Secolo XVIII

Felice Torelli (Verona 1667 – Bologna 1748) San Francesco stigmatizzato

Felice Torelli  (Verona 1667 – Bologna  1748)  San Francesco stigmatizzato

Penna bruna su tracce di sanguigna
Misure: foglio mm 185 × 140

Pittore si forma a Verona sotto Sante Prunati poi a Bologna con Gian Gioseffo dal Sole. E’ uno dei fondatori dell’Accademia Clementina. Il disegno è uno studio per il dipinto oggi conservato nel deposito della chiesa parrocchiale di Sant’agata a Montiano Cesena (Olio su tela, cm 130 × 90).

Giandomenco Tiepolo (Venezia 1696 – Madrid 1770) I venti o Diana e Eolo

Giandomenco Tiepolo (Venezia 1696 – Madrid 1770)  I venti o Diana e Eolo

Acquaforte e bulino
misure lastra mm 397 × 231, foglio mm 460 × 290

Pittore, frescante e abile incisore, si forma sotto gli insegnamenti del padre Gianbattista, diventandone il più fidato aiutante e assimilandone lo stile. Riceve tuttavia importanti incarichi che porta a termine personalmente a Venezia, Würzburg, Brescia, Udine, Madrid e in alcune delle cosiddette Ville venete.
Esordisce in campo acquafortistico trasponendo in incisione la “Via Crucis” da lui eseguita per la chiesa di San Polo a Venezia. Esegue diverse acqueforti riproducendo alcuni dipinti del padre.

Giovanni Antonio Canal detto Il Canaletto (Venezia 1697 – ivi 1768) Il mercato al Dolo

Giovanni Antonio Canal detto Il Canaletto  (Venezia 1697 – ivi 1768)  Il mercato al Dolo

Acquaforte
misure lastra mm x 143 × 208, foglio mm 156 × 224

Pittore disegnatore e incisore, è considerato il più importante vedutista veneziano di tutti i tempi. Viene inizialmente avviato dal padre alla professione di scenografo. Nel 1719 si stabilisce a Roma, ove rimane per due anni subendo l’influenza di Gaspar Van Wittel e realizzando diversi disegni con vedute romane. Una volta tornato a Venezia prende contatto con il mercante-collezionista Joseph Smith. Tra i due nascerà un proficuo rapporto professionale.

Giovanni Antonio Canal detto Il Canaletto (Venezia 1697 – ivi 1768) Paesaggio con pellegrino in preghiera

Giovanni Antonio Canal detto Il Canaletto  (Venezia 1697 – ivi 1768)  Paesaggio con pellegrino in preghiera

Acquaforte
misure lastra mm 142 × 210, foglio mm 217 × 152

Pittore disegnatore e incisore, è considerato il più importante vedutista veneziano di tutti i tempi. Viene inizialmente avviato dal padre alla professione di scenografo. Nel 1719 si stabilisce a Roma per due anni subendo l’influenza Gaspar Van Wittel e realizzando diversi disegni con vedute romane. Una volta tornato a Venezia prende contatto con il mercante-collezionista Joseph Smith. Tra i due nascerà un proficuo rapporto professionale.

Giandomenico Tiepolo (Venezia 1727 – Ivi 1804) S. Vincenzo Ferreri o Ferrerio

Giandomenico Tiepolo  (Venezia 1727 – Ivi 1804)  S. Vincenzo Ferreri o Ferrerio

Acquaforte
misure lastra mm 162 × 109, foglio mm 179 × 126

Si forma sotto gli insegnamenti del padre Gianbattista, diventandone il più fidato aiutante e prendendone lo stile. Nonostante ciò riceve anche importanti incarichi che porta a termine personalmente.
Esordisce in campo acquafortistico trasponendo in incisione la “Via Crucis” da lui eseguita per la chiesa di San Polo a Venezia. Esegue diverse acqueforti riproducendo alcuni dipinti del padre.

Sebastiano Galeotti (Firenze 1675 – Mondovì 1741) Figura allegorica del Mondo

Sebastiano Galeotti  (Firenze 1675 – Mondovì 1741)  Figura allegorica del Mondo

Acquerello grigio, china color seppia e tracce di matita
Misure 178 × 178

Pittore e frescante, si forma a Firenze presso Alessandro Gherardini, trasferitosi a Bologna lavora per Giovan Gioseffo Dal Sole. All’inizio del XVIII secolo riceve le prime commissioni dalla famiglia Farnese, in particolare dal duca Antonio Farnese, che diventerà suo protettore.

Giovanni Battista Tiepolo (Venezia 1696 – Madrid 1770) Nifa con piccolo satiro e due capre

Giovanni Battista Tiepolo (Venezia 1696 – Madrid 1770)  Nifa con piccolo satiro e due capre

Acquaforte originale
Mis lastra mm140×173, foglio mm 221×257.

L’incisione è una delle dieci che compongono la serie nota come i Capricci incisa tra il 1738 e il 1739. I soggetti sono composizioni concretamente irreali nella loro perfezione, solo apparentemente teatrali ma mai casuali e in ogni caso ricche di oggi non più immediati rimandi filosofici, alchemici o massonici. Esemplare appartenente con ogni probabilità all’edizione detta Manfrin (1785) la terza dopo le due all’interno della Raccolta di chiaroscuri dello Zanetti. Firma “Tiepolo” sul tamburello nella mano destra della ninfa.

Domingos Antonio de Sequeira (Lisbona 1768 – Roma 1837) Angelo e bimbo

Domingos Antonio de Sequeira  (Lisbona 1768 – Roma 1837)  Angelo e bimbo

Carboncino e china color seppia
Misure parte disegnata mm 142 × 195, misure foglio mm 240 × 195

Pittore e disegnatore, si reca a Roma nel 1788 per approfondire i suoi studi sotto la guida di Antonio Cavalluccini. Al ritorno in patria conoscerà un enorme successo. Diventerà Pittore di Corte nel 1802 e Direttore dell’Aula di Disegno di Porto nel 1806.
Il suo stile così personale ed eccentrico lo rende uno dei disegnatori più affascinanti della sua epoca, nonché predecessore della corrente Romantica.
Opera in ottimo stato di conservazione.

Carlo Alberto Baratta (Genova 1754 - 1815) Il Ratto di Deianira

Carlo Alberto Baratta  (Genova 1754 - 1815)  Il Ratto di Deianira

Tempere brune e biacca
Misure mm 339 × 452

Artista poliedrico, si occupò di pittura, scultura, incisione e scenografie teatrali. Personaggio dalla grande personalità ebbe un ruolo di primo piano nel tentativo di organizzare nel 1811 un museo destinato a raccogliere le opere d’arte sequestrate da Napoleone. E’ considerato insieme a Giovanni David l’artista di maggior spicco del panorama artistico genovese a cavallo tra il XVIII e XIX secolo.

Giuseppe Longhi (Monza 1766 - Milano 1831)  Ritratto di Napoleone alla Battaglia di Arcole

Giuseppe Longhi (Monza 1766 - Milano 1831)   Ritratto di Napoleone alla Battaglia di Arcole

Bulino
Misure alla battuta mm 494 × 338

Pittore e prolifico incisore allievo di Traballesi, Albertolli e Vanglisti nonché sodale di A. Appiani, è dal 1798 professore di incisione presso l’Accademia di Brera a Milano pare proprio in virtù del successo ottenuto con la presente incisione.
Il soggetto è stato inciso su commissione del pittore Jean Antoine Gros (1771 – 1835) autore del dipinto da cui deriva (oggi conservato presso il Museo del Castello di Versailles). L’incisone ebbe probabilmente all’epoca un valore propagandistico, ed è tutt’oggi giustamente nota.

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