Maestri

GINO SEVERINI (Cortona 1883 - Parigi 1966) La danseuse

GINO SEVERINI (Cortona 1883 - Parigi 1966)   La danseuse

Litografia a sei colori
Misure imm. cm 56 × 40, foglio cm 65 × 50

Pittore, mosaicista ed incisore, dopo una prima esperienza divisionista con Boccioni presso lo studio romano di Balla si trasferisce a Parigi dove frequenta Picasso, Braque e l’ambiente intellettuale d’avanguardia a loro legato. Nel 1910 su invito di Marinetti firma il Primo Manifesto Futurista.

GIOVANNI BATTISTA PIRANESI (Mojano di Mestre 1720 – Roma 1778) Arco trionfale

GIOVANNI BATTISTA PIRANESI (Mojano di Mestre 1720 – Roma 1778)  Arco trionfale

Acquaforte
Misure mm 395 × 555

Architetto disegnatore ed incisore, dopo una prima formazione a Venezia, si trasferisce a Roma, rimanendovi fino alla morte. Ha inciso all’incirca mille acqueforti, molte di grande formato, raffiguranti monumenti dell’antica Roma descritti con fantasia e grande libertà di segno.
Il foglio appartiene alla serie di quattro lastre nota come “Grotteschi”. La serie ebbe sei edizioni. Esemplare in IV/V stato stampato tra il 1799 e il 1809, con il n.25 in basso a destra e l’aggiunta delle ombreggiature ma prima del n.346 in alto a destra.
Impressione eccellente e ben contrastata, stampata su carta vergellata, ampi margini. Ottimo stato di conservazione eccetto evidente piega centrale verticale tipica dei fogli di tali dimensioni.

MICHELE MARIESCHI (Venezia 1710 – 1743) La regata a Ca' Foscari

MICHELE MARIESCHI (Venezia 1710  –  1743)  La regata a Ca' Foscari

Acquaforte
Misure lastra immagine mm 312 × 465; misure lastra testo mm mm 17 × 462

Pittore e incisore, ricercato e apprezzato in vita al pari di Canaletto. Si è dedicato all’incisione in età avanzata per eguagliare l’opera del collega/rivale che veniva diffusa attraverso le riproduzione a stampa di Lovisa e Visentini. Ha raffigurato con un segno brillante e personale la città di Venezia nei suoi angoli più caratteristici. Le sue incisioni sono particolarmente apprezzate per l’intenso chiaroscuro e per i gustosi episodi macchiettisitici che le animano. La lastra appartiene alla serie di vedute nota come “Urbis venetiarum prospectus”, pubblicata dall’autore nel 1742 a Venezia presso la calcografia Wagner (poi ripetutamente edite).

Franz Edmund Weirotter (Innsbruck 1733 – Vienna 1771) I dodici mesi dell'anno

Franz Edmund Weirotter (Innsbruck 1733 – Vienna 1771)   I dodici mesi dell'anno

Acquaforte
Misure mm 550 × 417

Orfano di entrambi i genitori viene da un zia messo a bottega presso il pittore Franz Michael Huber, quindi nel 1749 la città di Innsbruck, riconoscendo in lui un giovane talento, paga i suoi studi presso il pittore J. Schmutzer. Si trasferisce quindi a Vienna dove si iscrive all’Accademia; grazie ai mecenati Fuchseder e F. K. Von Eltz intraprende un lungo viaggio di formazione lungo la Germania ottenendo importanti commissioni imperiali. Nel 1759 si trasferisce a Parigi dove inizia una brillante carriera di incisore paesaggista grazie agli insegnamenti di J G. Wille e all’amicizia con J. Fussli, Watelet e H. Robert; la borsa di studio dell’Accademia di Francia lo porterà a Roma per tutto il 1760; accetta infine nel 1767 la cattedra di disegno paesaggistico all’Accademia di Vienna introducendo la nuova metodologia del disegno all’aria aperta. Le lastre sono state incise fra il 1758 e il 1760.

LORENZO LOLI (Bologna, 1612 ca. – 1691) Lo stemma Guasta Villani

LORENZO LOLI (Bologna, 1612 ca. – 1691)  Lo stemma Guasta Villani

Acquaforte
Lastra mm. 192 × 141

Pittore ed incisore allievo di Guido Reni da cui spesso ha desunto i soggetti delle sue incisioni.
Questo soggetto deriva da un’idea di Sirani, la lastra è siglata in basso a destra. Il foglio è dedicato da Vittorio Serena (?) al Signor Filippo Guastavillani, notabile della città di Bologna poi cardinale dal 1574.
Impressione eccellente nello stato unico, foglio rifilato lungo l’impronta del rame, carta ingiallita. L’incisione si presenta applicata in antico su una pagina di album (databile al secolo XVIII) con altre cinque incisioni dello stesso autore ( T.I.B. 24, 23, 21, 20, 19).

Giovanni David (Cabella ligure 1743 – Genova 1784) Habits des Nobles / Ils donnent tous leurs soins un bien de a Patrie. Boil

Giovanni David (Cabella ligure 1743 – Genova 1784)  Habits des Nobles / Ils donnent tous leurs soins un bien de a Patrie. Boil

Acquaforte pura
Misure lastra mm 245 × 170

L’incisione appartiene alla serie “Divers portraits” pubblicata nel 1775 e dedicata al pittore romano Domenico Corvi dall’allievo G. David. Si tratta di 12 raffigurazioni di “tipi” veneziani visti in chiave leggermente ironica e accompagnati da un motto moraleggiante tratto dagli scritti di N. Boileau – Despréaux (probabilmente suggerito a David dal suo Mecenate Giacomo Durazzo). La scena, ambientata nel cortile di Palazzo Ducale, rappresenta due arcigni magistrati della Repubblica lussuosamente vestiti e intenti a discutere. Impressione eccellente nel primo stato, prima dell’aggiunta del lavoro ad acquatinta. Ampi margini (mm 380 × 265), foglio intonso con frammento di filigrana lettere “vdi” sormontate da “giglio nello scudo”. Firma e titolo incise in lastra nel margine bianco inferiore. Ottimo stato di conservazione.

Alphonse Legros (Digione 1837 -1920) La légende du bonhomme Misère

Alphonse Legros  (Digione 1837 -1920)  La légende du bonhomme Misère

Acquaforte
Misure lastra mm 240 × 146

Pittore frescante, scultore, illustratore ed incisore. Dopo un apprendistato fra Digione e Lione tra accademia e botteghe espone al Salone nel 1857. Nonostante le commissioni ottenute grazie alla fitta rete di conoscenze – i colleghi Whistler, Bracquemond e Fantin-Latour, l’editore Cadart, lo stampatore Delatre – vive in una condizione prossima alla miseria. Nel 1863 si trasferisce a Londra dove conosce, in fine, una vita agiata e il successo a discapito della ricerca artistica che assume un carattere accademico.

FRANCISCO GOYA Y LUCIENTES (Fuentedetodos 1764 – Bordeaux1828) Disparate ridiculo

FRANCISCO GOYA Y LUCIENTES (Fuentedetodos 1764 – Bordeaux1828) Disparate ridiculo

Acquaforte e acquatinta
Misure mm 245 × 350

Tavola n 3 dalla serie dei “Desparates” o “proverbi”, la serie più matura e oscura del maestro. Sembra che ogni tavola sia da ricollegare ad un proverbio, appunto, o a un modo di dire. Qui probabilmente un accenno alla fragilità dell’esistenza, un gruppo di persone di varie età ascolta assorta una figura di spalle che spiega, il ramo secco reggerà tutto quel peso?
Impressione ottima appartenente alla terza edizione, pubblicata dalla Calcografia della Reale accademia nel 1891, ampi margini foglio intonso. Ottimo stato di conservazione eccetto piega verticale.

FRANCESCO PAOLO MICHETTI (Tocco di Casauria 1851 - Francavilla al Mare 1929) Cueillette d'olives dans les abruzzes

FRANCESCO PAOLO MICHETTI (Tocco di Casauria 1851 - Francavilla al Mare 1929) Cueillette d'olives dans les abruzzes

Acquaforte e puntasecca
Misure lastra mm 123 × 93

Pittore e disegnatore, partendo dallo studio della figura umana ha raffigurato momenti di vita della tradizione contadina. In incisione, attività solo quantitativamente minore, grazie a un deciso chiaroscuro Michetti ha ritrovato la tavolozza brillante e luminosa caratteristica dei suoi dipinti. IL segno libero e sicuro è lo stesso che si ritrova nei disegni, nei pastelli e negli studi preparatori.

LUIGI CONCONI (Milano 1852 -1917) Fanciulla seduta

LUIGI CONCONI (Milano 1852 -1917) Fanciulla seduta

Acquaforte e monotipo
Mis. lastra mm 66 × 42, mis foglio 150 × 110

L’incisone appartiene a quel gruppo di lastre che Conconi dedica alla figura femminile. Questo soggetto è tipico della sensibilità scapigliata, viene interpretata sia come oggetto del naturalismo lombardo, sia come immagine idealizzata del simbolismo. Nell’esemplare conservato presso la Raccolta Bertarelli di Milano nel margine inferiore del foglio si legge il titolo “fanciulla”. Esemplare nel raro I/II stato prima dell’aggiunta di molti tratti ad acquaforte (due tratti diagonali nella zona bianca a sinistra della figura che descrivono un trapezio, quattro tratti orizzontali nel muretto a sinistra, quattro tratti orizzontali in primo piano). Impressione eccellente con intervento a monotipo. Carta vergellata ingiallita. Il foglio, esposto nel 2001 nel Chiostro di Voltorre a Gavirate in occasione della mostra sulla Scapigliatura, proviene dalla curatrice della stessa.

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