Secolo XVII

Giuseppe Maria Mitelli (Bologna 1634- ivi 1718) Chi piglia l'anguilla per la coda...24

Giuseppe Maria Mitelli (Bologna 1634- ivi 1718) Chi piglia l'anguilla per la coda...24

Chi piglia l’anguilla per la coda, e la donna per la parola può dir che non tien niente.

acquaforte
misure: lastra 275 × 200 mm; foglio: 349 × 259 mm

Incisore e pittore, allievo del padre Agostino. Autore prolifico di oltre seicento incisioni, realizza opere di riproduzione e numerosi soggetti che commentano in chiave popolaresca fatti storici, temi morali e situazioni sociali (fra questi ultimi la serie più nota Le Arti per via, basata su un gruppo di disegni di Ann. Carracci).

Pietro del Po (Palermo 1610 – Napoli 1692) Venere sdraiata nella fucina di Vulcano

Pietro del Po (Palermo 1610 – Napoli 1692)  Venere sdraiata nella fucina di Vulcano

Acquaforte e bulino
Misure mm 191 × 292

Pittore e incisore attivo a Roma e Napoli. Ha inciso una trentina di soggetti derivate da artisti suoi coetanei. Il soggetto deriva da un disegno di Agostino Carracci conservato a Windsor Castle (inv 2302). Il disegno presenta caratteristiche stilistiche tali per cui è possibile ritenere sia stato concepito quale modello per una traduzione incisoria.
Esemplare nel secondo stato con le iscrizioni in basso a destra: Ago Carraci Inv: Petrus de Po’ Inci: Cum Pri: Xmi Reg:
Ottima impressione, piccoli margini. Perfetto stato di conservazione.

Stefano della Bella (Firenze 1610 – 1664) Giovane fauno su una roccia

Stefano della Bella (Firenze 1610 – 1664)  Giovane fauno su una roccia

Acquaforte
misure lastra mm 140 × 135; foglio mm 252 × 187

Incisore, scenografo e costumista, attivo presso la corte dei De Medici per i quali si è recato a Roma e a Parigi ottenendo commissioni e successi. Allievo di Cantagallina si è avvicinato prima allo stile di Callot per poi maturare un proprio linguaggio grafico frutto dei suoi viaggi e dei suoi studi.
Il soggetto in tondo è una scena d’arcadia come sovente l’autore ne incise. Un giovane fauno scende da una roccia per immergersi nelle acque di un fiume, più lontano un altro ne sta uscendo.

Stefano della Bella (Firenze 1610 – 1664) Paesaggio con soggetti di animali. Gruppo di fauni

Stefano della Bella (Firenze 1610 – 1664)  Paesaggio con soggetti di animali. Gruppo di fauni

Acquaforte
misure mm 141 × 137

Incisore, scenografo e costumista, attivo presso la corte dei De Medici per i quali si è recato a Roma e a Parigi ottenendo commissioni e successi. Allievo di Cantagallina si è avvicinato prima allo stile di Callot per poi maturare un proprio linguaggio grafico frutto dei suoi viaggi e dei suoi studi.
Il soggetto è una fantasiosa scena d’arcadia. Due satiri di cui uno visibilmente annoiato osservano il compagno mentre balla con un bimbo sulle spalle, una satiressa canta e suona un tamburello, al centro due giovanissimi fauni ballano.

Simone Cantarini Pesaro 1612 – Verona 1648 Sacra famiglia

Simone Cantarini  Pesaro 1612 – Verona 1648  Sacra famiglia

acquaforte
Misure lastra mm 130 × 82

Dopo la prima formazioen a Venezia, Cantarini si trasferisce a Bologna dove assimila la lezione classicheggiante di Guido Reni e si impratichisce nella tecnica incisoria. Attivo poi nelle Marche e a Roma, nel 1642 è nuovamente a Bologna. Tipico soggetto che l’autore affronta in formati e composizioni differenti. Delle sole figure del bambino e della Vergine si conosce un disegno a sanguigna che potrebbe essere inteso come preparatorio.
Esemplare nell’unico stato secondo Bellini, in basso a sinistra nell’inciso “S. C. da Pesaro fe.”.

Antoine Waterloo (Lille 1609 – Utrecht 1690) Alfeo e Aretusa

Antoine Waterloo (Lille 1609 – Utrecht 1690)  Alfeo e Aretusa

Acquaforte

Misure: lastra 290 × 243 mm, foglio 295 × 246 mm

Pittore e incisore fiammingo, Antoine Waterloo lavora ad Amsterdam, Leeuwarden e Maarssen, viaggiando anche lungo il Reno. Si distingue soprattutto per la produzione di numerosi paesaggi e vedute topografiche realizzati ad acquaforte.
La presente incisione rientra in particolare in una serie di sei acqueforti con scene tratte dalle Metamorfosi di Ovidio. La donna di spalle è infatti Aretusa, raffigurata mentre fugge dal giovane Alfeo (Met.

Felice Torelli (Verona 1667 – Bologna 1748) San Francesco stigmatizzato

Felice Torelli  (Verona 1667 – Bologna  1748)  San Francesco stigmatizzato

Penna bruna su tracce di sanguigna
Misure: foglio mm 185 × 140

Pittore si forma a Verona sotto Sante Prunati poi a Bologna con Gian Gioseffo dal Sole. E’ uno dei fondatori dell’Accademia Clementina. Il disegno è uno studio per il dipinto oggi conservato nel deposito della chiesa parrocchiale di Sant’agata a Montiano Cesena (Olio su tela, cm 130 × 90).

Hermensz Van Rjin Rembrandt (Leida 1606 - Amsterdam1669) Il pittore disegna la modella, 1639

Hermensz Van Rjin Rembrandt   (Leida 1606 - Amsterdam1669)  Il pittore disegna la modella, 1639

bulino, acquaforte, puntasecca
Misure lastra mm 231 × 180

Una delle incisioni più intriganti del grande artista olandese, che si cimenta nel classico tema dell’artista che ritrae la modella. Non si è a conoscenza del perchè Rembrandt decise di non portare a termine il lavoro ma questo aggiunge sicuramente fascino e mistero all’invenzione, oltre a fornire un documento eccezionale sul modo di lavorare dell’artista. Sono infatti ben visibili i veloci segni che andavano ad abbozzare le figure e gli oggetti.

Bartolomeo Biscaino (Genova 1632 - 1657) Natività con un angelo

Bartolomeo Biscaino (Genova 1632 - 1657)  Natività con un angelo

Acquaforte
Misure: lastra mm 393 × 28, foglio mm 480 × 30

Pittore ed incisore formatosi presso il padre Giovanni Andrea, pittore di modesto talento. E’ stato alunno a Genova di Valerio Castello e ha guardato all’opera di G.B. Castiglione e Parmigianino subendone evidenti influssi. Le sue composizioni composte ed eleganti si contraddistinguono per un segno soffice e rapido. Il soggetto si ispira alla pala d’altare di Castiglione conservata nella Chiesa di San Luca a Genova. L’attento uso della morsura definisce i volumi cromatici della composizione.

Stefano Della Bella (Firenze 1610 – ivi 1664) Clovis rapisce Clotilde, 1655

Stefano Della Bella  (Firenze 1610 – ivi 1664)  Clovis rapisce Clotilde, 1655

Acquaforte
Misure lastra mm 297 × 214

Incisione firmata in lastra in basso a sinistra “S D Bella”.
impressione eccellente, nitida e ben visibile al verso. Stato Unico.
Esemplare in perfetto stato di conservazione. Foglio con minimi margini, eccetto nel lato superiore dove è rifilato lungo la battuta.
Filigrana: “tre monti sovrastati da croce”. Simile a Briquet 11775 e 11778
Al verso timbro della collezione di J. K. Bronner (Lugt 307), noto collezionista di stampe.

Bibliografia: De Vesme n 211.

Richiesta: venduto (ut)

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