gli esiti migliori, soprattutto attraverso la tecnica del “ghirigoro” che per l’originalità d’esecuzione non trova riscontri nel panorama italiano coevo (cfr. M. G. Scano Naitza, Nuoro 2004). L’elegante groviglio di segni, orientati a fissare i volumi più che a definire la minuziosità dei dettagli, frantuma i contorni e costruisce, attraverso una fitta trama di linee e delicate mediazioni tonali, figure plastiche dall’aspetto evanescente. Il disegno proviene dalla vendita dell’eredità del critico d’arte milanese Guido Marangoni che probabilmente lo ottenne in dono dallo stesso artista, come sembra emergere da una corrispondenza datata al gennaio del 1923 (cfr. S. Naitza, M. G. Scano, Nuoro 1986). Foglio incollato su cartone. Tracce di polvere sulla carta.

FRANCOIS BOUCHER (attribuito) Parigi 1703 – 1770 Due putti e una colomba

FRANCOIS BOUCHER (attribuito) Parigi 1703 – 1770 Due putti e una colomba

Sanguigna
misure mm 240 × 200

Controprova di un probabile disegno di Boucher di cui non si conosce l’ubicazione. L’opera è nota attraverso un’incisione di Pierre Alexandre Aveline (Parigi 1702 – 1760) appartenente ad una serie di sei soggetti raffiguranti gruppi di bimbi. Due vecchie pieghe orizzontali nel foglio, tracce di colla al verso.

Bibliografia: Jean – Richard Pierette “L’oeuvre gravé de Francois Bucher”, Parigi, 1978, n 239.

Richiesta: non disponibile

CARLO DONELLI VIMERCATI (Milano 1660 – 1714) Studi di mani e panneggi

CARLO DONELLI VIMERCATI (Milano 1660 – 1714) Studi di mani e panneggi

Sanguigna su carta bruna
misure mm 275 × 225

Allievo di Ercole Procaccini il giovane, studia da autodidatta l’opera di Daniele Crespi che lo influenzerà lungo tutta la carriera. Pittore e frescante attivo a Vimercate (palazzo Trotti), a Milano e in provincia. Ha spesso lavorato per la famiglia Borromeo nel palazzo dell’Isola Bella e a Cesano Maderno.
Il disegno è uno studio per la mano destra e il braccio sinistro di una figura femminile che regge un drappo. Il foglio presenta due macchie di colore rosso e bruniture, i margini sono irregolari.

LEONARDO MARINI Attivo a Torino dal 1760 al 1798 - "Disinganno"

LEONARDO MARINI Attivo a Torino dal 1760 al 1798 - "Disinganno"Disegno a penna inchiostro bruno e acquerelli Misure mm 250 x 170 Costumista attivo presso la Corte dei Savoia dove ottiene la carica di “reale disegnatore per le militari occorrenze” nel 1773, poi “disegnatore ordinario della Camera” nel 1778, dal 1769 costumista del Teatro Regio a fianco dei f.lli Galliari scenografi di Corte. La fantasia inventiva e la ricchezza dei costumi sono evidente esempio dello stile rococò, i modelli sono rappresentati in atteggiamenti vivi, in pose reali da palcoscenico mai come dei modelli statici. Interessanti indicazioni circa la realizzazione dei costumi sono riportate al verso del foglio. Un cospicuo repertorio di modelli è oggi conservato alla Biblioteca Reale di Torino (16 libretti) e a Londra in collezione Abegg. Al verso del foglio timbro di collezione non identificabile, indicazioni autografe circa il materiale da impiegare per la realizzazione del costume. Ottimo stato di conservazione eccetto qualche leggera piega nel foglio e mancanza all'angolo superiore sinistro.
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