Secolo XIX
Inserito da teocrespi il Marzo 10, 2010 - 00:22
Catalogo Mostra Libro Antico 2010 | Maestri | Secolo XVIII | Secolo XIX
Maniera nera
Misure lastra mm 235 × 305, foglio mm 295 × 382
Fu uno dei più celebri e richiesti incisori di riproduzione della sua epoca nonché primo titolare della cattedra di incisione all’Accademia Clementina di Bologna. Amico di Andrea Appiani e Giovanni Battista Bodoni è conosciuto per le traduzioni incisorie tratte da opere di celebri artisti come Parmigianino, Correggio, Carracci e di altri grandi maestri del Seicento bolognese e del Settecento europeo. Lungo tutta la sua carriera artistica realizzò più di mille lastre con tecniche differenti, contribuendo così alla diffusione dell’arte italiana in Europa.
Inserito da teocrespi il Marzo 10, 2010 - 00:01
Catalogo Mostra Libro Antico 2010 | Maestri | Secolo XIX
Acquaforte
Misure lastra mm 450 × 653
Pittore, frescante, abilissimo disegnatore e incisore, protagonista della stagione a cavallo fra neoclassicismo e romanticismo. Frequenta l’Accademia di Firenze, si stabilisce a Roma tra il 1789 e il 1794 dove entra in contatto con l’ambiente artistico internazionale là operante. Resta particolarmente suggestionato dal lavoro di Jacques Louis David. L’eclettica scelta dei soggetti, la costante “idea del sublime” – che rimanda a Flaxmann e Fussli – e lo studio dell’opera di Rubens e Van Dyck contraddistinguono la sua ricerca artistica. Nel 1808 a Milano ottiene la cattedra di pittura presso l’Accademia di Brera che terrà fino al 1848. In incisone Sabatelli riesce a prendere le distanze da un certo accademismo neoclassico che contraddistingue la sua produzione pittorica guadagnando in forza e dinamismo.
Inserito da teocrespi il Marzo 9, 2010 - 23:57
Catalogo Mostra Libro Antico 2010 | Maestri | Secolo XIX
Acquaforte
Misure lastra mm 760 × 492, foglio mm 800 × 528
Pittore e incisore, si forma a Milano presso l’accademia di Brera, diventando assistente di G. Longhi e R. Morghen.
Ha realizzato opere di riproduzione da Raffaello, Leonardo e Crespi; oltre a ritratti, vedute e scene di genere.
L’opera ritrae il generale francese Eugène di Beauharnais, uomo di fiducia di Napoleone Bonaparte che nel 1805 lo nominò viceré del neo costituito Regno d’Italia.
L’incisione deriva da un dipinto di Nicolas Henrie Jacob e mostra il vicerè ripreso a figura intera, con la mano destra elegantemente appoggiata ad un muretto con l’effige del leone alato di Venezia, molto probabilmente a rappresentare la vittoria di Eugène sulla Serenissima. La scena è ambientata nel giardino di Villa Belgiojoso-Bonaparte a Milano. Sullo sfondo è possibile scorgere il Duomo.
Inserito da teocrespi il Marzo 9, 2010 - 23:52
Catalogo Mostra Libro Antico 2010 | Maestri | Secolo XIX
Litografia
misure lastra mm 199 × 148, foglio mm 293 × 242
Dopo la formazione all’ombra del vedutismo capriccioso tipicamente veneto Migliara si trasferisce a Milano per frequentare l’Accademia di Brera e lo studio dello scenografo Gaspare Galliari. Lo stretto legame con l’ambiente letterario del primo romanticismo milanese lo mette in contatto con le ultimissime tendenze romantiche europee, fatto che fa del Migliara una figura di artista all’avanguardia attento al mondo culturale che lo circonda.
L’opera in esame costituisce un documento unico nella produzione del pittore, dato che a tutt’oggi le fonti bibliografiche parlano di un avvicinamento da parte del Migliara alla pratica della litografia intorno al terzo e quarto decennio dell’800, mentre il foglio qui presentato reca la data autografa 1818. Questo pone l’artista alessandrino fra i pionieri della litografia, una tecnica i cui primi esperimenti in Europa – i cosiddetti “incunaboli litografici” – sono da datare entro il 1820. A confermare la veridicità della data è la coerenza con il soggetto rappresentato: un “capriccio architettonico” tema principe della produzione artistica del Settecento, i cui migliori modelli troviamo nella produzione di A. Canaletto, B. Bellotto e G. B. Piranesi, modelli che Migliara proprio in quegli anni andava studiando per prenderne ispirazione. Attraverso la commistione tra elementi architettonici di fantasia e reali, l’autore, mettendo a frutto i suoi lunghi studi scenografici, costruisce con estrema abilità e squisito gusto una piacevole composizione sospesa fra realtà e fantasia. In primo piano si vede un’antica porta di gusto rinascimentale a cui è appoggiata una figura in piedi con un bastone (tale figura si ritrova con minime variazioni anche nella litografia “Ingresso di convento con frate seduto” databile al 1827); sullo sfondo l’abside di una chiesa che ricorda la basilica di Sant’Eustorgio a Milano. L’esemplare presenta tracce di matita che racchiudono il disegno e che vanno a riempire alcune mancanze risultate in fase di stampa, tale “imperfezione” è la testimonianza del clima di sperimentazione in cui versava agli esordi la tecnica litografica. Data la presenza della firma autografa apposta con la medesima grafite è possibile avanzare l’ipotesi che anche i ritocchi siano autografi. Nel margine inferiore a matita “G.Migliara f.e 1818”, più sotto “litografia Dono dell’autore” (scritta autografa ?). Al recto a matita “Dell’a…”(le restanti lettere non decifrabili, anche qui rimane l’incognita dell’autografia). Il foglio è inedito, non citato in nessuno studio sull’opera grafica dell’autore, si tratta di una prova estemporanea di cui non è stata eseguita una tiratura. Impressione eccellente su carta vergellata antica, ampi margini. Ottimo stato di conservazione.
Inserito da teocrespi il Marzo 9, 2010 - 23:49
Catalogo Mostra Libro Antico 2010 | Maestri | Secolo XIX
Serie di dodici litografie con acquerellatura coeva
misure immagini altezza da mm 124 a mm 135, larghezza da mm 164 a mm 193
Talento proteiforme, fu sceneggiatore teatrale, attore e disegnatore.
Dopo gli studi e la frequentazione degli atelier di alcuni artisti (Anne Louis Girodet Trioson e Antoine Jean Gros), nel 1822 si trasferisce a Londra. Ritorna in Francia cinque anni dopo, dove i suoi contatti con Alexandre Dumas , Stendhal, Eugène Delacroix e Honorè de Balzac gli aprono le porte della notorietà. Tra il 1827 e il 1832, disegna molte litografie interpretando acutamente costumi e fisionomie dei suoi contemporanei: dalla “grisette” all’impiegato d’ufficio. La capacità di cogliere il carattere essenziale e tipico delle figure che popolano la società del suo tempo permette a Monnier di inventare personaggi che entreranno nell’immaginario collettivo come la popolare figura di Monsieur Prudhomme, incarnazione del borghese parigino. Dal 1850 si dedica essenzialmente alla scrittura e al teatro. Le tavole di questa serie descrivono con brillante ironia le contraddizioni, le brutture e l’insensatezza della burocrazia francese e dei suoi funzionari a scapito dei poveri cittadini. Impressioni eccellenti, fogli intonsi. Perfetto stato di conservazione.
Inserito da teocrespi il Marzo 9, 2010 - 23:46
Catalogo Mostra Libro Antico 2010 | Maestri | Secolo XIX
Litografia a matita e penna
Misure lastra mm 270 × 348
Album oblungo 4to composto da venti litografie in b/n e un’elaborata copertina stampata il litografia su carta preparata verdina con il titolo in caratteri d’oro. Opera pubblicata a Parigi “au bureau du Journal Amusant”, s. d. ma 1854. Prima edizione.
La serie è una testimonianza del genio creativo dell’autore che disegna queste tavole fresche ed incisive a soli 22 anni. Si tratta di studi paralleli di masse umane analizzate nel dettaglio dal vivo e poi rielaborate in chiave caricaturale. Le litografie ci restituiscono una vibrante testimonianza della società dell’epoca e del sofisticato pensiero dell’autore. Giustamente celebre e desiderabile la tavola “La biblioteque (Salle de travail)”. La suite completa è oggi particolarmente rara (Malan, Gustave Doré, p 35).
Inserito da teocrespi il Marzo 9, 2010 - 23:36
Catalogo Mostra Libro Antico 2010 | Maestri | Secolo XIX
Acquaforte e rotella
Misure lastra mm 213 × 285, foglio mm 353 × 505
Si tratta di uno dei migliori esempi delle capacità tecniche dell’artista, l’uso della rotella e di punte di differente spessore permette di ottenere morbidi passaggi cromatici, vibranti effetti di luce e una squillante definizione del soggetto. L’esistenza di tre stati (delle prove di stampa) – prima dell’edizione definitiva – è la dimostrazione della ricerca cromatica condotta dall’autore. Il soggetto rimanda al mondo delle stampe e degli oggetti giapponesi di cui era un cultore. L’incisione è pubblicata dall’editore Cadart nel 1874 nell’album “l’eau-forte en 1874. Trente eaux-fortes par trente artistes” (n 15 nell’inciso in alto a destra). Impressione eccellente, ampi margini, foglio intonso con frammento di filigrana “arches”. Firma, titolo e indirizzo in lastra nel margine inferiore. Ottimo stato di conservazione. Esemplare nel IV/IV riconoscibile per l’aggiunta delle scritte.
Inserito da teocrespi il Marzo 9, 2010 - 23:28
Catalogo Mostra Libro Antico 2010 | Maestri | Secolo XIX
Acquaforte
misure lastra mm 211 × 137, foglio mm 338 × 249.
Pittore, fotografo ed incisore, si forma all’Accademia di Napoli sotto la guida di Filippo Palizzi e Domenico Morelli. Nel 1874 incontra il pittore spagnolo Fortuny, rimanendone notevolmente influenzato. Nonostante ciò il suo carattere forte e indipendente lo allontanerà dai dettami esterni dando vita ad uno stile assolutamente originale. I suoi soggetti sono principalmente estrapolati dal contesto rurale abruzzese, da cui l’artista trae grande ispirazione. L’amicizia con Gabriele D’Annunzio fornisce nuovi spunti legati ai temi letterari, che però il Michetti rappresenterà sempre attraverso le immagini suggerite dalla sua terra natia.
Inserito da teocrespi il Gennaio 21, 2010 - 01:00
Maestri | Secolo XIX
Acquaforte, acquatinta, puntasecca e bulino
misure lastra mm 247 × 354, foglio mm 350 × 445
Francisco Goya è una delle personalità più importanti dell’arte europea a cavallo tra XVIII e XIX secolo. Conosciuto soprattutto per la sua opera pittorica, egli è anche – o forse soprattutto – valentissimo e appassionato incisore caustico e violento nel segno e nella scelta dei soggetti. E’ considerato lo spartiacque fra arte moderna e contemporanea.
L’incisione descrive una scena dalla “corrida” spagnola con un cavaliere armato di picca corta che affronta un toro. In alto a sinistra gli spettatori sugli spalti osservano la scena.
Inserito da teocrespi il Agosto 24, 2009 - 19:06
Maestri | Secolo XIX
Acquaforte
Misure lastra mm 240 × 146
Pittore frescante, scultore, illustratore ed incisore. Dopo un apprendistato fra Digione e Lione tra accademia e botteghe espone al Salone nel 1857. Nonostante le commissioni ottenute grazie alla fitta rete di conoscenze – i colleghi Whistler, Bracquemond e Fantin-Latour, l’editore Cadart, lo stampatore Delatre – vive in una condizione prossima alla miseria. Nel 1863 si trasferisce a Londra dove conosce, in fine, una vita agiata e il successo a discapito della ricerca artistica che assume un carattere accademico. L’incisione è pubblicata da Cadart nel 1874 nell’album “l’eau-forte en 1874. Trente eaux-fortes par trente artistes” (n 13 nell’inciso in alto a destra). Impressione eccellente, stato unico, ampi margini, foglio intonso con frammento di filigrana “arches”. Firma, titolo e indirizzo in lastra nel margine inferiore. Ottimo stato di conservazione.
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