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Luigi Colombo detto Fillia (Revello CN 1904 – Torino 1936) Nudo meccanico

Luigi Colombo detto Fillia (Revello CN 1904 – Torino 1936) Nudo meccanico

China su carta
Misure foglio 290 × 230

Pittore e poeta italiano, prese lo pseudonimo dal cognome della madre, animatore e leader del secondo futurismo sul territorio torinese. Teorico inizialmente molto attivo nel teatro e nell’editoria (Poesia proletaria, 1922) si avvicina presto all’aeropittura astratta fino a trovare un proprio linguaggio in quella che chiama figurazione cosmica.
Raro esempio della prima, più intellettuale e internazionale attività di Fillia.

Stefano della Bella (Firenze 1610 – 1664) Giovane fauno su una roccia

Stefano della Bella (Firenze 1610 – 1664)  Giovane fauno su una roccia

Acquaforte
misure lastra mm 140 × 135; foglio mm 252 × 187

Incisore, scenografo e costumista, attivo presso la corte dei De Medici per i quali si è recato a Roma e a Parigi ottenendo commissioni e successi. Allievo di Cantagallina si è avvicinato prima allo stile di Callot per poi maturare un proprio linguaggio grafico frutto dei suoi viaggi e dei suoi studi.
Il soggetto in tondo è una scena d’arcadia come sovente l’autore ne incise. Un giovane fauno scende da una roccia per immergersi nelle acque di un fiume, più lontano un altro ne sta uscendo.

Stefano della Bella (Firenze 1610 – 1664) Paesaggio con soggetti di animali. Gruppo di fauni

Stefano della Bella (Firenze 1610 – 1664)  Paesaggio con soggetti di animali. Gruppo di fauni

Acquaforte
misure mm 141 × 137

Incisore, scenografo e costumista, attivo presso la corte dei De Medici per i quali si è recato a Roma e a Parigi ottenendo commissioni e successi. Allievo di Cantagallina si è avvicinato prima allo stile di Callot per poi maturare un proprio linguaggio grafico frutto dei suoi viaggi e dei suoi studi.
Il soggetto è una fantasiosa scena d’arcadia. Due satiri di cui uno visibilmente annoiato osservano il compagno mentre balla con un bimbo sulle spalle, una satiressa canta e suona un tamburello, al centro due giovanissimi fauni ballano.

Placido Fabris (Pieve d'Alpago 1802 - Venezia 1859) Fetonte sale sul carro di Apollo/Febo e Dafne

Placido Fabris (Pieve d'Alpago 1802 - Venezia 1859)  Fetonte sale sul carro di Apollo/Febo e Dafne

disegno a penna
Misure foglio 180 × 225

Pittore precoce si forma con T. Matteini e M. Grigoletti all’Accademia di Venezia. Il ritratto fu il soggetto che più gli fu congeniale, ebbe larga fama in patria e fin tanto da ottenere una commessa dallo Zar Nicola I. Artista dal linguaggio internazionale fra neoclassicismo e romanticismo inglese, restauratore, instancabile viaggiatore (Venezia, Trieste, Milano, Londra) e irrequieto artista.

Giuseppe Cammarano (Sciacca 1766 – Napoli 1850) Studio per un Aiace

Giuseppe Cammarano (Sciacca 1766 – Napoli 1850)  Studio per un Aiace

Disegno a penna su carta vergellata
Misure foglio mm 200/205 × 140

Giuseppe Cammarano è un artista poliedrico poeta, attore e scenografo per il Teatro San Carlo di Napoli, si è formato a Napoli sotto Fedele Fischetti. Protagonista di una rapida e brillante carriera, lavora come frescante (palazzo reale di Napoli e reggia di Caserta) e ritrattista per la famiglia reale dei Borbone dai quali, grazie all’incoraggiamento di J. P.

Primo Conti (Firenze 1900 – Fiesole 1988) Scomposizione dinamica di una figura

Primo Conti (Firenze 1900 – Fiesole 1988)  Scomposizione dinamica di una figura

disegno a matita
Misure foglio 200 × 110

Pittore ed artista poliedrico, compositore, poeta, scrittore e scenografo. Precoce seguace del movimento futurista di cui visita la Prima esposizione a Firenze nel 1913 organizzata da “Lacerba” e fondatore nel 1917 del Gruppo Futurista Fiorentino. Dotato di vivacità intellettuale rapidamente conosce i maggiori esponenti delle avanguardie storiche internazionali. Espone con il gruppo Novecento e dal 1941 è titolare della cattedra di Pittura presso l’Accademia di Belle Arti a Firenze.

Simone Cantarini Pesaro 1612 – Verona 1648 Sacra famiglia

Simone Cantarini  Pesaro 1612 – Verona 1648  Sacra famiglia

acquaforte
Misure lastra mm 130 × 82

Dopo la prima formazioen a Venezia, Cantarini si trasferisce a Bologna dove assimila la lezione classicheggiante di Guido Reni e si impratichisce nella tecnica incisoria. Attivo poi nelle Marche e a Roma, nel 1642 è nuovamente a Bologna. Tipico soggetto che l’autore affronta in formati e composizioni differenti. Delle sole figure del bambino e della Vergine si conosce un disegno a sanguigna che potrebbe essere inteso come preparatorio.
Esemplare nell’unico stato secondo Bellini, in basso a sinistra nell’inciso “S. C. da Pesaro fe.”.

Albrecht Dürer (Norimberga 1471 - 1528) Ecce homo, 1509

Albrecht Dürer (Norimberga 1471 - 1528) Ecce homo, 1509

bulino
misure mm 115 × 72

Il soggetto appartiene alla serie di sedici nota come “passione incisa”, questo per distinguerla dalle serie sullo stesso tema intagliate da Dürer nel legno, dunque in silografia. Nella sequenza si tratta della tavola frontespizio. Si tratta di un’allegoria, di una presentazioni in sintesi di quello che è il brano evangelico. Minimale la descrizione della serena drammaticità del momento.

Albrecht Dürer (Norimberga 1471 - 1528) Ecce homo, 1512

Albrecht Dürer (Norimberga 1471 - 1528) Ecce homo, 1512

bulino
misure mm 116 × 74
Il soggetto appartiene alla serie di sedici nota come “passione incisa”, questo per distinguerla dalle serie sullo stesso tema intagliate da Dürer nel legno, dunque in silografia. Nella sequenza si tratta della tavola numero otto. L’autore dimostra grande padronanza nella costruzione della composizione complessa ma chiara e risolta tramite un ritmico susseguirsi di piani quasi accavallati che, da sinistra a destra e poi in profondità, descrivono l’azione.

Giandomenico Tiepolo (Venezia 1727 - 1804) Fuga in Egitto

Giandomenico Tiepolo (Venezia 1727 - 1804) Fuga in Egitto

acquaforte e bulino
Misure lastra mm 188 × 107

Figlio di Giambattista Tiepolo si forma precocemente alla bottega del padre. Già da adolescente si dedica all’incisione affrontando tanto soggetti d’invenzione, quanto soggetti originalmente derivati da composizioni paterne. La serie di ventiquattro acqueforti sul tema della “fuga in Egitto”, realizzati fra il 1750 e il 1753 e dedicati a Würzburg al Principe-Vescovo von Greiffenklau, è considerato il suo capolavoro grafico.

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