Secolo XX

19 - Carlo Carrà (Quargnento 1881 - Milano 1966) Il poeta folle 1916

19 - Carlo Carrà (Quargnento 1881 - Milano 1966) Il poeta folle 1916

Litografia originale su lastra di zinco
Misure mm 355 × 250

Intellettuale, pittore e incisore si forma presso l’Accademia di Brera con Cesare Tallone, si avvicina al movimento futurista per poi dar vita all’arte metafisica con De Chirico. Il foglio appartiene alla cartella “Carrà 1912-1921” pubblicata dalle Edizioni del Cavallino di Venezia nel 1950. La tiratura è di 60 esemplari più 3 di prova, la lastra è stata quindi distrutta. Firma e data in lastra nell’angolo inferiore destro. La data sulla lastra è il 1916 poiché a quell’anno risalgono i primi studi sul tema della follia del poeta.

20 – Giuseppe Biasi (Sassari 1885 – Adorno Micca (Vc) 1945) Donne di Ittiri alla fonte

20 – Giuseppe Biasi (Sassari 1885 – Adorno Micca (Vc) 1945) Donne di Ittiri alla fonte

Linoleografia
Misure mm 347 × 305; foglio 492 X 410

Dopo la formazione classica inizia l’attività di illustratore collaborando alle più importanti riviste dell’epoca sull’isola e a Roma. Gli viene riconosciuto il merito di aver inaugurato la poi ricca tradizione xilografica sarda, partendo dall’esigenza già di intellettuali e colleghi di trovare una coerenza fra scrittura e illustrazione.

21 – Francesco Dal Pozzo (Bologna 1891 – Solbiate Olona (Va) 1983) Fra le rovine di Ayuthia

21 – Francesco Dal Pozzo (Bologna 1891 – Solbiate Olona (Va) 1983)  Fra le rovine di Ayuthia

xilografia originale
Misure mm 555 × 309; foglio 595 X 442

A dodici anni è già ammesso al Collegio artistico Venturoli di Bologna. Nel 1907 si iscrive all’accademia cittadina, consegue il diploma di scultura e ottiene l’abilitazione all’insegnamento del disegno. Dopo la Prima Guerra Mondiale si dedica all’illustrazione collaborando con le principali riviste e alle arti applicate nel settore della moda e dell’arredamento ottenendo premi e riconoscimenti internazionali. Nel 1927 vince il concorso per la Cattedra di disegno indetta dalla Reale Accademia di Bangkok dove si trasferisce.

22 - Luigi Bartolini (Cupramontana 1892 – Roma 1963) Il piatto del pesce

22 - Luigi Bartolini (Cupramontana 1892 – Roma 1963) Il piatto del pesce

Acquaforte originale su carta cina applicata
Misure lastra mm 198 × 248

Pittore e incisore, nel 1932 a Firenze ha condiviso il Primo premio di Incisione con Boccioni e Morandi; presenza costante alle Biennali di Venezia. I temi affrontati nel suo lavoro sono il paesaggio urbano, la natura evocata attraverso un insetto o un animale e la figura femminile. Bartolini è anche poeta, critico d’arte e scrittore, è il padre di “Ladri di biciclette” (il romanzo da cui nasce l’omonimo film di De Sica).

Carlo Carrà (Quargneto 1881 - Milano 1966) Il poeta folle 1916

Carlo Carrà (Quargneto 1881 - Milano 1966)  Il poeta folle 1916

Litografia originale in B/N disegnata su lastra di zinco
Misure mm 355 x 250

Umberto Prencipe (Napoli 1879 – Roma 1962) La processione delle reliquie. Orvieto

Umberto Prencipe (Napoli 1879 – Roma 1962) La processione delle reliquie. Orvieto

Acquaforte
Misure lastra mm 570 × 395, foglio mm 722 × 476

Figlio di un direttore di Istituti penali vive “in viaggio” la giovinezza. Pittore ed incisore dopo una prima formazione romana si trasferisce nel 1904 ad Orvieto dedicandosi al paesaggio. Espone regolarmente a Roma, Napoli e alla Biennale di Venezia, insegna Incisone prima a Lucca, poi a Napoli ed infine a Roma. Vive fra Orvieto e Roma. Nel 1950 la Calcografia Nazionale gli dedica una mostra.

Antonio Piccinni (Trani 1864 – Roma 1920) Personaggio con cilindro / Il vecchio dal cilindro

Antonio Piccinni (Trani 1864 – Roma 1920)  Personaggio con cilindro / Il vecchio dal cilindro

Acquaforte
Misure mm 165 × 77

Pittore e fine incisore di ispirazione verista acuto osservatore dei “tipi” che animavano le vie di Roma. Il soggetto è riconducibile ad un gruppo di lavori in cui l’autore studia il carattere e l’espressione di singoli individui, volti o piccoli gruppi colti nell’atto devoto della preghiera. Il vecchio con la barba incolta e l’espressione inebetita è una macchia nera che si stacca dallo sfondo appena accennato. Lastra incisa a Roma nel 1875 come si legge in basso a sinistra nell’inciso.

Giulio Aristide Sartorio (Roma 1860 - ivi 1932) Ex libris Giulio Aristide, 1895

Giulio Aristide Sartorio (Roma 1860 - ivi 1932)  Ex libris Giulio Aristide, 1895

acquaforte e fotoincisione
misure mm 141 × 110
Artista colto e raffinato, protagonista consapevole del simbolismo internazionale d’ispirazione letteraria. Affronta l’incisione nel clima sperimentale dell’ultimo decennio del XIX secolo (cliché-verre, fotoincisione e fotografia), grazie alla conoscenza di ciò che avveniva a Parigi, a Torino intorno alla rivista “L’Arte in Italia” e alla stretta amicizia con F. P. Michetti e con il Conte Primoli fotografo d’avangurdia. Realizza due serie di paesaggi, qualche ex-libris e illustrazioni per libri.

27 - Antonio Ballero (Nuoro 1864, Sassari 1932) Donna d’Orgosolo

27 - Antonio Ballero  (Nuoro 1864, Sassari 1932)  Donna d’Orgosolo

China su carta, 296 × 392 cm

L’opera appartiene a un ciclo di disegni realizzati tra il 1919 e il 1925 a penna e ad inchiostro di china su carta, l’opera è verosimilmente databile al 1921, anno in cui Antonio Ballero realizza anche il ritratto intitolato Un pastore di Orgòsolo, pubblicato con altri dodici disegni nel IX numero della rivista illustrata “La cultura moderna”. Il soggetto è in relazione con il dipinto La via dell’Ortobene realizzato nel 1927 di cui questo disegno è certamente una prima idea. Di formazione autodidatta, dopo una prima adesione allo spirito di un socialismo umanitario, molto diffuso tra gli intellettuali dell’epoca, intorno ai primi anni del Novecento la sua pittura si apre alla poetica divisionista, anche grazie al contatto col maestro Giuseppe Pellizza da Volpedo con cui mantiene un interessante e amichevole scambio epistolare. Nel primo decennio del secolo l’attenzione dell’artista si volge alle tipologie umane, tese ormai a catturare situazioni di vita reale e consuetudini sociali. Ma è intorno agli anni Venti che «i valori autentici di un’epica popolare prevalgono sulle tentazioni decorative» e, al di là della produzione pittorica, piuttosto attardata rispetto alle novità emerse nello stesso periodo in campo nazionale e internazionale, è nella grafica – riservata principalmente al genere del ritratto – che l’artista raggiunge gli esiti migliori, soprattutto attraverso la tecnica del “ghirigoro” che per l’originalità d’esecuzione non trova riscontri nel panorama italiano coevo (cfr. M. G. Scano Naitza, Nuoro 2004). L’elegante groviglio di segni, orientati a fissare i volumi più che a definire la minuziosità dei dettagli, frantuma i contorni e costruisce, attraverso una fitta trama di linee e delicate mediazioni tonali, figure plastiche dall’aspetto evanescente. Il disegno proviene dalla vendita dell’eredità del critico d’arte milanese Guido Marangoni che probabilmente lo ottenne in dono dallo stesso artista, come sembra emergere da una corrispondenza datata al gennaio del 1923 (cfr. S. Naitza, M. G. Scano, Nuoro 1986). Foglio incollato su cartone. Tracce di polvere sulla carta.

28 - Luigi Bartolini (Cupramontana 1892 – Roma 1963) La ragazza alla finestra, (Prima versione)1929

Acquaforte
Misure lastra mm 254 × 201, foglio mm 480 × 344

Pittore e incisore, nel 1932 a Firenze ha condiviso il Primo premio di Incisione con Boccioni e Morandi; presenza costante alle Biennali di Venezia. I temi affrontati nel suo lavoro sono il paesaggio urbano, la natura evocata attraverso un insetto o un animale e la figura femminile. Bartolini è anche poeta, critico d’arte e scrittore, è il padre di “Ladri di biciclette” (il romanzo da cui nasce l’omonimo film di De Sica). I suoi fogli si distinguono per il fascino selvaggio ed elegante ottenuto dosando neri profondi con un gesto graffiante.

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