Stampe decorative, Vedute e mappe, Secolo XIX, Secolo XX, Secolo XVIII, Secolo XVII, Stampe religiose, Maestri, Secolo XVI, Disegni, Uncommon prints

Bruno Croatto (Trieste 1875 - Roma 1948)

Bruno Croatto (Trieste 1875 - Roma 1948)

Acquaforte a colori
Misure mm 240 × 228, foglio mm 345 × 314

Pittore ed incisore si forma a Trieste presso l’Imperial Scuola industriale dello Stato, poi a Monaco di Baviera presso l’accademia di Belle Arti. Sensibile alle istanze dell’impressionismo tedesco è attento alla luce e alle variazioni atmosferiche della natura, conosce il simbolismo mitteleuropeo mescolandolo con la monumentalità e preziosità della pittura veneziana rinascimentale. Trasferitosi a Roma nel primo decennio del Novecento diventa raffinato protagonista della scena artistica di matrice estetico-letteraria.

Giulio Pippi detto Giulio Romano (Roma 1492 o 1499 – Mantova 1546) Il vecchio cane e il cacciatore

Giulio Pippi detto Giulio Romano (Roma 1492 o 1499 – Mantova 1546)  Il vecchio cane e il cacciatore

Penna e inchiostro seppia su tracce di pietra nera
Misure mm 224 × 144

Pittore, frescante e architetto. E’ stato il più grande collaboratore di Raffaello, nonché suo erede.
L’ingresso nella bottega dell’urbinate si colloca tra il 1508 e il 1516. In breve tempo Giulio assume grande autorità, supervisionando e partecipando direttamente alla realizzazione delle Logge Vaticane. In particolare quelle di Leone X e nella stanza dell’Incendio.

Giulio Bonasone (Bologna 1498 - Roma 1580) Diana e Atteone

Giulio Bonasone (Bologna 1498 - Roma 1580) Diana e Atteone

Bulino
Misure foglio mm

Il soggetto deriva dal testo delle Metamorfosi di Ovidio (III, 155). L’autore rappresenta contemporaneamente due momenti del mito. Il momento in cui Atteone viene allontanato dalle ninfe di Diana e inizia a tramutarsi in cervo quale punizione per aver osato guardare la dea Diana nuda. Il momento successivo, in secondo piano a sinistra, in cui Atteone-cervo diviene preda della sua stessa muta di cani da caccia. Tema affrontato anche da Parmigianino, Luca Penni e Primaticcio.

Giandomenco Tiepolo (Venezia 1696 – Madrid 1770) I venti o Diana e Eolo

Giandomenco Tiepolo (Venezia 1696 – Madrid 1770)  I venti o Diana e Eolo

Acquaforte e bulino
misure lastra mm 397 × 231, foglio mm 460 × 290

Pittore, frescante e abile incisore, si forma sotto gli insegnamenti del padre Gianbattista, diventandone il più fidato aiutante e assimilandone lo stile. Riceve tuttavia importanti incarichi che porta a termine personalmente a Venezia, Würzburg, Brescia, Udine, Madrid e in alcune delle cosiddette Ville venete.
Esordisce in campo acquafortistico trasponendo in incisione la “Via Crucis” da lui eseguita per la chiesa di San Polo a Venezia. Esegue diverse acqueforti riproducendo alcuni dipinti del padre.

Antonio Fontanesi (Reggio Emilia 1818 – Torino 1882) Mucca in piedi - Standing cow

Antonio Fontanesi (Reggio Emilia 1818 – Torino 1882)  Mucca in piedi - Standing cow

Acquaforte
Mis. lastra mm 77 × 102, foglio mm 130 × 212

Dopo la formazione presso l’Accademia di Belle Arti a Reggio Emilia e i primi lavori per la città, si accorge insofferente all’ambiente provinciale. Tanto per ragioni professionali, quanto per aderire alla ventata di novità portata dalle speranze insite nei movimenti risorgimentali, si arruola nel 1848 con Garibaldi. Presto esule a Lugano si trasferisce definitivamente nel 1850 a Ginevra per confrontarsi con gli insegnamenti di Alexandre Calame, dimostrando grande abilità nel disegno a carboncino.

Giovanni Antonio Canal detto Il Canaletto (Venezia 1697 – ivi 1768) Il mercato al Dolo

Giovanni Antonio Canal detto Il Canaletto  (Venezia 1697 – ivi 1768)  Il mercato al Dolo

Acquaforte
misure lastra mm x 143 × 208, foglio mm 156 × 224

Pittore disegnatore e incisore, è considerato il più importante vedutista veneziano di tutti i tempi. Viene inizialmente avviato dal padre alla professione di scenografo. Nel 1719 si stabilisce a Roma, ove rimane per due anni subendo l’influenza di Gaspar Van Wittel e realizzando diversi disegni con vedute romane. Una volta tornato a Venezia prende contatto con il mercante-collezionista Joseph Smith. Tra i due nascerà un proficuo rapporto professionale.

Giuseppe De Nittis (Barletta 1846 - Saint Germain en Laye 1884) La danseuse Holoke Go Zen

Giuseppe De Nittis (Barletta 1846 - Saint Germain en Laye 1884)  La danseuse Holoke Go Zen

Acquaforte e rotella
Misure lastra mm 213 × 285, foglio mm 523 × 358

Si tratta di uno dei migliori esempi delle capacità tecniche dell’artista, l’uso della rotella e di punte di differente spessore permette di ottenere morbidi passaggi cromatici, vibranti effetti di luce e una squillante definizione del soggetto. L’esistenza di tre stati (prove di stampa) – prima dell’edizione definitiva – è la dimostrazione della ricerca cromatica condotta dall’autore.

Domenico Morelli (Napoli 1826 – ivi 1901) Ritratto di soldato berbero (?)

Domenico Morelli  (Napoli 1826 – ivi 1901)  Ritratto di soldato berbero (?)

Penna color seppia e acquerello verdino

Misure foglio mm 480 × 307

Pittore e frescante. A soli dieci anni inizia a frequentare l’Accademia di Belle Arti di Napoli. I primi lavori della maturità aderiscono ai temi romantici, ispirati per esempio alla letteratura di Byron o ai temi storici, come il bel dipinto “Torquato Tasso legge la Gerusalemme Liberata a Eleonora d’Este. Nel 1848, recatosi a Roma per affinare gli studi, decide di prender parte ai moti che agitano la città. Incarcerato, viene rilasciato poco dopo.

Giovanni Battista Franco detto Il Semolei (Venezia 1498 – ivi 1561) Allegoria della Saggezza(?)

Giovanni Battista Franco detto Il Semolei  (Venezia 1498 – ivi 1561)  Allegoria della Saggezza(?)

Bulino
misure lastra mm 209 × 195

Pittore, disegnatore e incisore. Comincia a dedicarsi all’arte fin dalla tenera età e a soli vent’anni si reca a Roma dove rimane profondamente affascinato dalle opere di Michelangelo, che copierà assiduamente attraverso il disegno. Lo stile di Buonarroti avrà un ruolo primario nella formazione di Franco, che riadatterà le anatomie potenti e vibranti dello scultore fiorentino mediandole con un segno pulito e una scrupolosa attenzione alle proporzioni anatomiche.

Giovanni Battista Franco detto Il Semolei (Venezia 1498 – ivi 1561) Allegoria della Pietà

Giovanni Battista Franco detto Il Semolei  (Venezia 1498 – ivi 1561) Allegoria della Pietà

Bulino
misure lastra mm 195 × 193

Pittore, disegnatore e incisore. Comincia a dedicarsi all’arte fin dalla tenera età e a soli vent’anni si reca a Roma dove rimane profondamente affascinato dalle opere di Michelangelo, che copierà assiduamente attraverso il disegno. Lo stile di Buonarroti avrà un ruolo primario nella formazione di Franco, che riadatterà le anatomie potenti e vibranti dello scultore fiorentino mediandole con un segno pulito e una scrupolosa attenzione alle proporzioni anatomiche.

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