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Felice Torelli (Verona 1667 – Bologna 1748) San Francesco stigmatizzato

Felice Torelli  (Verona 1667 – Bologna  1748)  San Francesco stigmatizzato

Penna bruna su tracce di sanguigna
Misure: foglio mm 185 × 140

Pittore si forma a Verona sotto Sante Prunati poi a Bologna con Gian Gioseffo dal Sole. E’ uno dei fondatori dell’Accademia Clementina. Il disegno è uno studio per il dipinto oggi conservato nel deposito della chiesa parrocchiale di Sant’agata a Montiano Cesena (Olio su tela, cm 130 × 90).

Cesare Biseo (Roma 1843 – Londra 1909) Strada al Cairo

Cesare Biseo (Roma 1843 – Londra 1909)  Strada al Cairo

acquaforte pura
Misure: battuta mm 300 × 208

Pittore ed illustratore, fu allievo del padre Giovanni Battista. Allievo di Fortuny, dopo un soggiorno parigino fu chiamato dal Vicerè d’Egitto per decorare il palazzo reale d’Alessandria. In seguito a tale soggiorno si recò sempre più spesso in Oriente traendone ispirazione per i soggetti dei suoi dipinti. La produzione incisoria è di ottima qualità benché si limiti ad una decina di lastre (Davoli, p 6).

Paolo Troubetzkoy (Intra 1866 – Pallanza 1938) Ritratto di Giovanni Torelli 1896

Paolo Troubetzkoy  (Intra 1866 – Pallanza 1938)  Ritratto di Giovanni Torelli 1896

Grafite su carta
Misure mm 236 × 134

Il Principe Paolo Troubetzkoy nasce a Intra, vicino al Lago Maggiore. Il padre, Pierre Troubetzkoy, era un diplomatico russo. La madre, Ada Winans, era invece pianista.
In giovane età frequenta per un breve periodo gli studi di importanti personalità artistiche quali Giuseppe Grandi ed Ernesto Bazzaro. Entrambi facenti parte della cultura “Scapigliata” lombarda.

FRANCISCO GOYA Y LUCIENTES (Fuendetodos 1746 - Bordeaux 1828) Disparate Volante, 1815

FRANCISCO GOYA Y LUCIENTES  (Fuendetodos 1746 - Bordeaux 1828)  Disparate Volante, 1815

Acquaforte e acquatinta
misure lastra mm 246 × 351, foglio mm 340 × 490

Francisco Goya è una delle personalità più importanti dell’arte europea a cavallo tra XVIII e XIX secolo. Conosciuto soprattutto per la sua opera pittorica, egli è anche – o forse soprattutto – valentissimo e appassionato incisore caustico e violento nel segno e nella scelta dei soggetti, è considerato lo spartiacque fra arte moderna e contemporanea.

Enea Vico (Parma 1523 – Ferrara 1567) Scena di sacrificio

Enea Vico (Parma 1523 – Ferrara 1567) Scena di sacrificio

Bulino
Misure: foglio mm 162 × 141

Incisore e scrittore italiano attivo a Roma e Firenze. Ha inciso circa cinquecento bulini di riproduzione dall’antico a dai maestri del Rinascimento toscano e veneto. La sua opera, spesso raccolta in serie tematiche, ha contribuito sensibilmente alla diffusione della cultura antiquaria. Soggetto affascinante ed enigmatico, nello stile e nella composizione un ottimo esempio della cultura manierista.

Hermensz Van Rjin Rembrandt (Leida 1606 - Amsterdam1669) Il pittore disegna la modella, 1639

Hermensz Van Rjin Rembrandt   (Leida 1606 - Amsterdam1669)  Il pittore disegna la modella, 1639

bulino, acquaforte, puntasecca
Misure lastra mm 231 × 180

Una delle incisioni più intriganti del grande artista olandese, che si cimenta nel classico tema dell’artista che ritrae la modella. Non si è a conoscenza del perchè Rembrandt decise di non portare a termine il lavoro ma questo aggiunge sicuramente fascino e mistero all’invenzione, oltre a fornire un documento eccezionale sul modo di lavorare dell’artista. Sono infatti ben visibili i veloci segni che andavano ad abbozzare le figure e gli oggetti.

Antonio Fontanesi Reggio Emilia 1818 – Torino 1882 Londra: l'Abbazia di Westminster con la Torre Vittoria della Camera dei Lord

Antonio Fontanesi Reggio Emilia 1818 – Torino 1882  Londra: l'Abbazia di Westminster con la Torre Vittoria della Camera dei Lord

Disegno a matitta
misure mm 208 × 149

Pittore, litografo ed incisore piemontese, si è trasferito a Ginevra per imparare la tecnica litografica da Alexandre Calame. Per tale ragione i primi suoi lavori sono stati eseguiti nella città svizzera grazie a committenze locali e raffigurano scorci della città o vedute lacustri. Artista romantico ha viaggiato e esposto fra Parigi, Londra e Tokyo della cui locale Scuola di Belle Arti ha occupato la cattedra di pittura.
Trattasi del disegno preparatorio per il clichè-verre facente parte dell’album “Sketches of London by A.

Giovanni Fattori (Livorno 1825 - Firenze 1908) Cavallo che si impenna al campo

Giovanni Fattori (Livorno 1825 - Firenze 1908) Cavallo che si impenna al campo

Acquaforte
Misure lastra mm 360 × 296; foglio mm 410 × 330

Splendida impressione benché non omogenea. Prova di stampa con effetto di inchiostrazione a definire i vari piani della composizione. Più scura e con velatura in primo piano e più leggera a degradare verso lo sfondo, cielo lasciato volutamente bianco. Un effetto certamente voluto da Fattori stesso e perciò con il sapore della sperimentazione. Carta a mano con tramatura tipo tessuto. Buoni margini e qualche cedimento rinforzato in corrispondenza della battuta. Tracce di firma “G. F.” autografa a matita in basso a destra.

Bartolomeo Biscaino (Genova 1632 - 1657) Natività con un angelo

Bartolomeo Biscaino (Genova 1632 - 1657)  Natività con un angelo

Acquaforte
Misure: lastra mm 393 × 28, foglio mm 480 × 30

Pittore ed incisore formatosi presso il padre Giovanni Andrea, pittore di modesto talento. E’ stato alunno a Genova di Valerio Castello e ha guardato all’opera di G.B. Castiglione e Parmigianino subendone evidenti influssi. Le sue composizioni composte ed eleganti si contraddistinguono per un segno soffice e rapido. Il soggetto si ispira alla pala d’altare di Castiglione conservata nella Chiesa di San Luca a Genova. L’attento uso della morsura definisce i volumi cromatici della composizione.

Giovanni Boldini (Ferrara 1842 – Parigi 1931) Autoritratto, 1890

Giovanni Boldini  (Ferrara  1842 – Parigi 1931)  Autoritratto, 1890

acquaforte e rotella con rinforzi a puntasecca
misure lastra mm 118 × 81, foglio mm 300 × 235

Il bell’autoritratto, eseguito all’età di quarantotto anni, mostra un Boldini nel pieno della propria attività che con lo sguardo determinato fissa intensamente lo spettatore.
Il foglio appartiene alla tiratura Prandi del 1968 a cura di Alberto Manfredi e realizzata per essere inserita nelle prime 100 copie del volume “Giovanni Boldini. L’opera incisa”, 1970, a cura di Dino Prandi. Esiste inoltre una precedente tiratura di appena quattro esemplari eseguita nel 1934 da Delatre.

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