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Giovanni Benedetto CASTIGLIONE (Genova 1609 - 1665) Circe con i compagni di Ulisse trasformati in animali, 1655

Giovanni Benedetto CASTIGLIONE (Genova 1609 - 1665)  Circe con i compagni di Ulisse trasformati in animali, 1655

Materia e tecnica: acquaforte
misure: foglio 282 × 422 mm; lastra 217 × 307 mm

Pittore e stimato incisore, specializzato nella tecnica dell’acquaforte e inventore della tecnica del monotipo,
specializzato in scene a soggetto biblico e mitologico, sempre affollate di animali Le sue pennellate sottili e incisive hanno i caratteri inquieti di un pittore alla ricerca di nuove soluzioni spaziali e formali.

Impressione eccellente, ben inchiostrata, stampata con leggera tonalità su carta vergellata priva di filigrana ottimo stato di conservazione, risalente alla fine del XVII sec.
Ampi margi

Giovanni Benedetto CASTIGLIONE (Genova 1609 - 1665) “Pastore a cavallo con cane che guida un greggie di pecore”, 1635-1640.

Giovanni Benedetto CASTIGLIONE (Genova 1609 - 1665)  “Pastore a cavallo con cane che guida un greggie di pecore”, 1635-1640.

Materia e tecnica: acquaforte
misure: foglio 192 × 256 mm; lastra 189 × 252 mm

Pittore e stimato incisore, specializzato nella tecnica dell’acquaforte e inventore della tecnica del monotipo,
specializzato in scene a soggetto biblico e mitologico, sempre affollate di animali Le sue pennellate sottili e incisive hanno i caratteri inquieti di un pittore alla ricerca di nuove soluzioni spaziali e formali.

impressione eccellente, nitida e ben inchiostrata, buono stato di conservazione.

Giovanni Benedetto CASTIGLIONE (Genova 1609 - 1665) Vecchio uomo barbuto con turbante piumato.

Giovanni Benedetto CASTIGLIONE (Genova 1609 - 1665) Vecchio uomo barbuto con turbante piumato.

Materia e tecnica: bulino, acquaforte
misure: foglio 213 × 133 mm; lastra 111 × 131 mm

Pittore e stimato incisore, specializzato nella tecnica dell’acquaforte e inventore della tecnica del monotipo,
specializzato in scene a soggetto biblico e mitologico, sempre affollate di animali Le sue pennellate sottili e incisive hanno i caratteri inquieti di un pittore alla ricerca di nuove soluzioni spaziali e formali.

Impressione eccellente dalla ricca inchiostratura, lastra firmata in alto a sinistra, dalla serie “Piccoli studi di teste all’orientale”,anni 1645 e 1650.
Esemplare della tiratur

FRANCISCO GOYA (Todos Aragon – 1746 – Bordeaux – 1828) Echan perros al toro.

FRANCISCO GOYA (Todos Aragon – 1746 – Bordeaux – 1828) Echan perros al toro.

misure: foglio 344 × 446 mm; lastra 249 × 354 mm;

Francisco Goya è una delle personalità più importanti dell’arte europea a cavallo tra XVIII e XIX secolo.

FRANCISCO GOYA (Todos Aragon – 1746 – Bordeaux – 1828) Muriò la Verdad

FRANCISCO GOYA (Todos Aragon – 1746 – Bordeaux – 1828)  Muriò la Verdad

misure: foglio 221 × 310 mm; lastra 174 × 214 mm;

Francisco Goya è una delle personalità più importanti dell’arte europea a cavallo tra XVIII e XIX secolo. Conosciuto soprattutto per la sua opera pittorica, egli è anche – o forse soprattutto – valentissimo e appassionato incisore caustico e violento nel segno e nella scelta dei soggetti, è considerato lo spartiacque fra arte moderna e contemporanea. 

Terza edizione, tavola n 79, anno 1903, tiratura di 100 copie per questa edizione, impressione eccellente.

Bibliografia: Harris n199 (pg 291)

Prezzo: €400

FRANCISCO GOYA (Todos Aragon – 1746 – Bordeaux – 1828) Por què?

FRANCISCO GOYA  (Todos Aragon – 1746 – Bordeaux – 1828) Por què?

misure: foglio 233 × 312 mm; lastra 150 × 225 mm;

Francisco Goya è una delle personalità più importanti dell’arte europea a cavallo tra XVIII e XIX secolo.

RAFFAELLO MORGHEN (Portici/Napoli – 1758 – Firenze – 1833) La poesia

RAFFAELLO MORGHEN (Portici/Napoli – 1758 – Firenze – 1833) La poesia

Materia e tecnica: bulino, acquaforte
Misure: foglio 374 × 283 mm; lastra 325 × 227 mm;

Incisore. Figlio di Filippo anche esso bulinista,
Raffaello ha studiato a Roma presso G.Volpato, in seguito ha operato a Firenze, ove nel 1793 aprì una scuola. Ha eseguito oltre 250 bulini di riproduzione, ammirati per i virtuosismi tecnici che ha saputo raggiungere. Di lui si ricorda in particolare L’ Ultima Cena tratta da Leonardo.

Tratto dal dipinto di Carlo Dolci, ritratto in prova i lavoro privo dell intaglio a chiaro scuro sulla veste e sul volto. Ottima impressione buoni margini.

RAFFAELLO MORGHEN (Portici/Napoli – 1758 – Firenze – 1833) Raffaello Sanzio

RAFFAELLO MORGHEN (Portici/Napoli – 1758 – Firenze – 1833) Raffaello Sanzio

Materia e tecnica: bulino, acquaforte
Misure: foglio 474 × 344 mm; lastra 307 × 220 mm;

Incisore. Figlio di Filippo anche esso bulinista,
Raffaello ha studiato a Roma presso G.Volpato, in seguito ha operato a Firenze, ove nel 1793 aprì una scuola. Ha eseguito oltre 250 bulini di riproduzione, ammirati per i virtuosismi tecnici che ha saputo raggiungere. Di lui si ricorda in particolare L’ Ultima Cena tratta da Leonardo.

Esemplare avante tutte le lettere completo della parte incisa. Ottima impressione, ampi margini.

RAFFAELLO MORGHEN (Portici/Napoli – 1758 – Firenze – 1833) Francesco Petrarca

RAFFAELLO MORGHEN (Portici/Napoli – 1758 – Firenze – 1833) Francesco Petrarca

Materia e tecnica: bulino, acquaforte
Misure: foglio 410 × 309 mm; lastra 325 × 230 mm;

Incisore. Figlio di Filippo anche esso bulinista,
Raffaello ha studiato a Roma presso G.Volpato, in seguito ha operato a Firenze, ove nel 1793 aprì una scuola. Ha eseguito oltre 250 bulini di riproduzione, ammirati per i virtuosismi tecnici che ha saputo raggiungere. Di lui si ricorda in particolare L’ Ultima Cena tratta da Leonardo. Il soggetto deriva da un disegno di Pietro Ermini.

RAFFAELLO MORGHEN (Portici/Napoli – 1758 – Firenze – 1833) Francesco Petrarca

RAFFAELLO MORGHEN (Portici/Napoli – 1758 – Firenze – 1833) Francesco Petrarca

Materia e tecnica: bulino, acquaforte
Misure: foglio 527 × 372 mm; lastra 330 × 234 mm;

Incisore. Figlio di Filippo anche esso bulinista,
Raffaello ha studiato a Roma presso G.Volpato, in seguito ha operato a Firenze, ove nel 1793 aprì una scuola. Ha eseguito oltre 250 bulini di riproduzione, ammirati per i virtuosismi tecnici che ha saputo raggiungere. Di lui si ricorda in particolare L’ Ultima Cena tratta da Leonardo. Il soggetto deriva da un disegno di Pietro Ermini.

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