Maestri

18 - Francesco Rosaspina (Montescudo 1762 - Bologna 1841) Ritratto di uomo con il turbante

18 - Francesco Rosaspina  (Montescudo 1762 - Bologna 1841)  Ritratto di uomo con il turbante

Maniera nera
Misure lastra mm 235 × 305, foglio mm 295 × 382

Fu uno dei più celebri e richiesti incisori di riproduzione della sua epoca nonché primo titolare della cattedra di incisione all’Accademia Clementina di Bologna. Amico di Andrea Appiani e Giovanni Battista Bodoni è conosciuto per le traduzioni incisorie tratte da opere di celebri artisti come Parmigianino, Correggio, Carracci e di altri grandi maestri del Seicento bolognese e del Settecento europeo. Lungo tutta la sua carriera artistica realizzò più di mille lastre con tecniche differenti, contribuendo così alla diffusione dell’arte italiana in Europa.

20 - Luigi Sabatelli (Firenze 1772 - Milano 1850) La visione di Daniele

20 - Luigi Sabatelli (Firenze 1772 - Milano 1850)  La visione di Daniele

Acquaforte
Misure lastra mm 450 × 653

Pittore, frescante, abilissimo disegnatore e incisore, protagonista della stagione a cavallo fra neoclassicismo e romanticismo. Frequenta l’Accademia di Firenze, si stabilisce a Roma tra il 1789 e il 1794 dove entra in contatto con l’ambiente artistico internazionale là operante. Resta particolarmente suggestionato dal lavoro di Jacques Louis David. L’eclettica scelta dei soggetti, la costante “idea del sublime” – che rimanda a Flaxmann e Fussli – e lo studio dell’opera di Rubens e Van Dyck contraddistinguono la sua ricerca artistica.

21 - Luigi Rados (Parma 1773 – Milano 1844) Ritratto di Eugène di Beauharnais

21 - Luigi Rados  (Parma 1773 – Milano 1844)  Ritratto di Eugène di Beauharnais

Acquaforte
Misure lastra mm 760 × 492, foglio mm 800 × 528

Pittore e incisore, si forma a Milano presso l’accademia di Brera, diventando assistente di G. Longhi e R. Morghen.
Ha realizzato opere di riproduzione da Raffaello, Leonardo e Crespi; oltre a ritratti, vedute e scene di genere.
L’opera ritrae il generale francese Eugène di Beauharnais, uomo di fiducia di Napoleone Bonaparte che nel 1805 lo nominò viceré del neo costituito Regno d’Italia.
L’incisione deriva da un dipinto di Nicolas Henrie Jacob e mostra il vicerè ripreso a figura intera, con la mano destra elegantemente appoggiata ad un muretto con l’effige del leone alato di Venezia, molto probabilmente a rappresentare la vittoria di Eugène sulla Serenissima. La scena è ambientata nel giardino di Villa Belgiojoso-Bonaparte a Milano. Sullo sfondo è possibile scorgere il Duomo.

23 - Henry Monnier (Parigi 1805 - Parigi 1877) Moeurs Administratives

Serie di dodici litografie con acquerellatura coeva
misure immagini altezza da mm 124 a mm 135, larghezza da mm 164 a mm 193

Talento proteiforme, fu sceneggiatore teatrale, attore e disegnatore.
Dopo gli studi e la frequentazione degli atelier di alcuni artisti (Anne Louis Girodet Trioson e Antoine Jean Gros), nel 1822 si trasferisce a Londra. Ritorna in Francia cinque anni dopo, dove i suoi contatti con Alexandre Dumas , Stendhal, Eugène Delacroix e Honorè de Balzac gli aprono le porte della notorietà. Tra il 1827 e il 1832, disegna molte litografie interpretando acutamente costumi e fisionomie dei suoi contemporanei: dalla “grisette” all’impiegato d’ufficio. La capacità di cogliere il carattere essenziale e tipico delle figure che popolano la società del suo tempo permette a Monnier di inventare personaggi che entreranno nell’immaginario collettivo come la popolare figura di Monsieur Prudhomme, incarnazione del borghese parigino. Dal 1850 si dedica essenzialmente alla scrittura e al teatro. Le tavole di questa serie descrivono con brillante ironia le contraddizioni, le brutture e l’insensatezza della burocrazia francese e dei suoi funzionari a scapito dei poveri cittadini. Impressioni eccellenti, fogli intonsi. Perfetto stato di conservazione.

24 - Gustave Dorè (Strasburgo 1832 – Roma 1883) Les differents publics de Paris

Litografia a matita e penna
Misure lastra mm 270 × 348

Album oblungo 4to composto da venti litografie in b/n e un’elaborata copertina stampata il litografia su carta preparata verdina con il titolo in caratteri d’oro. Opera pubblicata a Parigi “au bureau du Journal Amusant”, s. d. ma 1854. Prima edizione.
La serie è una testimonianza del genio creativo dell’autore che disegna queste tavole fresche ed incisive a soli 22 anni. Si tratta di studi paralleli di masse umane analizzate nel dettaglio dal vivo e poi rielaborate in chiave caricaturale. Le litografie ci restituiscono una vibrante testimonianza della società dell’epoca e del sofisticato pensiero dell’autore. Giustamente celebre e desiderabile la tavola “La biblioteque (Salle de travail)”. La suite completa è oggi particolarmente rara (Malan, Gustave Doré, p 35).

25 - Giuseppe de Nittis (Barletta 1846 – Saint germain en Laye 1884) La danseuse Holoke Go Zen

25 - Giuseppe de Nittis (Barletta 1846 – Saint germain en Laye 1884)  La danseuse Holoke Go Zen

Acquaforte e rotella
Misure lastra mm 213 × 285, foglio mm 353 × 505

Si tratta di uno dei migliori esempi delle capacità tecniche dell’artista, l’uso della rotella e di punte di differente spessore permette di ottenere morbidi passaggi cromatici, vibranti effetti di luce e una squillante definizione del soggetto. L’esistenza di tre stati (delle prove di stampa) – prima dell’edizione definitiva – è la dimostrazione della ricerca cromatica condotta dall’autore. Il soggetto rimanda al mondo delle stampe e degli oggetti giapponesi di cui era un cultore.

26 - Francesco Paolo Michetti (Tocco Casauria 1851 - Francavilla al Mare 1929) Fanciulla alla fontana

26 - Francesco Paolo Michetti (Tocco Casauria 1851 - Francavilla al Mare 1929)  Fanciulla alla fontana

Acquaforte
misure lastra mm 211 × 137, foglio mm 338 × 249.

Pittore, fotografo ed incisore, si forma all’Accademia di Napoli sotto la guida di Filippo Palizzi e Domenico Morelli. Nel 1874 incontra il pittore spagnolo Fortuny, rimanendone notevolmente influenzato. Nonostante ciò il suo carattere forte e indipendente lo allontanerà dai dettami esterni dando vita ad uno stile assolutamente originale. I suoi soggetti sono principalmente estrapolati dal contesto rurale abruzzese, da cui l’artista trae grande ispirazione. L’amicizia con Gabriele D’Annunzio fornisce nuovi spunti legati ai temi letterari, che però il Michetti rappresenterà sempre attraverso le immagini suggerite dalla sua terra natia.

27 - Antonio Ballero (Nuoro 1864, Sassari 1932) Donna d’Orgosolo

27 - Antonio Ballero  (Nuoro 1864, Sassari 1932)  Donna d’Orgosolo

China su carta, 296 × 392 cm

L’opera appartiene a un ciclo di disegni realizzati tra il 1919 e il 1925 a penna e ad inchiostro di china su carta, l’opera è verosimilmente databile al 1921, anno in cui Antonio Ballero realizza anche il ritratto intitolato Un pastore di Orgòsolo, pubblicato con altri dodici disegni nel IX numero della rivista illustrata “La cultura moderna”. Il soggetto è in relazione con il dipinto La via dell’Ortobene realizzato nel 1927 di cui questo disegno è certamente una prima idea. Di formazione autodidatta, dopo una prima adesione allo spirito di un socialismo umanitario, molto diffuso tra gli intellettuali dell’epoca, intorno ai primi anni del Novecento la sua pittura si apre alla poetica divisionista, anche grazie al contatto col maestro Giuseppe Pellizza da Volpedo con cui mantiene un interessante e amichevole scambio epistolare. Nel primo decennio del secolo l’attenzione dell’artista si volge alle tipologie umane, tese ormai a catturare situazioni di vita reale e consuetudini sociali. Ma è intorno agli anni Venti che «i valori autentici di un’epica popolare prevalgono sulle tentazioni decorative» e, al di là della produzione pittorica, piuttosto attardata rispetto alle novità emerse nello stesso periodo in campo nazionale e internazionale, è nella grafica – riservata principalmente al genere del ritratto – che l’artista raggiunge gli esiti migliori, soprattutto attraverso la tecnica del “ghirigoro” che per l’originalità d’esecuzione non trova riscontri nel panorama italiano coevo (cfr. M. G. Scano Naitza, Nuoro 2004). L’elegante groviglio di segni, orientati a fissare i volumi più che a definire la minuziosità dei dettagli, frantuma i contorni e costruisce, attraverso una fitta trama di linee e delicate mediazioni tonali, figure plastiche dall’aspetto evanescente. Il disegno proviene dalla vendita dell’eredità del critico d’arte milanese Guido Marangoni che probabilmente lo ottenne in dono dallo stesso artista, come sembra emergere da una corrispondenza datata al gennaio del 1923 (cfr. S. Naitza, M. G. Scano, Nuoro 1986). Foglio incollato su cartone. Tracce di polvere sulla carta.

28 - Luigi Bartolini (Cupramontana 1892 – Roma 1963) La ragazza alla finestra, (Prima versione)1929

Acquaforte
Misure lastra mm 254 × 201, foglio mm 480 × 344

Pittore e incisore, nel 1932 a Firenze ha condiviso il Primo premio di Incisione con Boccioni e Morandi; presenza costante alle Biennali di Venezia. I temi affrontati nel suo lavoro sono il paesaggio urbano, la natura evocata attraverso un insetto o un animale e la figura femminile. Bartolini è anche poeta, critico d’arte e scrittore, è il padre di “Ladri di biciclette” (il romanzo da cui nasce l’omonimo film di De Sica). I suoi fogli si distinguono per il fascino selvaggio ed elegante ottenuto dosando neri profondi con un gesto graffiante.

FRANCISCO GOYA Y LUCIENTES Fuendetodos 1746 - Bordeaux 1828 Un caballero espanol en plaza quebrando rejoncillos sin auxilio de

FRANCISCO GOYA Y LUCIENTES Fuendetodos 1746 - Bordeaux 1828  Un caballero espanol en plaza quebrando rejoncillos sin auxilio de

Acquaforte, acquatinta, puntasecca e bulino
misure lastra mm 247 × 354, foglio mm 350 × 445

Francisco Goya è una delle personalità più importanti dell’arte europea a cavallo tra XVIII e XIX secolo. Conosciuto soprattutto per la sua opera pittorica, egli è anche – o forse soprattutto – valentissimo e appassionato incisore caustico e violento nel segno e nella scelta dei soggetti. E’ considerato lo spartiacque fra arte moderna e contemporanea.
L’incisione descrive una scena dalla “corrida” spagnola con un cavaliere armato di picca corta che affronta un toro. In alto a sinistra gli spettatori sugli spalti osservano la scena.

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