Secolo XIX

Antonio Piccinni (Trani 1864 – Roma 1920) Una scuola a Roma

Antonio Piccinni (Trani 1864 – Roma 1920)  Una scuola a Roma

Acquaforte su fondino
Misure mm 235 × 147

Pittore e fine incisore di ispirazione verista acuto osservatore dei “tipi” che animavano le vie di Roma. Il soggetto deriva da un dipinto dell’autore stesso. L’uso di morsure successive fornisce un effetto di chiaroscuro “a sovrapporre”. Interessante la scelta del volto al centro frontale e ieratico che da forza e vivacità alla composizione. La lastra è datata 1872 ed è firmata in alto a sinistra nell’inciso.

Giulio Aristide Sartorio (Roma 1860 - ivi 1932) Ex libris Giulio Aristide, 1895

Giulio Aristide Sartorio (Roma 1860 - ivi 1932)  Ex libris Giulio Aristide, 1895

acquaforte e fotoincisione
misure mm 141 × 110
Artista colto e raffinato, protagonista consapevole del simbolismo internazionale d’ispirazione letteraria. Affronta l’incisione nel clima sperimentale dell’ultimo decennio del XIX secolo (cliché-verre, fotoincisione e fotografia), grazie alla conoscenza di ciò che avveniva a Parigi, a Torino intorno alla rivista “L’Arte in Italia” e alla stretta amicizia con F. P. Michetti e con il Conte Primoli fotografo d’avangurdia. Realizza due serie di paesaggi, qualche ex-libris e illustrazioni per libri.

Giuseppe de Nittis (Barletta 1846 – Sain Germain en Laye 1884) Etude dans mon jardin

Giuseppe de Nittis (Barletta 1846 – Sain Germain en Laye 1884)  Etude dans mon jardin

acquaforte e puntasecca
misure mm 140 × 220, foglio mm 224 × 288
Pittore e incisore, compie gli studi a Napoli dove frequenta l’Accademia di belle Arti. Successivamente passa diversi e prolungati soggiorni a Parigi, mettendosi in contatto diretto con gli artisti impressionisti. Sarà proprio il lavoro di quest’ultimi a influenzare il pittore che riscuoterà presto un grande successo diventando uno degli artisti italiani di maggior respiro internazionale.

Antonio Piccinni (Trani 1864 – Roma 1920) Pendant l'office à Rome

Antonio Piccinni (Trani 1864 – Roma 1920)  Pendant l'office à Rome

Acquaforte
Misure mm 160 × 240

Pittore e fine incisore di ispirazione verista acuto osservatore dei “tipi” che animavano le vie di Roma. Il soggetto è affronatto dall’autore anche in altre incisioni dove propone studi di singole figure in preghiera o piccoli gruppi. Lastra incisa a Roma nel 1879 come si legge in alto a sinistra nell’inciso. L’esemplare in oggetto presenta tutte le scritte nel margine inferiore “Antonio Piccinni del e sculp.”, titolo, “V.ve A. Cadart Edit. Imp. 56 Bard Haussmann. Paris” e la numerazione in alto a destra “23”. La tiratura è stata eseguita per l’album annuale L’eau-forte en 1880 che raccoglie le migliori incisioni realizzate nell’anno precedente. Si conoscono almeno due esemplari avanti lettera (Firenze, Uffizi; Milano, Bertarelli). Impressione eccellente su carta vergellata con filigrana scudo non chiaramente leggibile, ampi margini.

Luigi Conconi (Milano 1852 -ivi 1917) L’onda

Luigi Conconi (Milano 1852 -ivi 1917)  L’onda

Acquaforte e monotipo
Misure lastra mm 463 × 549

Il soggetto riprende, nello stesso verso, un acquerello dipinto da Conconi nel 1896, quest’ultimo però sviluppato orizzontalmente e caratterizzato, nella parte in basso a destra e a sinistra, dalla presenza di due gruppi di alberelli. Non si tratta di un ritratto ma l’artista idealizza la figura femminile trasformandola in un immagine simbolica e di sapore vagamente liberty che si libra in un cielo notturno dove ricorre il motivo figurale dello spicchio di luna e del pipistrello.

Luigi Cononi (Milano 1852 -1917) Delusione

Luigi Cononi (Milano 1852 -1917)  Delusione

Acquaforte e monotipo
Misure lastra mm 253 × 393

L’incisione riprende il soggetto già realizzato per un dipinto conservato fino al 1897 nello studio dell’artista. Vicino alla poetica scapigliata, Conconi raggiunge la massima espressione nell’interpretazione della figura femminile e nel genere del ritratto, utilizzato come strumento d’indagine psicologica ed emozionale. La fanciulla, seduta su un prato e con il busto ruotato di tre quarti, è inserita in un semicerchio tagliato da uno spoglio paesaggio che la colloca in una dimensione spaziale indefinita.

18 - Francesco Rosaspina (Montescudo 1762 - Bologna 1841) Ritratto di uomo con il turbante

18 - Francesco Rosaspina  (Montescudo 1762 - Bologna 1841)  Ritratto di uomo con il turbante

Maniera nera
Misure lastra mm 235 × 305, foglio mm 295 × 382

Fu uno dei più celebri e richiesti incisori di riproduzione della sua epoca nonché primo titolare della cattedra di incisione all’Accademia Clementina di Bologna. Amico di Andrea Appiani e Giovanni Battista Bodoni è conosciuto per le traduzioni incisorie tratte da opere di celebri artisti come Parmigianino, Correggio, Carracci e di altri grandi maestri del Seicento bolognese e del Settecento europeo. Lungo tutta la sua carriera artistica realizzò più di mille lastre con tecniche differenti, contribuendo così alla diffusione dell’arte italiana in Europa.

20 - Luigi Sabatelli (Firenze 1772 - Milano 1850) La visione di Daniele

20 - Luigi Sabatelli (Firenze 1772 - Milano 1850)  La visione di Daniele

Acquaforte
Misure lastra mm 450 × 653

Pittore, frescante, abilissimo disegnatore e incisore, protagonista della stagione a cavallo fra neoclassicismo e romanticismo. Frequenta l’Accademia di Firenze, si stabilisce a Roma tra il 1789 e il 1794 dove entra in contatto con l’ambiente artistico internazionale là operante. Resta particolarmente suggestionato dal lavoro di Jacques Louis David. L’eclettica scelta dei soggetti, la costante “idea del sublime” – che rimanda a Flaxmann e Fussli – e lo studio dell’opera di Rubens e Van Dyck contraddistinguono la sua ricerca artistica.

21 - Luigi Rados (Parma 1773 – Milano 1844) Ritratto di Eugène di Beauharnais

21 - Luigi Rados  (Parma 1773 – Milano 1844)  Ritratto di Eugène di Beauharnais

Acquaforte
Misure lastra mm 760 × 492, foglio mm 800 × 528

Pittore e incisore, si forma a Milano presso l’accademia di Brera, diventando assistente di G. Longhi e R. Morghen.
Ha realizzato opere di riproduzione da Raffaello, Leonardo e Crespi; oltre a ritratti, vedute e scene di genere.
L’opera ritrae il generale francese Eugène di Beauharnais, uomo di fiducia di Napoleone Bonaparte che nel 1805 lo nominò viceré del neo costituito Regno d’Italia.
L’incisione deriva da un dipinto di Nicolas Henrie Jacob e mostra il vicerè ripreso a figura intera, con la mano destra elegantemente appoggiata ad un muretto con l’effige del leone alato di Venezia, molto probabilmente a rappresentare la vittoria di Eugène sulla Serenissima. La scena è ambientata nel giardino di Villa Belgiojoso-Bonaparte a Milano. Sullo sfondo è possibile scorgere il Duomo.

23 - Henry Monnier (Parigi 1805 - Parigi 1877) Moeurs Administratives

Serie di dodici litografie con acquerellatura coeva
misure immagini altezza da mm 124 a mm 135, larghezza da mm 164 a mm 193

Talento proteiforme, fu sceneggiatore teatrale, attore e disegnatore.
Dopo gli studi e la frequentazione degli atelier di alcuni artisti (Anne Louis Girodet Trioson e Antoine Jean Gros), nel 1822 si trasferisce a Londra. Ritorna in Francia cinque anni dopo, dove i suoi contatti con Alexandre Dumas , Stendhal, Eugène Delacroix e Honorè de Balzac gli aprono le porte della notorietà. Tra il 1827 e il 1832, disegna molte litografie interpretando acutamente costumi e fisionomie dei suoi contemporanei: dalla “grisette” all’impiegato d’ufficio. La capacità di cogliere il carattere essenziale e tipico delle figure che popolano la società del suo tempo permette a Monnier di inventare personaggi che entreranno nell’immaginario collettivo come la popolare figura di Monsieur Prudhomme, incarnazione del borghese parigino. Dal 1850 si dedica essenzialmente alla scrittura e al teatro. Le tavole di questa serie descrivono con brillante ironia le contraddizioni, le brutture e l’insensatezza della burocrazia francese e dei suoi funzionari a scapito dei poveri cittadini. Impressioni eccellenti, fogli intonsi. Perfetto stato di conservazione.

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