Secolo XVIII

18 - Francesco Rosaspina (Montescudo 1762 - Bologna 1841) Ritratto di uomo con il turbante

18 - Francesco Rosaspina  (Montescudo 1762 - Bologna 1841)  Ritratto di uomo con il turbante

Maniera nera
Misure lastra mm 235 × 305, foglio mm 295 × 382

Fu uno dei più celebri e richiesti incisori di riproduzione della sua epoca nonché primo titolare della cattedra di incisione all’Accademia Clementina di Bologna. Amico di Andrea Appiani e Giovanni Battista Bodoni è conosciuto per le traduzioni incisorie tratte da opere di celebri artisti come Parmigianino, Correggio, Carracci e di altri grandi maestri del Seicento bolognese e del Settecento europeo. Lungo tutta la sua carriera artistica realizzò più di mille lastre con tecniche differenti, contribuendo così alla diffusione dell’arte italiana in Europa.

19 a - Martino de Boni (Venezia 1753 – Roma 1831) Cinque danzatrici che si tengono per mano

19 a - Martino de Boni (Venezia 1753 – Roma 1831)  Cinque danzatrici che si tengono per mano

Acquaforte e bulino
Misure lastra mm 422 × 724, foglio mm 650 × 950

Dopo la formazione presso l’Accademia di Parma si trasferisce a Roma per perfezionarsi. Qui riallaccia i rapporti con l’amico d’infanzia Antono Canova di cui diventa uno dei più attivi e raffinati collaboratori ricevendo commissioni anche per decine di dipinti ad uso privato. Oggi M. de Boni è ricordato per i suoi fini intagli a fondo nero. Esistono delle ricevute di pagamento all’autore che permettono di datare l’esecuzione di questa lastra tra il 1810 e il 1812. Il foglio appartiene ad una serie di cinque di formato e soggetto simile pubblicati con il titolo “Baccanti che danzano / pensieri di Antonio Canova”. Questo soggetto, come altri dipinti a tempera da Canova e poi da lui fatti incidere in serie o fogli sciolti, si ispirano alle decorazioni rinvenute ad Ercolano che all’epoca erano appena state scoperte.

19 b - Martino de Boni (Venezia 1753 – Roma 1831) Cinque danzatrici con velo e corone

19 b - Martino de Boni (Venezia 1753 – Roma 1831) Cinque danzatrici con velo e corone

Acquaforte e bulino
Misure lastra mm 422 × 724, foglio mm 650 × 950

Dopo la formazione presso l’Accademia di Parma si trasferisce a Roma per perfezionarsi. Qui riallaccia i rapporti con l’amico d’infanzia Antono Canova di cui diventa uno dei più attivi e raffinati collaboratori ricevendo commissioni anche per decine di dipinti ad uso privato. Oggi M. de Boni è ricordato per i suoi fini intagli a fondo nero. Esistono delle ricevute di pagamento all’autore che permettono di datare l’esecuzione di questa lastra tra il 1810 e il 1812. Il foglio appartiene ad una serie di cinque di formato e soggetto simile pubblicati con il titolo “Baccanti che danzano / pensieri di Antonio Canova”. Questo soggetto, come altri dipinti a tempera da Canova e poi da lui fatti incidere in serie o fogli sciolti, si ispirano alle decorazioni rinvenute ad Ercolano che all’epoca erano appena state scoperte.

GIOVANNI BATTISTA PIRANESI (Mojano di Mestre 1720 – Roma 1778) Arco trionfale

GIOVANNI BATTISTA PIRANESI (Mojano di Mestre 1720 – Roma 1778)  Arco trionfale

Acquaforte
Misure mm 395 × 555

Architetto disegnatore ed incisore, dopo una prima formazione a Venezia, si trasferisce a Roma, rimanendovi fino alla morte. Ha inciso all’incirca mille acqueforti, molte di grande formato, raffiguranti monumenti dell’antica Roma descritti con fantasia e grande libertà di segno.
Il foglio appartiene alla serie di quattro lastre nota come “Grotteschi”. La serie ebbe sei edizioni. Esemplare in IV/V stato stampato tra il 1799 e il 1809, con il n.25 in basso a destra e l’aggiunta delle ombreggiature ma prima del n.346 in alto a destra.
Impressione eccellente e ben contrastata, stampata su carta vergellata, ampi margini. Ottimo stato di conservazione eccetto evidente piega centrale verticale tipica dei fogli di tali dimensioni.

MICHELE MARIESCHI (Venezia 1710 – 1743) La regata a Ca' Foscari

MICHELE MARIESCHI (Venezia 1710  –  1743)  La regata a Ca' Foscari

Acquaforte
Misure lastra immagine mm 312 × 465; misure lastra testo mm mm 17 × 462

Pittore e incisore, ricercato e apprezzato in vita al pari di Canaletto. Si è dedicato all’incisione in età avanzata per eguagliare l’opera del collega/rivale che veniva diffusa attraverso le riproduzione a stampa di Lovisa e Visentini. Ha raffigurato con un segno brillante e personale la città di Venezia nei suoi angoli più caratteristici. Le sue incisioni sono particolarmente apprezzate per l’intenso chiaroscuro e per i gustosi episodi macchiettisitici che le animano. La lastra appartiene alla serie di vedute nota come “Urbis venetiarum prospectus”, pubblicata dall’autore nel 1742 a Venezia presso la calcografia Wagner (poi ripetutamente edite).

Franz Edmund Weirotter (Innsbruck 1733 – Vienna 1771) I dodici mesi dell'anno

Franz Edmund Weirotter (Innsbruck 1733 – Vienna 1771)   I dodici mesi dell'anno

Acquaforte
Misure mm 550 × 417

Orfano di entrambi i genitori viene da un zia messo a bottega presso il pittore Franz Michael Huber, quindi nel 1749 la città di Innsbruck, riconoscendo in lui un giovane talento, paga i suoi studi presso il pittore J. Schmutzer. Si trasferisce quindi a Vienna dove si iscrive all’Accademia; grazie ai mecenati Fuchseder e F. K. Von Eltz intraprende un lungo viaggio di formazione lungo la Germania ottenendo importanti commissioni imperiali. Nel 1759 si trasferisce a Parigi dove inizia una brillante carriera di incisore paesaggista grazie agli insegnamenti di J G. Wille e all’amicizia con J. Fussli, Watelet e H. Robert; la borsa di studio dell’Accademia di Francia lo porterà a Roma per tutto il 1760; accetta infine nel 1767 la cattedra di disegno paesaggistico all’Accademia di Vienna introducendo la nuova metodologia del disegno all’aria aperta. Le lastre sono state incise fra il 1758 e il 1760.

Giovanni David (Cabella ligure 1743 – Genova 1784) Habits des Nobles / Ils donnent tous leurs soins un bien de a Patrie. Boil

Giovanni David (Cabella ligure 1743 – Genova 1784)  Habits des Nobles / Ils donnent tous leurs soins un bien de a Patrie. Boil

Acquaforte pura
Misure lastra mm 245 × 170

L’incisione appartiene alla serie “Divers portraits” pubblicata nel 1775 e dedicata al pittore romano Domenico Corvi dall’allievo G. David. Si tratta di 12 raffigurazioni di “tipi” veneziani visti in chiave leggermente ironica e accompagnati da un motto moraleggiante tratto dagli scritti di N. Boileau – Despréaux (probabilmente suggerito a David dal suo Mecenate Giacomo Durazzo). La scena, ambientata nel cortile di Palazzo Ducale, rappresenta due arcigni magistrati della Repubblica lussuosamente vestiti e intenti a discutere. Impressione eccellente nel primo stato, prima dell’aggiunta del lavoro ad acquatinta. Ampi margini (mm 380 × 265), foglio intonso con frammento di filigrana lettere “vdi” sormontate da “giglio nello scudo”. Firma e titolo incise in lastra nel margine bianco inferiore. Ottimo stato di conservazione.

FRANCOIS BOUCHER (attribuito) Parigi 1703 – 1770 Due putti e una colomba

FRANCOIS BOUCHER (attribuito) Parigi 1703 – 1770 Due putti e una colomba

Sanguigna
misure mm 240 × 200

Controprova di un probabile disegno di Boucher di cui non si conosce l’ubicazione. L’opera è nota attraverso un’incisione di Pierre Alexandre Aveline (Parigi 1702 – 1760) appartenente ad una serie di sei soggetti raffiguranti gruppi di bimbi. Due vecchie pieghe orizzontali nel foglio, tracce di colla al verso.

Bibliografia: Jean – Richard Pierette “L’oeuvre gravé de Francois Bucher”, Parigi, 1978, n 239.

Richiesta: non disponibile

GIUSEPPE VASI (Corleone 1710 – Roma 1782) Palazzo Ruspoli sul Corso

GIUSEPPE VASI (Corleone 1710 – Roma 1782) Palazzo Ruspoli sul Corso

Acquaforte, misure mm 220 × 340. Veduta di Roma dalla raccolta nota con il titolo “magnificenze di Roma antica e moderna” raffigurante le antichità classiche che allora si andavano riscoprendo. Impressione eccellente, ampi margini. Ottimo stato di conservazione, foglio intonso. Esemplare appartenente alla seconda edizione del 1803. Bibliografia: L. Scalabroni, “G. Vasi (1710- 1761), Roma 1981.

Richiesta 220,00

GIUSEPPE VASI (Corleone 1710 – Roma 1782) Palazzo Sacchetti sulla strada Giulia

GIUSEPPE VASI (Corleone 1710 – Roma 1782) Palazzo Sacchetti sulla strada Giulia

Acquaforte, misure mm 220 × 340. Veduta di Roma dalla raccolta nota con il titolo “magnificenze di Roma antica e moderna” raffigurante le antichità classiche che allora si andavano riscoprendo. Impressione eccellente, ampi margini. Ottimo stato di conservazione, foglio intonso. Esemplare appartenente alla seconda edizione del 1803. Bibliografia: L. Scalabroni, “G. Vasi (1710- 1761), Roma 1981.

Richiesta 220,00 cad.

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