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LUIGI CONCONI (Milano 1852 - 1917) Ritratto di Tranquillo Cremona

 LUIGI CONCONI (Milano 1852 - 1917) Ritratto di Tranquillo Cremona

acquaforte e monotipo
Misure lastra mm 133 × 125, foglio

Architetto, pittore e acquerellista. Vivace protagonista della Scapigliatura milanese, affronta il ritratto, la scena storica e raffinati soggetti d’impronta simbolista. Prolifico incisore, insegnante al Politecnico è responsabile della formazione e della diffusione del mezzo incisorio fra i colleghi scapigliati che a lui si rivolgevano per consigli tecnici e per stampare le loro lastre.

Giovanni Battista Quadrone (Mondovì 1844 – Torino 1898) In attenzione

Giovanni Battista Quadrone (Mondovì  1844 – Torino 1898) In attenzione

Acquaforte e velature
Misure lastra mm 100 x 143

Pittore ed incisore dal talento precoce. Si forma presso l’Accademia Albertina di Torino e già espone nel 1863. Si dedica al paesaggio piemontese e sardo e al quadro di costume con un innovativo taglio fra il romantico e il verista. La passione per la caccia traspare nei dipinti e nelle poche ma abili incisioni; è proprio il tema venatorio a sancire il successo dell’artista. Opera incisa nel 1870, firmata in lastra in basso a sinistra sotto il soggetto con il monogramma e per esteso.

Anonimo (Roma inizio sec. XVII) Cristo flagellato

Anonimo (Roma inizio sec. XVII)  Cristo flagellato

Bulino
Misure mm 143 × 182

La medesima affascinante composizione è stata incisa in dimensioni ben maggiori da Battista Franco (TIB 32.166.10) e successivamente in un intaglio molto simile da Martino Rota nel 1568 (. In basso a sinistra la scritta Titianus Inv. che ascriverebbe l’invenzione del soggetto al pittore Tiziano Vecellio. Tuttavia studi recenti dimostrano che l’invenzione del soggetto è da ricondurre a Battista Franco stesso (in Le Siecle de Titien, gravures venitiennes de la Renaissance, si veda la scheda di Gert van der Sman cat. IV.13; p.

Giovanni Fattori (Livorno 1825 – Firenze 1908) Passeggiata militare

Giovanni Fattori (Livorno 1825 – Firenze 1908)  Passeggiata militare

Acquaforte su lastra di zinco
Misure: lastra mm 198 × 144; foglio x

Pittore e incisore, dopo la prima formazione con Giuseppe Bezzuoli e presso l’Accademia d’arte di Firenze, matura un personale linguaggio che è cifra della scuola macchiaiola. La raffigurazione reale dei soggetti attraverso una personale raffigurazione della luce “a macchia”. Il ritratto, i soggetti militari ­ testimonianza dell’interesse verso i fatti risorgimentali ­ e gli scorci di vita vissuta sono i soggetti che impegnano Fattori.

Antoine Waterloo (Lille 1609 – Utrecht 1690) Alfeo e Aretusa

Antoine Waterloo (Lille 1609 – Utrecht 1690)  Alfeo e Aretusa

Acquaforte

Misure: lastra 290 × 243 mm, foglio 295 × 246 mm

Pittore e incisore fiammingo, Antoine Waterloo lavora ad Amsterdam, Leeuwarden e Maarssen, viaggiando anche lungo il Reno. Si distingue soprattutto per la produzione di numerosi paesaggi e vedute topografiche realizzati ad acquaforte.
La presente incisione rientra in particolare in una serie di sei acqueforti con scene tratte dalle Metamorfosi di Ovidio. La donna di spalle è infatti Aretusa, raffigurata mentre fugge dal giovane Alfeo (Met.

Paolo Caronni (Monza 1779 – Milano 1842)

Paolo Caronni (Monza 1779 – Milano 1842)

Paolo Caronni
Monza 1779 – Milano 1842

1. Europa in riva ad un fiume raggiunta da Venere che tiene per mano Cupido
2.Le compagne di Europa pongono ghirlande sul toro
3.Europa siede in groppa al toro
4. Il toro rapisce Europa nel mare mentre le compagne sulla riva piangono desolate

Acquaforte
Misure mm 725 × 520

Incisore specializzato in bulini di riproduzione formatosi presso l’accademia di Brera a Milano intorno alle atmosfere e alle armonie del Prof. Giuseppe Longhi.

Crispijn de Passe de Oude (Arnemuiden 1565 ca. – Utrecht 1637) Tactus. Novembre, Dicembre

Crispijn de Passe de Oude (Arnemuiden 1565 ca. – Utrecht 1637)  Tactus. Novembre, Dicembre

bulino

Misure: lastra 179 × 232 mm, foglio 250 × 316 mm

Artista fiammingo, conosciuto anche col nome di Crispijn van de Passe o Crispianus Passeus, fu capostipite di una famiglia di incisori e svolse attività di editore. Fu probabilmente un allievo di D. V.

Baldassarre Calamai (Firenze 1797 – ivi 1851) La follia di Aiace

Baldassarre Calamai   (Firenze 1797 – ivi 1851)    La follia di Aiace

Penna e china color seppia e acquerello grigio
Misure mm 230 × 296

Pittore molto lodato in vita, si forma all’Accademia di Firenze sotto la guida di Pietro Benvenuti. Nel 1824 vince il pensionato a Roma. Da quel momento in poi il suo gusto si allontana progressivamente dal linguaggio neoclassico, sia per stile che per tematiche, avvicinandosi maggiormente ai soggetti medievali e storici. Calamai risulta essere autore molto raro.

Jean-Francois Millet (Gréville 1814 – Barbizon 1875) La Bouille, 1861

Jean-Francois Millet   (Gréville 1814 – Barbizon 1875)  La Bouille, 1861

Acquaforte
Misure lastra mm 185 × 157

Pittore e incisore. E’ figlio di contadini. Dopo aver manifestato una certa predisposizione per il disegno, all’età di diciannove anni inizia a prendere lezioni da un pittore senza però trascurare il lavoro di famiglia. Grazie alla vincita di una borsa di studio si reca a Parigi per frequentare l’Ecole des Beaux-Arts sotto la giuda di Paul Delaroche.
Nel ’47 partecipa al Salon.

Marco Marchetti detto Marco da Faenza (Faenza 1528 ca – ivi 1588) Studio per la figura di un Vescovo

Marco Marchetti detto Marco da Faenza  (Faenza 1528 ca – ivi 1588)  Studio per la figura di un Vescovo

Penna e acquerello color seppia

Misure mm 139 × 119

Pittore e frescante specializzato in grottesche. Non si hanno notizie sulla sua formazione iniziale che con molta probabilità avviene nella città di nascita. Alcune fonti riferiscono della sua presenza a Roma già nella seconda metà degli anni ’40 a seguito del faentino Giacomo Bertucci, maestro di Taddeo Zuccari. Certamente Marco lavora nella capitale nel 1553 alle dipendenze del Cardinale Giovanni Ricci, per il quale realizza un fregio con le “Storie di Ulisse”.

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