Catalogo 2007, Gianfranco Ferroni, Luigi Bartolini, Catalogo Mostra Libro Antico 2010

10 - Giovanni Benedetto Castiglione detto il Grechetto (Genova 1609 – Mantova 1665) L’ingresso degli animali nell’Arca.

10 - Giovanni Benedetto Castiglione detto il Grechetto (Genova 1609 – Mantova 1665) L’ingresso degli animali nell’Arca.

Acquaforte
Misure lastra mm 206 × 403

Pittore e incisore, si forma a Genova presso lo Scorza, che con molta probabilità lo avvicina alla tecnica dell’incisione. Nel 1625 entra in contatto con Van Dyck, che soggiornava a Genova, subendone l’influsso.
Il Castiglione ha il grandissimo merito di essere stato tra i primi incisori in Italia ad aver restituito alla tecnica calcografica valore di opera autonoma. Egli è inoltre considerato l’inventore della tecnica del “Monotipo”.
Il soggetto è tipico e frequente nella produzione pittorica e grafica dell’autore.

11 – Giovanni Benedetto Castiglione detto il Grechetto (Genova 1609 - Mantova 1665) Presunto ritratto del Bernini

11 – Giovanni Benedetto Castiglione detto il Grechetto (Genova 1609 - Mantova 1665)  Presunto ritratto del Bernini

Presunto ritratto del Bernini

Acquaforte
misure lastra mm 189 × 138

Il foglio in esame è forse uno dei ritratti più intensi tra quelli della serie realizzata in incisione dal Grechetto. L’inquadratura frontale e lo sguardo deciso rivolto verso lo spettatore infondono al ritratto forza e suggeriscono un lavoro di abile introspezione psicologica.
Impressione eccellente del II/II stato dopo la cancellatura della scritta in basso a sinistra e con l’aggiunta dei ritocchi nella parte inferiore delle piume del cappello e nella scritta in alto a destra.

12 - Bartolomeo Biscaino (Genova 1632 – Ivi 1657) Mosè salvato dalle acque

12 - Bartolomeo Biscaino (Genova 1632 – Ivi 1657)  Mosè salvato dalle acque

Acquaforte
misure lastra mm 185 × 240

Pittore ed incisore formatosi presso il padre Giovanni Andrea, pittore di modesto talento. E’ stato alunno di Valerio Castello e ha guardato all’opera di G. B. Castiglione e Parmigianino subendone evidenti influssi. Le sue composizioni composte ed eleganti si contraddistinguono per un segno rapido e delicato. Del soggetto esiste un disegno preparatorio con diverse varianti conservato a Palazzo Rosso. L’artista ha affrontato più volte il tema, ci restano oggi due dipinti con il medesimo soggetto ma con una composizione differente. Esemplare in II/VIII stato con l’indirizzo di Daman (Bologna 1650 circa) ma prima di quello dei Remondini. Da notare che non si conoscono esemplari nel I/VIII stato citato solamente dallo Zani. Impressione eccellente, ben contrastata, foglio rifilato lungo la battuta della lastra. Ottimo stato di conservazione. Al verso a penna “Biscaino n 46”, probabilmente scritta di collezionista databile al secolo XVIII.

13 - Giovanni Giuseppe dal Sole (Bologna 1654 – Ivi 1719) L'invidia

13 - Giovanni Giuseppe dal Sole (Bologna 1654 – Ivi 1719)  L'invidia

Acquaforte
Misure lastra mm 173 × 124

Pittore ed incisore allievo del padre Antonio, poi di Domenico Maria Canuti e del Pasinelli. Molto apprezzato in vita ha lavorato in Italia (Bologna, Parma, Lucca, Verona e Roma), in Inghilterra e in Polonia elaborando uno stile elegante attento ai particolari e al dettaglio paesaggistico quale sfondo delle composizioni. Bartsch illustra tre sue incisioni, Gori Gandellini ne cita cinque. Gli intagli derivano tutto da Lorenzo Pasinelli di cui Giuseppe o Gioseffo è stato allievo. Solo questa lastra deriva da un’idea di Guido Reni come si legge in basso a sinistra nell’inciso “Guid R. Inv. Del.” nell’esemplare pubblicato dal Bartsch illustrato. Tale derivazione potrebbe essere sostenuta dal fatto che anche in campo pittorico dal Sole nella seconda parte della sua carriera professionale abbandona il Pasinelli per rielaborare l’insegnamento di Guido Reni. Tuttavia è lo stesso Bartsch, nell’edizione del 1870 a dichiarare che in basso a sinistra nell’inciso si legge “G. N. Zanii del.” (non si sa quale sia l’esemplare esaminato dall’autore), quindi il soggetto deriverebbe da un’idea di Giovanni Battista Zani bolognese.Nel presente esemplare, infine, si legge “G. M. R. Inv. Del.”il che farebbe propendere per una derivazione da Reni.

14 - Michele Marieschi (Venezia 1710 – 1743) La regata a Ca' Foscari / Cortile interno del Palazzo Ducale / I Frari

14 - Michele Marieschi (Venezia 1710  –  1743)  La regata a Ca' Foscari / Cortile interno del Palazzo Ducale / I Frari

Acquaforte
Misure lastra immagine mm 312 × 465; misure lastra testo mm 17 × 462

Pittore e incisore, ricercato e apprezzato in vita al pari di Canaletto. Si è dedicato all’incisione in età avanzata per eguagliare l’opera del collega/rivale che veniva diffusa attraverso le riproduzione a stampa di Lovisa e Visentini. Ha raffigurato con un segno brillante e personale la città di Venezia nei suoi angoli più caratteristici. Le sue incisioni sono particolarmente apprezzate per l’intenso chiaroscuro e per i gustosi episodi macchiettistici che le animano. La lastra appartiene alla serie di vedute nota come “Urbis venetiarum prospectus”, pubblicata dall’autore nel 1742 a Venezia presso la calcografia Wagner (poi ripetutamente edite).

15 - Gianbattista Tiepolo (Venezia 1696 – Madrid 1770) Donna seduta che parla con un vecchio, 1745 c.

15 - Gianbattista Tiepolo (Venezia 1696 – Madrid 1770)  Donna seduta che parla con un vecchio, 1745 c.

Acquaforte
misure lastra mm 223 × 174, foglio mm 407 × 273

Pittore, frescante, disegnatore ed abile incisore, è considerato uno degli artisti europei più importanti del XVIII secolo. Ha operato in Italia, Germania e Spagna. La sua attività incisoria ha inizio verso la fine degli anni Trenta ed è caratterizzata da una straordinaria vena immaginativa rappresentata con un sapiente uso del chiaroscuro.
Tavola numero 3 di venticinque appartenente alla serie degli “Scherzi”.

16 - Giandomenico Tiepolo (Venezia 1727 – Ivi 1804) Due vecchi

16 - Giandomenico Tiepolo (Venezia 1727 – Ivi 1804)  Due vecchi

Acquaforte
misure lastra mm 279 × 87, foglio mm 345 × 167

Si forma sotto gli insegnamenti del padre Gianbattista, diventandone il più fidato aiutante e prendendone lo stile. Nonostante ciò riceve anche importanti incarichi che porta a termine personalmente.
Esordisce in campo acquafortistico trasponendo in incisione la “Via Crucis” da lui eseguita per la chiesa di San Polo a Venezia. Esegue diverse acqueforti riproducendo alcuni dipinti del padre.

17 - Giovanni David (Cabella Ligure 1743 - Genova 1784) Habits des Nobles

17 - Giovanni David (Cabella Ligure 1743 - Genova 1784)  Habits des Nobles

Acquaforte
Misure lastra mm 245 × 170, foglio mm 380 × 264

Giovanni David, allievo del pittore romano Domenico Corvi, fu il solo artista ligure a operare in Liguria, in Piemonte e nel Veneto grazie alla protezione della famiglia genovese dei Durazzo, mercanti e setaioli di origine albanese che nel 1573 raggiunsero il dogato. Nel 1774, su richiesta dell’ambasciatore Gerolamo Durazzo, David si trasferì a Venezia dove iniziò una serie di incisioni che illustrano la vita della popolazione del tempo, rivelando la sua indole di acuto osservatore e di altissimo incisore. Ed è probabilmente a questo periodo che risale il soggetto rappresentato. L’opera, firmata in basso a sinistra David Gen. Inv. Fecit, è intitolata Habits des Nobles/Ils donnent tous leurs soins au bien de la Patric. Boil. Le figure imponenti e arcigne dei due uomini, alti magistrati della Repubblica veneta, sono abbigliate con vestiti sontuosi che contrastano con lo sfondo appena abbozzato nel cortile del Palazzo Ducale da cui si intravedono le strutture della Manica rinascimentale. Esemplare I/II stato prima degli interventi ad acquatinta. Impressione eccellente, ampi margini, ancora visibili le linee guida nel titolo. Ottimo stato di conservazione.

18 - Francesco Rosaspina (Montescudo 1762 - Bologna 1841) Ritratto di uomo con il turbante

18 - Francesco Rosaspina  (Montescudo 1762 - Bologna 1841)  Ritratto di uomo con il turbante

Maniera nera
Misure lastra mm 235 × 305, foglio mm 295 × 382

Fu uno dei più celebri e richiesti incisori di riproduzione della sua epoca nonché primo titolare della cattedra di incisione all’Accademia Clementina di Bologna. Amico di Andrea Appiani e Giovanni Battista Bodoni è conosciuto per le traduzioni incisorie tratte da opere di celebri artisti come Parmigianino, Correggio, Carracci e di altri grandi maestri del Seicento bolognese e del Settecento europeo. Lungo tutta la sua carriera artistica realizzò più di mille lastre con tecniche differenti, contribuendo così alla diffusione dell’arte italiana in Europa.

19 a - Martino de Boni (Venezia 1753 – Roma 1831) Cinque danzatrici che si tengono per mano

19 a - Martino de Boni (Venezia 1753 – Roma 1831)  Cinque danzatrici che si tengono per mano

Acquaforte e bulino
Misure lastra mm 422 × 724, foglio mm 650 × 950

Dopo la formazione presso l’Accademia di Parma si trasferisce a Roma per perfezionarsi. Qui riallaccia i rapporti con l’amico d’infanzia Antono Canova di cui diventa uno dei più attivi e raffinati collaboratori ricevendo commissioni anche per decine di dipinti ad uso privato. Oggi M. de Boni è ricordato per i suoi fini intagli a fondo nero. Esistono delle ricevute di pagamento all’autore che permettono di datare l’esecuzione di questa lastra tra il 1810 e il 1812. Il foglio appartiene ad una serie di cinque di formato e soggetto simile pubblicati con il titolo “Baccanti che danzano / pensieri di Antonio Canova”. Questo soggetto, come altri dipinti a tempera da Canova e poi da lui fatti incidere in serie o fogli sciolti, si ispirano alle decorazioni rinvenute ad Ercolano che all’epoca erano appena state scoperte.

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