Secolo XVII

7 - Sisto Badalocchio (Parma 1585 – Bologna 1647 c.) Pan e Eros

Catalogo Mostra Libro Antico 2010 | Maestri | Secolo XVII
7 - Sisto Badalocchio (Parma 1585 – Bologna 1647 c.)  Pan e Eros

Acquaforte
Misure lastra mm 186 × 162

Pittore ed incisore allievo di Agostino Carracci. Ha inciso circa 350 incisioni da Correggio, Raffaello e Lanfranco per la maggior parte con soggetti religiosi.
Il soggetto deriva da un dipinto di Agostino carracci in Palazzo Magnani a Bologna, l’incisone è ascritta da Bartsch fra gli intagli autografi di Badalocchio. Anche Flaminio Torri ha inciso questo soggetto (T.I.B. 40, 7 [217]), fatto che comprova la popolarità dell’invenzione del Carracci.
La scena rappresenta una lotta tra Pan e Eros. Mentre lo sfondo composto dalla vegetazione è descritto con l’uso di linee di tratteggio parallele, i due personaggi sono invece trattati con una tecnica quasi puntinata che crea degli efficacissimi effetti di chiaroscuro.

8 - Jusepe de Ribera (Jativa 1591 – Napoli 1652) Sileno ebbro

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8 - Jusepe de Ribera (Jativa 1591 – Napoli 1652)  Sileno ebbro

Acquaforte, bulino e puntasecca
Misure foglio mm 316 × 236

Si forma in Spagna con Ribalta poi viaggia in Italia per stabilirsi dal 1616 a Napoli adottando uno stile drammatico e intenso ricco di chiaroscuro e consapevole dei dettami caravaggeschi studiati durante il suo soggiorno a Roma. La sua opera incisa si concentra per lo più tra il 1620 e il 1628 e sebbene annoveri solo sedici acqueforti, alcune di queste sono veri e propri capolavori.
La tavola deriva da un dipinto del Ribera stesso eseguito nel 1626 e ora custodito a Capodimonte (Napoli) e rappresenta Sileno sdraiato comodamente mentre un satiro gli versa un calice di vino ed un altro gli pone sul capo una corona di vimini. Oltre a essere in controparte rispetto alla tela presenta alcune varianti sui personaggi che popolano i lati della composizione.

9 - Jusepe de Ribera (Jativa 1591 – Napoli 1652) San Gerolamo e l'angelo

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9 - Jusepe de Ribera (Jativa 1591 – Napoli  1652)  San Gerolamo e l'angelo

Acquaforte e bulino
Misure foglio mm 315 × 235

Il soggetto, più volte affrontato dall’autore e modello indiscusso per la pittura barocca, colloca San Gerolamo non più nello studio ma in esterno in un ambiente naturale e lo trasforma in testimone del giudizio finale.
Ottima impressione nel I/V stato, prima dell’aggiunta delle iniziali di F. V. Wyngaerde. Si nota qualche debolezza nell’impressione in corrispondenza dei ritocchi che contraddistinguono il terzo stato. Esemplare impresso su carta grigiastra come segnalato dal Brown per le impressioni migliori. Esemplare rifilato lungo la linea di contorno, foglio incollato su carta del secolo XVII, al verso numero di collezione non identificabile.

10 - Giovanni Benedetto Castiglione detto il Grechetto (Genova 1609 – Mantova 1665) L’ingresso degli animali nell’Arca.

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10 - Giovanni Benedetto Castiglione detto il Grechetto (Genova 1609 – Mantova 1665) L’ingresso degli animali nell’Arca.

Acquaforte
Misure lastra mm 206 × 403

Pittore e incisore, si forma a Genova presso lo Scorza, che con molta probabilità lo avvicina alla tecnica dell’incisione. Nel 1625 entra in contatto con Van Dyck, che soggiornava a Genova, subendone l’influsso.
Il Castiglione ha il grandissimo merito di essere stato tra i primi incisori in Italia ad aver restituito alla tecnica calcografica valore di opera autonoma. Egli è inoltre considerato l’inventore della tecnica del “Monotipo”.
Il soggetto è tipico e frequente nella produzione pittorica e grafica dell’autore. Si conservano in collezioni pubbliche dipinti, disegni ed incisioni che rielaborano il tema o qualche particolare di esso. (es. Genova, Accademia Ligustica; Louvre, cabinet des dessins, inv. 9444).

11 – Giovanni Benedetto Castiglione detto il Grechetto (Genova 1609 - Mantova 1665) Presunto ritratto del Bernini

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11 – Giovanni Benedetto Castiglione detto il Grechetto (Genova 1609 - Mantova 1665)  Presunto ritratto del Bernini

Presunto ritratto del Bernini

Acquaforte
misure lastra mm 189 × 138

Il foglio in esame è forse uno dei ritratti più intensi tra quelli della serie realizzata in incisione dal Grechetto. L’inquadratura frontale e lo sguardo deciso rivolto verso lo spettatore infondono al ritratto forza e suggeriscono un lavoro di abile introspezione psicologica.
Impressione eccellente del II/II stato dopo la cancellatura della scritta in basso a sinistra e con l’aggiunta dei ritocchi nella parte inferiore delle piume del cappello e nella scritta in alto a destra. Esemplare stampata su carta vergellata coeva. Eccellente stato di conservazione. Minimi margini.

12 - Bartolomeo Biscaino (Genova 1632 – Ivi 1657) Mosè salvato dalle acque

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12 - Bartolomeo Biscaino (Genova 1632 – Ivi 1657)  Mosè salvato dalle acque

Acquaforte
misure lastra mm 185 × 240

Pittore ed incisore formatosi presso il padre Giovanni Andrea, pittore di modesto talento. E’ stato alunno di Valerio Castello e ha guardato all’opera di G. B. Castiglione e Parmigianino subendone evidenti influssi. Le sue composizioni composte ed eleganti si contraddistinguono per un segno rapido e delicato. Del soggetto esiste un disegno preparatorio con diverse varianti conservato a Palazzo Rosso. L’artista ha affrontato più volte il tema, ci restano oggi due dipinti con il medesimo soggetto ma con una composizione differente. Esemplare in II/VIII stato con l’indirizzo di Daman (Bologna 1650 circa) ma prima di quello dei Remondini. Da notare che non si conoscono esemplari nel I/VIII stato citato solamente dallo Zani. Impressione eccellente, ben contrastata, foglio rifilato lungo la battuta della lastra. Ottimo stato di conservazione. Al verso a penna “Biscaino n 46”, probabilmente scritta di collezionista databile al secolo XVIII.

13 - Giovanni Giuseppe dal Sole (Bologna 1654 – Ivi 1719) L'invidia

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13 - Giovanni Giuseppe dal Sole (Bologna 1654 – Ivi 1719)  L'invidia

Acquaforte
Misure lastra mm 173 × 124

Pittore ed incisore allievo del padre Antonio, poi di Domenico Maria Canuti e del Pasinelli. Molto apprezzato in vita ha lavorato in Italia (Bologna, Parma, Lucca, Verona e Roma), in Inghilterra e in Polonia elaborando uno stile elegante attento ai particolari e al dettaglio paesaggistico quale sfondo delle composizioni. Bartsch illustra tre sue incisioni, Gori Gandellini ne cita cinque. Gli intagli derivano tutto da Lorenzo Pasinelli di cui Giuseppe o Gioseffo è stato allievo. Solo questa lastra deriva da un’idea di Guido Reni come si legge in basso a sinistra nell’inciso “Guid R. Inv. Del.” nell’esemplare pubblicato dal Bartsch illustrato. Tale derivazione potrebbe essere sostenuta dal fatto che anche in campo pittorico dal Sole nella seconda parte della sua carriera professionale abbandona il Pasinelli per rielaborare l’insegnamento di Guido Reni. Tuttavia è lo stesso Bartsch, nell’edizione del 1870 a dichiarare che in basso a sinistra nell’inciso si legge “G. N. Zanii del.” (non si sa quale sia l’esemplare esaminato dall’autore), quindi il soggetto deriverebbe da un’idea di Giovanni Battista Zani bolognese.Nel presente esemplare, infine, si legge “G. M. R. Inv. Del.”il che farebbe propendere per una derivazione da Reni.

LORENZO LOLI (Bologna, 1612 ca. – 1691) Cupido addormentato sotto una tenda

Secolo XVII
LORENZO LOLI  (Bologna, 1612 ca. – 1691)  Cupido addormentato sotto una tenda

Acquaforte
Lastra mm. 164 × 130

Pittore ed incisore allievo di Guido Reni e di Giovanni Andrea Sirani da cui spesso ha desunto i soggetti delle sue incisioni.
Buona impressione nello stato unico, foglio rifilato lungo l’impronta del rame, carta ingiallita, una macchia nell’angolo superiore destro del foglio e un piccolo foro sul ventre di cupido. L’incisione è applicata in antico su una pagina di album (databile al secolo XVIII) con altre cinque incisioni dello stesso autore ( T.I.B. 26, 24, 23, 21, 19).

Bibliografia: Bartsch, “Le Peintre Graveur”, vol. 19, pag. 91, n° 20; The Illustrated

LORENZO LOLI (Bologna, 1612 ca. – 1691) Baccanale di fanciulli

Secolo XVII
LORENZO LOLI (Bologna, 1612 ca. – 1691)  Baccanale di fanciulli

Acquaforte
Lastra mm. 179 × 129

Pittore ed incisore allievo di Guido Reni e di Giovanni Andrea Sirani da cui spesso ha desunto i soggetti delle sue incisioni.
La lastra non presenta né date né monogrammi.
Impressione eccellente nello stato unico, piccoli margini, carta ingiallita. L’incisione si presenta applicata in antico su una pagina di album (databile al secolo XVIII) con altre cinque incisioni dello stesso autore ( T.I.B. 26, 24, 21, 23, 19).

Bibliografia: Bartsch, “Le Peintre Graveur”, vol. 19, pag. 91, n° 21; The Illustrated
Bartsch, vol. 42, 21 (176).

Richie

LORENZO LOLI (Bologna, 1612 ca. – 1691) Cupido spezza il suo arco

Secolo XVII
LORENZO LOLI (Bologna, 1612 ca. – 1691)  Cupido spezza il suo arco

Acquaforte
Lastra mm. 186 × 142

Pittore ed incisore allievo di Guido Reni e di Giovanni Andrea Sirani da cui spesso ha desunto i soggetti delle sue incisioni.
Nell’angolo inferiore destro della lastra si legge la data di esecuzione dell’incisione 1640.
Impressione eccellente nello stato unico, foglio rifilato lungo l’impronta del rame, carta ingiallita. L’incisione si presenta applicata in antico su una pagina di album (databile al secolo XVIII) con altre cinque incisioni dello stesso autore ( T.I.B. 26, 24, 21, 20, 19).

Bibliografia: Bartsch, “Le Peintre Graveur”, vol. 19, pag. 91, n° 23; The Illustrated

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