Secolo XVIII

14 - Michele Marieschi (Venezia 1710 – 1743) La regata a Ca' Foscari / Cortile interno del Palazzo Ducale / I Frari

Catalogo Mostra Libro Antico 2010 | Maestri | Secolo XVIII
14 - Michele Marieschi (Venezia 1710  –  1743)  La regata a Ca' Foscari / Cortile interno del Palazzo Ducale / I Frari

Acquaforte
Misure lastra immagine mm 312 × 465; misure lastra testo mm 17 × 462

Pittore e incisore, ricercato e apprezzato in vita al pari di Canaletto. Si è dedicato all’incisione in età avanzata per eguagliare l’opera del collega/rivale che veniva diffusa attraverso le riproduzione a stampa di Lovisa e Visentini. Ha raffigurato con un segno brillante e personale la città di Venezia nei suoi angoli più caratteristici. Le sue incisioni sono particolarmente apprezzate per l’intenso chiaroscuro e per i gustosi episodi macchiettistici che le animano. La lastra appartiene alla serie di vedute nota come “Urbis venetiarum prospectus”, pubblicata dall’autore nel 1742 a Venezia presso la calcografia Wagner (poi ripetutamente edite).

15 - Gianbattista Tiepolo (Venezia 1696 – Madrid 1770) Donna seduta che parla con un vecchio, 1745 c.

Catalogo Mostra Libro Antico 2010 | Maestri | Secolo XVIII
15 - Gianbattista Tiepolo (Venezia 1696 – Madrid 1770)  Donna seduta che parla con un vecchio, 1745 c.

Acquaforte
misure lastra mm 223 × 174, foglio mm 407 × 273

Pittore, frescante, disegnatore ed abile incisore, è considerato uno degli artisti europei più importanti del XVIII secolo. Ha operato in Italia, Germania e Spagna. La sua attività incisoria ha inizio verso la fine degli anni Trenta ed è caratterizzata da una straordinaria vena immaginativa rappresentata con un sapiente uso del chiaroscuro.
Tavola numero 3 di venticinque appartenente alla serie degli “Scherzi”. E’ questo il ciclo di incisioni più enigmatico del Tiepolo, ricco di simboli e figure che apparentemente rimandano alle pratiche alchemiche. In queste tavole la fantasia dell’artista è pienamente supportata da una grande sapienza tecnica.

16 - Giandomenico Tiepolo (Venezia 1727 – Ivi 1804) Due vecchi

Catalogo Mostra Libro Antico 2010 | Maestri | Secolo XVIII
16 - Giandomenico Tiepolo (Venezia 1727 – Ivi 1804)  Due vecchi

Acquaforte
misure lastra mm 279 × 87, foglio mm 345 × 167

Si forma sotto gli insegnamenti del padre Gianbattista, diventandone il più fidato aiutante e prendendone lo stile. Nonostante ciò riceve anche importanti incarichi che porta a termine personalmente.
Esordisce in campo acquafortistico trasponendo in incisione la “Via Crucis” da lui eseguita per la chiesa di San Polo a Venezia. Esegue diverse acqueforti riproducendo alcuni dipinti del padre. Il suo capolavoro indiscusso sono le 24 scene (esclusi la dedica, il meraviglioso frontespizio e il titolo) de “La fuga in Egitto” che manifestano l’enorme talento di Giandomenico incisore.

17 - Giovanni David (Cabella Ligure 1743 - Genova 1784) Habits des Nobles

Catalogo Mostra Libro Antico 2010 | Maestri | Secolo XVIII
17 - Giovanni David (Cabella Ligure 1743 - Genova 1784)  Habits des Nobles

Acquaforte
Misure lastra mm 245 × 170, foglio mm 380 × 264

Giovanni David, allievo del pittore romano Domenico Corvi, fu il solo artista ligure a operare in Liguria, in Piemonte e nel Veneto grazie alla protezione della famiglia genovese dei Durazzo, mercanti e setaioli di origine albanese che nel 1573 raggiunsero il dogato. Nel 1774, su richiesta dell’ambasciatore Gerolamo Durazzo, David si trasferì a Venezia dove iniziò una serie di incisioni che illustrano la vita della popolazione del tempo, rivelando la sua indole di acuto osservatore e di altissimo incisore. Ed è probabilmente a questo periodo che risale il soggetto rappresentato. L’opera, firmata in basso a sinistra David Gen. Inv. Fecit, è intitolata Habits des Nobles/Ils donnent tous leurs soins au bien de la Patric. Boil. Le figure imponenti e arcigne dei due uomini, alti magistrati della Repubblica veneta, sono abbigliate con vestiti sontuosi che contrastano con lo sfondo appena abbozzato nel cortile del Palazzo Ducale da cui si intravedono le strutture della Manica rinascimentale. Esemplare I/II stato prima degli interventi ad acquatinta. Impressione eccellente, ampi margini, ancora visibili le linee guida nel titolo. Ottimo stato di conservazione.

18 - Francesco Rosaspina (Montescudo 1762 - Bologna 1841) Ritratto di uomo con il turbante

Catalogo Mostra Libro Antico 2010 | Maestri | Secolo XVIII | Secolo XIX
18 - Francesco Rosaspina  (Montescudo 1762 - Bologna 1841)  Ritratto di uomo con il turbante

Maniera nera
Misure lastra mm 235 × 305, foglio mm 295 × 382

Fu uno dei più celebri e richiesti incisori di riproduzione della sua epoca nonché primo titolare della cattedra di incisione all’Accademia Clementina di Bologna. Amico di Andrea Appiani e Giovanni Battista Bodoni è conosciuto per le traduzioni incisorie tratte da opere di celebri artisti come Parmigianino, Correggio, Carracci e di altri grandi maestri del Seicento bolognese e del Settecento europeo. Lungo tutta la sua carriera artistica realizzò più di mille lastre con tecniche differenti, contribuendo così alla diffusione dell’arte italiana in Europa.

19 a - Martino de Boni (Venezia 1753 – Roma 1831) Cinque danzatrici che si tengono per mano

Catalogo Mostra Libro Antico 2010 | Secolo XVIII
19 a - Martino de Boni (Venezia 1753 – Roma 1831)  Cinque danzatrici che si tengono per mano

Acquaforte e bulino
Misure lastra mm 422 × 724, foglio mm 650 × 950

Dopo la formazione presso l’Accademia di Parma si trasferisce a Roma per perfezionarsi. Qui riallaccia i rapporti con l’amico d’infanzia Antono Canova di cui diventa uno dei più attivi e raffinati collaboratori ricevendo commissioni anche per decine di dipinti ad uso privato. Oggi M. de Boni è ricordato per i suoi fini intagli a fondo nero. Esistono delle ricevute di pagamento all’autore che permettono di datare l’esecuzione di questa lastra tra il 1810 e il 1812. Il foglio appartiene ad una serie di cinque di formato e soggetto simile pubblicati con il titolo “Baccanti che danzano / pensieri di Antonio Canova”. Questo soggetto, come altri dipinti a tempera da Canova e poi da lui fatti incidere in serie o fogli sciolti, si ispirano alle decorazioni rinvenute ad Ercolano che all’epoca erano appena state scoperte.

19 b - Martino de Boni (Venezia 1753 – Roma 1831) Cinque danzatrici con velo e corone

Catalogo Mostra Libro Antico 2010 | Secolo XVIII
19 b - Martino de Boni (Venezia 1753 – Roma 1831) Cinque danzatrici con velo e corone

Acquaforte e bulino
Misure lastra mm 422 × 724, foglio mm 650 × 950

Dopo la formazione presso l’Accademia di Parma si trasferisce a Roma per perfezionarsi. Qui riallaccia i rapporti con l’amico d’infanzia Antono Canova di cui diventa uno dei più attivi e raffinati collaboratori ricevendo commissioni anche per decine di dipinti ad uso privato. Oggi M. de Boni è ricordato per i suoi fini intagli a fondo nero. Esistono delle ricevute di pagamento all’autore che permettono di datare l’esecuzione di questa lastra tra il 1810 e il 1812. Il foglio appartiene ad una serie di cinque di formato e soggetto simile pubblicati con il titolo “Baccanti che danzano / pensieri di Antonio Canova”. Questo soggetto, come altri dipinti a tempera da Canova e poi da lui fatti incidere in serie o fogli sciolti, si ispirano alle decorazioni rinvenute ad Ercolano che all’epoca erano appena state scoperte.

GIOVANNI BATTISTA PIRANESI (Mojano di Mestre 1720 – Roma 1778) Arco trionfale

Maestri | Secolo XVIII
GIOVANNI BATTISTA PIRANESI (Mojano di Mestre 1720 – Roma 1778)  Arco trionfale

Acquaforte
Misure mm 395 × 555

Architetto disegnatore ed incisore, dopo una prima formazione a Venezia, si trasferisce a Roma, rimanendovi fino alla morte. Ha inciso all’incirca mille acqueforti, molte di grande formato, raffiguranti monumenti dell’antica Roma descritti con fantasia e grande libertà di segno.
Il foglio appartiene alla serie di quattro lastre nota come “Grotteschi”. La serie ebbe sei edizioni. Esemplare in IV/V stato stampato tra il 1799 e il 1809, con il n.25 in basso a destra e l’aggiunta delle ombreggiature ma prima del n.346 in alto a destra.
Impressione eccellente e ben contrastata, stampata su carta vergellata, ampi margini. Ottimo stato di conservazione eccetto evidente piega centrale verticale tipica dei fogli di tali dimensioni.

MICHELE MARIESCHI (Venezia 1710 – 1743) La regata a Ca' Foscari

Maestri | Vedute e mappe | Secolo XVIII
MICHELE MARIESCHI (Venezia 1710  –  1743)  La regata a Ca' Foscari

Acquaforte
Misure lastra immagine mm 312 × 465; misure lastra testo mm mm 17 × 462

Pittore e incisore, ricercato e apprezzato in vita al pari di Canaletto. Si è dedicato all’incisione in età avanzata per eguagliare l’opera del collega/rivale che veniva diffusa attraverso le riproduzione a stampa di Lovisa e Visentini. Ha raffigurato con un segno brillante e personale la città di Venezia nei suoi angoli più caratteristici. Le sue incisioni sono particolarmente apprezzate per l’intenso chiaroscuro e per i gustosi episodi macchiettisitici che le animano. La lastra appartiene alla serie di vedute nota come “Urbis venetiarum prospectus”, pubblicata dall’autore nel 1742 a Venezia presso la calcografia Wagner (poi ripetutamente edite).

Franz Edmund Weirotter (Innsbruck 1733 – Vienna 1771) I dodici mesi dell'anno

Maestri | Stampe decorative | Secolo XVIII
Franz Edmund Weirotter (Innsbruck 1733 – Vienna 1771)   I dodici mesi dell'anno

Acquaforte
Misure mm 550 × 417

Orfano di entrambi i genitori viene da un zia messo a bottega presso il pittore Franz Michael Huber, quindi nel 1749 la città di Innsbruck, riconoscendo in lui un giovane talento, paga i suoi studi presso il pittore J. Schmutzer. Si trasferisce quindi a Vienna dove si iscrive all’Accademia; grazie ai mecenati Fuchseder e F. K. Von Eltz intraprende un lungo viaggio di formazione lungo la Germania ottenendo importanti commissioni imperiali. Nel 1759 si trasferisce a Parigi dove inizia una brillante carriera di incisore paesaggista grazie agli insegnamenti di J G. Wille e all’amicizia con J. Fussli, Watelet e H. Robert; la borsa di studio dell’Accademia di Francia lo porterà a Roma per tutto il 1760; accetta infine nel 1767 la cattedra di disegno paesaggistico all’Accademia di Vienna introducendo la nuova metodologia del disegno all’aria aperta. Le lastre sono state incise fra il 1758 e il 1760.