Maestri

Stefano della Bella (Firenze 1610 – 1664) Giovane fauno su una roccia

Stefano della Bella (Firenze 1610 – 1664)  Giovane fauno su una roccia

Acquaforte
misure lastra mm 140 × 135; foglio mm 252 × 187

Incisore, scenografo e costumista, attivo presso la corte dei De Medici per i quali si è recato a Roma e a Parigi ottenendo commissioni e successi. Allievo di Cantagallina si è avvicinato prima allo stile di Callot per poi maturare un proprio linguaggio grafico frutto dei suoi viaggi e dei suoi studi.
Il soggetto in tondo è una scena d’arcadia come sovente l’autore ne incise. Un giovane fauno scende da una roccia per immergersi nelle acque di un fiume, più lontano un altro ne sta uscendo.

Stefano della Bella (Firenze 1610 – 1664) Paesaggio con soggetti di animali. Gruppo di fauni

Stefano della Bella (Firenze 1610 – 1664)  Paesaggio con soggetti di animali. Gruppo di fauni

Acquaforte
misure mm 141 × 137

Incisore, scenografo e costumista, attivo presso la corte dei De Medici per i quali si è recato a Roma e a Parigi ottenendo commissioni e successi. Allievo di Cantagallina si è avvicinato prima allo stile di Callot per poi maturare un proprio linguaggio grafico frutto dei suoi viaggi e dei suoi studi.
Il soggetto è una fantasiosa scena d’arcadia. Due satiri di cui uno visibilmente annoiato osservano il compagno mentre balla con un bimbo sulle spalle, una satiressa canta e suona un tamburello, al centro due giovanissimi fauni ballano.

Albrecht Dürer (Norimberga 1471 - 1528) Ecce homo, 1509

Albrecht Dürer (Norimberga 1471 - 1528) Ecce homo, 1509

bulino
misure mm 115 × 72

Il soggetto appartiene alla serie di sedici nota come “passione incisa”, questo per distinguerla dalle serie sullo stesso tema intagliate da Dürer nel legno, dunque in silografia. Nella sequenza si tratta della tavola frontespizio. Si tratta di un’allegoria, di una presentazioni in sintesi di quello che è il brano evangelico. Minimale la descrizione della serena drammaticità del momento.

Giandomenico Tiepolo (Venezia 1727 - 1804) Fuga in Egitto

Giandomenico Tiepolo (Venezia 1727 - 1804) Fuga in Egitto

acquaforte e bulino
Misure lastra mm 188 × 107

Figlio di Giambattista Tiepolo si forma precocemente alla bottega del padre. Già da adolescente si dedica all’incisione affrontando tanto soggetti d’invenzione, quanto soggetti originalmente derivati da composizioni paterne. La serie di ventiquattro acqueforti sul tema della “fuga in Egitto”, realizzati fra il 1750 e il 1753 e dedicati a Würzburg al Principe-Vescovo von Greiffenklau, è considerato il suo capolavoro grafico.

LUIGI CONCONI (Milano 1852 - 1917) Ritratto di Tranquillo Cremona

 LUIGI CONCONI (Milano 1852 - 1917) Ritratto di Tranquillo Cremona

acquaforte e monotipo
Misure lastra mm 133 × 125, foglio

Architetto, pittore e acquerellista. Vivace protagonista della Scapigliatura milanese, affronta il ritratto, la scena storica e raffinati soggetti d’impronta simbolista. Prolifico incisore, insegnante al Politecnico è responsabile della formazione e della diffusione del mezzo incisorio fra i colleghi scapigliati che a lui si rivolgevano per consigli tecnici e per stampare le loro lastre.

Giovanni Fattori (Livorno 1825 – Firenze 1908) Passeggiata militare

Giovanni Fattori (Livorno 1825 – Firenze 1908)  Passeggiata militare

Acquaforte su lastra di zinco
Misure: lastra mm 198 × 144; foglio x

Pittore e incisore, dopo la prima formazione con Giuseppe Bezzuoli e presso l’Accademia d’arte di Firenze, matura un personale linguaggio che è cifra della scuola macchiaiola. La raffigurazione reale dei soggetti attraverso una personale raffigurazione della luce “a macchia”. Il ritratto, i soggetti militari ­ testimonianza dell’interesse verso i fatti risorgimentali ­ e gli scorci di vita vissuta sono i soggetti che impegnano Fattori.

Andrea Mantegna (Isola di Carturo 1431 - Mantova 1506) Baccanale con Sileno

Andrea Mantegna (Isola di Carturo 1431 -  Mantova 1506)  Baccanale con Sileno

Bulino e puntasecca
Misure mm 280 × 440 circa.

Si tratta di una delle sette incisioni ritenute di sicura mano del Mantegna, la prima dove l’autore impiega il “tratteggio incrociato”. Mantegna, in quanto sperimentatore e acuto osservatore, guarda e assimila la maniera di procedere di Antonio Pollaiolo e accentua l’effetto di chiaroscuro conferendo maggiore densità alla zona in ombra. La critica data l’esecuzione del rame agli anni fra il 1470 e il 1480. Stato unico.

Maestro ZBM (Nord Italia, metà sec. XVI) Pandora apre il vaso o Allegoria della luce

Maestro ZBM (Nord Italia, metà sec. XVI)  Pandora apre il vaso o Allegoria della luce

Acquaforte e bulino
Misure mm 372 × 240

La ricchezza della composizione ha da sempre fatto sì che catalogatori e storici dell’arte fornissero varie interpretazioni del soggetto. Dora e Erwin Panofsky propongono di vedere la cieca Pandora che, aprendo l’elaborata cassa in basso a sinistra, libera il Bene e il Male. Ripetuti sono i rimandi all’eterna lotta fra notte e giorno, buio e luce, ignoranza e intelligenza. Lucifero scende al buio verso gli inferi e Apollo sale verso il sole annunciando una nuova era.

Cherubino Alberti (Borgo San Sepolcro 1552 - Roma 1615) Impugnature ornamentali per coltelli

Cherubino Alberti  (Borgo San Sepolcro 1552 -  Roma 1615)   Impugnature ornamentali per coltelli

Bulino
Misure alla battuta mm 250 × 116

Pittore ed incisore secondogenito di una famiglia di artisti. Si forma a Roma nella bottega di Cornelis Cort per poi guardare al lavoro di Agostino Carracci degli Zuccari e del Villamena. In incisione riproduce sculture antiche, opere di Raffaello, Michelangelo e artisti contemporanei. Diventato Direttore dell’Accademia di San Luca, è oggi ricordato per affreschi in palazzi e chiese di Roma.
I soggetti derivano da invenzioni di Francesco Salviati (1510-63) di gusto mitologico e grottesco.

Cherubino Alberti (Borgo San Sepolcro 1552 - Roma 1615) Impugnature ornamentali per coltelli

Cherubino Alberti  (Borgo San Sepolcro 1552 -  Roma 1615)   Impugnature ornamentali per coltelli

Bulino
Misure alla battuta mm 250 × 116

Pittore ed incisore secondogenito di una famiglia di artisti. Si forma a Roma nella bottega di Cornelis Cort per poi guardare al lavoro di Agostino Carracci degli Zuccari e del Villamena. In incisione riproduce sculture antiche, opere di Raffaello, Michelangelo e artisti contemporanei. Diventato Direttore dell’Accademia di San Luca, è oggi ricordato per affreschi in palazzi e chiese di Roma.
I soggetti derivano da invenzioni di Francesco Salviati (1510-63) di gusto mitologico e grottesco.

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