Secolo XVII

Antonio Calza (Verona 1653 – ivi 1725) Battaglia

Antonio Calza  (Verona 1653 – ivi 1725)  Battaglia

China colore seppia e tracce di matita
Misure mm 200 × 290

Si forma prima a Bologna con Carlo Cignani e poi a Roma sotto la guida del Borgognone. Visita per ragioni professionali Bologna, la Toscana, Milano, Venezia e Vienna. Si specializza nella rappresentazione di battaglie e nel genere del ritratto. Il suo operato è molto apprezzato e l’autore gode di una certa fama ragion per cui è eletto Membro d’Onore dell’Accademia Clementina di Bologna.
Il disegno raffigura una battaglia nel pieno del suo svolgimento.

Francesco Vaccaro (Bologna 1636 - 1687) Capriccio architettonico con fontana

Francesco Vaccaro (Bologna 1636 - 1687) Capriccio architettonico con fontana

Acquaforte originale
Misure lastra mm 129 × 174

Pittore e ornamentista barocco, allievo a Bologna del pittore Francesco Albani, si specializza nel paesaggio. Ha pubblicato un trattato sulla prospettiva illustrato da se medesimo. Il foglio è una delle dodici tavole ricordate dal Nagler che costituiscono la serie raffigurante architetture d’invenzione, fontane e rovine. Il numero della tavola in basso a destra non è leggibile perché non ben inchiostrato. Il British Museum possiede altre quattro tavole della serie (es.1896,1118.41) e le data al 1660-87.
Esemplare intonso, buoni margini.

Giacomo Piccinni Venezia 1617 – attivo fino al 1669) Satiressa che estrae una spina dal piede di un fauno sorretto da due satir

Giacomo Piccinni Venezia 1617 – attivo fino al 1669)  Satiressa che estrae una spina dal piede di un fauno sorretto da due satir

Bulino
Misure lastra mm 288 × 210

Incisore d’invenzione e di riproduzione. Ha lavorato molto per l’industria editoriale veneziana come illustratore e ritrattista. Molto richiesto ai suoi tempi ha pubblicato stampe sciolte con soggetti d’occasione o devozionali. Il soggetto deriva da un’idea di Bartholomeus Sprangers di cui si conoscono versioni dipinte e un bassorilievo in legno. Certo un foglio sciolto.

03 - Claude Gillot (Langres 1673 – Parigi 1722) Nouveaux desseins d'Arquebuserie

03 - Claude Gillot (Langres 1673 – Parigi 1722) Nouveaux desseins d'Arquebuserie

Bulino originale
Misure lastra mm 185 × 247

Pittore ed incisore francese appassionato della Commedia dell’Arte si è specializzato nella raffigurazione dei suoi personaggi, maestro di Antoine Watteau e Nicolas Lancret, è stato anche fantasioso e bizzarro disegnatore lasciando diverse serie di modelli decorativi per i più svariati usi (tappezzerie, costumi, cartigli, carrozze…).
Bella e non comune serie completa di cinque tavole più il frontespizio raffigurante elementi metallici decorativi per pistole e fucili.

Claes Jansz Visscher (Amsterdam 1586 – 1652) Currus Veliferi Illmi Mauritii Nassovii

Claes Jansz Visscher (Amsterdam 1586 – 1652)  Currus Veliferi Illmi Mauritii Nassovii

acquaforte
misure mm 430 × 565

L’immagine rappresenta un grande “carro a vela” progettato da Simon Stevin per il Principe Maurizio il quale amava finanziare invenzioni e nuovi progetti. In questo veicolo il Principe invitò a sedere 28 ambasciatori di paesi stranieri per poi far correre il mezzo che raggiunse la velocità massima di quaranta chilometri orari. L’esperimento ebbe luogo per commemorare la pace con la Spagna a seguito della “guerra degli ottant’anni” o “rivolta dei Paesi Bassi” che ne decretò l’indipendenza.

Bartolomeo Biscaino (Genova 1632 - 1657) Salomè con la testa di San Giovanni Battista

Bartolomeo Biscaino (Genova 1632 - 1657)  Salomè con la testa di San Giovanni Battista

Acquaforte (controprova)
misure foglio mm 194 × 165/163

Pittore ed incisore formatosi presso il padre Giovanni Andrea, pittore di modesto talento. E’ stato alunno di Valerio Castello e ha guardato all’opera di G.B. Castiglione e Parmigianino subendone evidenti influssi. Le sue composizioni composte ed eleganti si contraddistinguono per un segno rapido e delicato.
L’opera è una delle rarissime controprove tratte dall’incisione “Salomè con la testa di San Giovanni Battista”, gli unici altri esemplari conosciuti si trovano a Parma (Biblioteca Palatina) e Parigi (Louvre – Donazione Roth.

7 - Sisto Badalocchio (Parma 1585 – Bologna 1647 c.) Pan e Eros

Acquaforte
Misure lastra mm 186 × 162

Pittore ed incisore allievo di Agostino Carracci. Ha inciso circa 350 incisioni da Correggio, Raffaello e Lanfranco per la maggior parte con soggetti religiosi.
Il soggetto deriva da un dipinto di Agostino carracci in Palazzo Magnani a Bologna, l’incisone è ascritta da Bartsch fra gli intagli autografi di Badalocchio. Anche Flaminio Torri ha inciso questo soggetto (T.I.B. 40, 7 [217]), fatto che comprova la popolarità dell’invenzione del Carracci.
La scena rappresenta una lotta tra Pan e Eros. Mentre lo sfondo composto dalla vegetazione è descritto con l’uso di linee di tratteggio parallele, i due personaggi sono invece trattati con una tecnica quasi puntinata che crea degli efficacissimi effetti di chiaroscuro.

8 - Jusepe de Ribera (Jativa 1591 – Napoli 1652) Sileno ebbro

8 - Jusepe de Ribera (Jativa 1591 – Napoli 1652)  Sileno ebbro

Acquaforte, bulino e puntasecca
Misure foglio mm 316 × 236

Si forma in Spagna con Ribalta poi viaggia in Italia per stabilirsi dal 1616 a Napoli adottando uno stile drammatico e intenso ricco di chiaroscuro e consapevole dei dettami caravaggeschi studiati durante il suo soggiorno a Roma. La sua opera incisa si concentra per lo più tra il 1620 e il 1628 e sebbene annoveri solo sedici acqueforti, alcune di queste sono veri e propri capolavori.
La tavola deriva da un dipinto del Ribera stesso eseguito nel 1626 e ora custodito a Capodimonte (Napoli) e rappresenta Sileno sdraiato comodamente mentre un satiro gli versa un calice di vino ed un altro gli pone sul capo una corona di vimini. Oltre a essere in controparte rispetto alla tela presenta alcune varianti sui personaggi che popolano i lati della composizione.

9 - Jusepe de Ribera (Jativa 1591 – Napoli 1652) San Gerolamo e l'angelo

Acquaforte e bulino
Misure foglio mm 315 × 235

Il soggetto, più volte affrontato dall’autore e modello indiscusso per la pittura barocca, colloca San Gerolamo non più nello studio ma in esterno in un ambiente naturale e lo trasforma in testimone del giudizio finale.
Ottima impressione nel I/V stato, prima dell’aggiunta delle iniziali di F. V. Wyngaerde. Si nota qualche debolezza nell’impressione in corrispondenza dei ritocchi che contraddistinguono il terzo stato. Esemplare impresso su carta grigiastra come segnalato dal Brown per le impressioni migliori. Esemplare rifilato lungo la linea di contorno, foglio incollato su carta del secolo XVII, al verso numero di collezione non identificabile.

10 - Giovanni Benedetto Castiglione detto il Grechetto (Genova 1609 – Mantova 1665) L’ingresso degli animali nell’Arca.

10 - Giovanni Benedetto Castiglione detto il Grechetto (Genova 1609 – Mantova 1665) L’ingresso degli animali nell’Arca.

Acquaforte
Misure lastra mm 206 × 403

Pittore e incisore, si forma a Genova presso lo Scorza, che con molta probabilità lo avvicina alla tecnica dell’incisione. Nel 1625 entra in contatto con Van Dyck, che soggiornava a Genova, subendone l’influsso.
Il Castiglione ha il grandissimo merito di essere stato tra i primi incisori in Italia ad aver restituito alla tecnica calcografica valore di opera autonoma. Egli è inoltre considerato l’inventore della tecnica del “Monotipo”.
Il soggetto è tipico e frequente nella produzione pittorica e grafica dell’autore.

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